Il 4 gennaio è l’anniversario della strage del Pilastro: sbirri che si ammazzano tra loro

Puntualizziamo che finché gli sbirri si ammazzano tra di loro, a Noi Anarchici va sempre bene, quello che non tolleriamo invece è quando gli sbirri abusano di potere, arrestano civili innocenti, torturano e uccidono. Secondo la commissione parlamentare di inchiesta sulla loggia massonica P2 presieduta per 6 anni da Tina Anselmi, si ritiene che la lista contenente i nomi degli affiliati alla P2 fosse incompleta e che la P2 fosse strutturata come due piramidi sovrapposte, coi 962 nomi della lista appartenenti alla piramide in basso, Licio Gelli come punto di congiunzione tra le due piramidi e una piramide superiore composta da nomi che figuravano su un’altra lista composta da personaggi che trasmettevano gli ordini alla piramide inferiore.

Nel 1988 la commissione stragi toglie dopo 50 anni di segreto militare (top secret) su: l’organizzazione Gladio, sul piano Solo (tentativo di colpo di stato fatto dall’arma dei carabinieri), il golpe Borghese (un tentato colpo di stato nel 1970, organizzato da Junio Valerio Borghese, fondatore del Fronte Nazionale, in collaborazione con Avanguardia Nazionale, la strage di Ustica dove la punta deformata dell’ala destra del DC-9 Itavia era la tessera mancante al puzzle della battaglia aerea. Il 27/6/1980 l’aereo civile fu centrato da un caccia americano (le vittime che persero la vita furono 81). Le forze dell’ordine – disordine, hanno diretto ed eseguito anche stragi di stato occulte come Piazza Fontana, la strage di Bologna, ecc.. Per poi venire assolti – impuniti, col tempo, dalla stessa magistratura che li aveva condannati nei vari processi. Vergognatevi venduti!! Si discolpano col solito giochetto meschino: incolpare e  giudicare noi Anarchici come stragisti (vedi il caso del compagno Anarchico Pino Pinelli), proprio a Noi che siamo sempre stati coerenti nella Storia, perché siamo sempre stati contro tutti i poteri: cattolici e politici, sia di destra che di sinistra, e quindi anche contro il potere delle forze dell’ordine – disordine! Non ci dimentichiamo, bastardi, delle tante ingiustizie che avete progettato e fatto!

Ma soffermiamoci ad analizzare la ‘Banda della Uno bianca’: era composta da sbirri che facevano le feci dei ‘nuclei clandestini dello stato’ degli anni ‘70. Durante i vari processi, i fratelli Savi erano incriminati per aver creato un contesto di criminalità organizzata, guidata però da membri delle forze dell’ordine – disordine. La banda di sbirri portava avanti il Piano militare gerarchico della Nato anticomunista chiamato “strategia della tensione”, che significa “destabilizzare per stabilizzare”: è una tattica politica volta a creare paura, incertezza e caos sociale attraverso attentati terroristici organizzati dallo stato, che usa come tattica il terrore militare (stragi di stato) per “stabilizzare” il sistema politico (in questo caso la destra cattolica andreottiana anticomunista), a proprio favore.  

La strategia della tensione, ancora oggi è coordinata da settori militari delle istituzioni e dai servizi segreti della Nato. Specifichiamo che la NATO è stata fondata il 4/4/1949 a Washington negli Stati Uniti, come organizzazione del Trattato Atlantico del Nord, un’alleanza militare internazionale, che includeva all’inizio della sua fondazione 32 stati membri, di cui 30 europei e 2 nordamericani. La NATO venne creata al tempo del confronto tra le due maggiori potenze uscite vincitrici dalla II guerra mondiale: USA e URSS.
L’organizzazione clandestina della Uno Bianca era composta principalmente da poliziotti che hanno lasciato dietro di sé una lunga striscia di sangue tra Bologna, la Romagna e Pesaro. Per 7 anni, tra il 1987 e il ‘94, la banda commette 103 azioni criminali, in gran parte rapine a mano armata uccidendo 24 persone e ferendone 114. Il gruppo di sbirri si sentiva inafferrabile, perché conosceva benissimo il modus operandi delle forze dell’ordine – disordine, le tattiche usate nelle rapine e in casi come la strage del Pilastro, ricordavano vere e proprie azioni militari, riuscivano sempre a evitare le pattuglie e i posti di blocco delle forze dell’ordine e avevano sempre una dettagliata conoscenza di itinerari che permettessero a loro rapide vie di fuga dopo ogni colpo. Nel gruppo terroristico della Uno bianca risulteranno colpevoli anche Luca Vallicelli, Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti. Tutti poliziotti tra Cesena e Bologna. I processi si conclusero il 6 marzo 1996, con la condanna all’ergastolo per i tre fratelli sbirri Roberto, Fabio e Alberto Savi e per Marino Occhipinti. Ventotto anni di carcere vennero comminati a Pietro Gugliotta, diminuiti poi a 18. Luca Vallicelli pentito, patteggiò una pena di 3 anni e 8 mesi.

