Sono talmente esaltati che si ammazzano tra loro! tra sbirri !!

Il 13 febbraio i mass media scrivono che dentro alla caserma Montebello in via Vincenzo Monti a Milano è morto (mentre si