Le azioni terroristiche-eversive della Banda dell’Uno Bianca aveva dei legami  col mondo dell’estrema destra, i fratelli Savi infatti venivano dal Fronte della Gioventù. Il segretario del MSI riminese fra il 1968 e il 1976 fu Italo Ricciotti (foto sopra), rappresentante del Rotary club Rimini Riviera che lo ha visto tra i membri per tanto tempo. Segretari provinciali della Giovane Italia e poi del Fronte della Gioventù furono dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70 Gian Luigi Piacenti, poi Stefano Bascucci e Sesto Pongiluppi. Chissà se queste merde conoscevano Roberto Savi…

Il processo della Uno Bianca rivela una delle verità più inquietanti, ma non certo sorprendenti: i killer erano uomini dello stato. Agenti in servizio, gli stessi che avrebbero dovuto proteggere i cittadini (Shakespeare direbbe, spazientito: ‘ma chi controlla il controllore?’).

A questo punto dobbiamo citare anche i danni sociali compiuti dalla ‘Banda della Panda nera’, che tra novembre 2005 e giugno 2007 aveva terrorizzato il territorio Bergamasco. La banda era composta da carabinieri e vigili urbani che usavano un’auto con una targa rubata e, secondo l’accusa, ogni venerdì sera davano vita a raid punitivi contro extracomunitari. La Panda Nera era una banda di 21 persone, (una dozzina i cc), cinque delle quali accusate di associazione per delinquere. Un gruppo di carabinieri e vigili urbani che picchiavano e rapinavano stranieri e spacciatori durante falsi posti di blocco nella bergamasca.

E invece, gli sbirri cocainomani (foto sopra) che avevano trasformato nel 2020 la caserma in un centro di spaccio, ce li siamo dimenticati? Nella caserma Levante di Piacenza, secondo la Procura della Rep. è accaduto di tutto: spaccio di droga, arresti falsificati, perquisizioni illecite e tanta violenza, brutale e gratuita, fino alle torture per chi non voleva collaborare con loro, per indurli a  diventare parte di una rete clandestina di spaccio di droga che vedeva come attori principali, secondo le accuse, quei carabinieri P2isti. «Non c’è stato nulla in quella caserma di lecito» ha detto, senza mezze misure, il capo della Procura piacentina, Grazia Pradella ex pm milanese. Secondo il Pm “siamo di fronte a reati impressionanti se si pensa che sono stati commessi da militari dell’Arma dei carabinieri”. Si tratta di aspetti molto gravi e incomprensibili per gli inquirenti che hanno indagato. Tra i condannati c’è anche un ufficiale, il maggiore che comandava la Compagnia dei cc di Piacenza. La lista dei capi di imputazione, a vario titolo, è lunga e pesante: traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali, sequestro di persona, peculato, abuso d’ufficio e falsità ideologica. I superiori della caserma dei carabinieri di Piacenza, sapevano dei metodi “eccessivi”, ma in qualche modo li tolleravano in cambio del numero spropositato di arresti effettuati. La subcultura fascistoide e razzista nei settori delle forze dell’ordine con la loro retorica securitaria, il proibizionismo e il senso di impunità rivendicato da chi operava in divisa, hanno bloccato anche una legge efficace contro la tortura. Per Giuseppe Montell, il carabiniere leader del gruppo della caserma di Piacenza, il pm aveva chiesto 16 anni. Condannati anche gli altri componenti del gruppo: otto anni all’appuntato Salvatore Cappellano, sei all’appuntato Giacomo Falanga, tre anni e quattro mesi al carabiniere Daniele Spagnolo, quattro all’ex comandante di stazione Marco Orlando.

E del generale dei carabinieri Ganzer (foto sopra), coi suoi abusi di potere tra il ’91 e il ’97, vi ricordate? Con una sentenza dell’VIIIª sezione del Tribunale di Milano, presieduta dal giudice Luigi Caiazzo, il comandante dei Ros (Il fantomatico “Raggruppamento operativo speciale”, organo investigativo dei cc deputato alle indagini su criminalità organizzata e terrorismo) Giampaolo Ganzer era stato condannato a 14 anni di carcere per traffico internazionale di droga! Il pubblico ministero Luisa Zanetti aveva chiesto 27 anni di carcere per le sue operazioni condotte “sotto copertura” ritenute irregolari, denominate “Cobra” e “Cedro I”.

Col comandante dei Ros il tribunale ha condannato anche Mauro Obinu (nella foto col generale Mario Mori), ex colonnello del raggruppamento speciale dei carabinieri, a sette anni e dieci mesi, e 4 narcotrafficanti libanesi, giordani e colombiani, tutti irreperibili, a 18 anni complessivi. Le lungaggini procedimentali (premeditate), hanno portato Ganzer alla prescrizione per un altro reato, quello relativo al traffico internazionale di armi (119 kalaschnikov, 2 lanciamissili, 4 missili e numerose munizioni), vendute e poi sequestrate nel ’94 ad un clan di calabresi in una delle cosiddette “consegne controllate”, secondo le regole delle operazioni “sotto copertura”.

Secondo la tesi dell’accusa, il comandante Ganzer avrebbe diretto e organizzato un gruppo di militari che (come si potrebbe ingenuamente pensare), invece di combattere il traffico di droga, avrebbero scientemente abusato della loro posizione (abuso di potere), per utilizzare il traffico stesso, arricchirsi con la vendita della droga e conseguire visibilità e successo: il tutto tramite illecite importazioni, detenzioni e cessioni di droga, utilizzando le strutture messe a disposizione dei carabinieri per le operazioni condotte dai Ros e violando le leggi speciali sulle operazioni sotto copertura per la ‘lotta al narcotraffico’. L’intricata vicenda di Ganzer e compari, comunque conferma che le “forze dell’ordine” del regime neofascista, ormai si muovono abusando del proprio potere grazie anche alle leggi speciali volute sia dalla ‘sinistra’ che dalla destra, per tollerare l’ampio spazio di manovra concessa soprattutto ai nuclei speciali, come i Ros. Il processo è terminato con zero anni di carcere, con la prescrizione della Cassazione per “Fatti di lieve entità”, quindi la Corte ha dichiarato non doversi procedere per essere il reato estinto per prescrizione. Scrissero i mass media: “Il generale non si è mai visto ritirare la fiducia dalla propria Amministrazione, non è stato sospeso né trasferito: godeva infatti della piena fiducia sia del centrodestra che del centro sinistra.” Ganzer lascia il vertice del ROS nel luglio 2012, per limiti d’età.

Ma per capire meglio il problema vi consigliamo di vedere questo video:
Operazione Bluemoon: Eroina di Stato (Rai Storia)https://www.youtube.com/watch?v=lPs3XOvOvj8
Specifichiamo che oggi, al problema delle droghe pesanti, si è aggiunto anche il fentanyl, oppioide sintetico 50 volte più potente dell’eroina.
Contro la schiavitù delle droghe pesanti: Marijuana libera!
Banda Bassotti – Andrò Dove Mi Porteranno i Miei Scarponihttps://www.youtube.com/watch?v=7DyRkJRwXis&list=RDEMI0IImZPKNpt9D8FEVxYM9Q&index=11
Banda Bassotti – Figli Della Stessa Rabbiahttps://www.youtube.com/watch?v=tp1vzjj4jg8&list=RDEMI0IImZPKNpt9D8FEVxYM9Q&index=12
Ricordiamoci sempre dei compagni Anarchici Sole e Baleno e del loro Amore! fatto di Anarchia e di lotta contro le ingiustizie sociali e le devastazioni ambientali. https://www.rivoluzioneanarchica.it/ricordiamo-i-compagni-anarchici-sole-e-baleno-col-loro-amore-fatto-di-anarchia-e-di-lotta-contro-le-ingiustizie-e-le-devastazioni-ambientali/
Abusi in divisa – Vademecum per la difesa legale
https://deriveapprodi.com/libro/abusi-in-divisa/
Global Project Abusi In Divisa https://globalproject.info/tag/abusi-in-divisa
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Non si può abolire il privilegio e stabilire
solidamente e definitivamente le libertà
e l’uguaglianza sociale se non abolendo
il governo, non questo o quel governo,
ma l’istituzione stessa del governo.
Dal “Programma” Dell’Unione Anarchica Italiana (1899)

Solidarietà a tutte e tutti i compagni Anarchici ingiustamente arrestati.
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Cultura dal basso contro i poteri forti e le loro guardie meschine
Rsp (individualità Anarchiche)

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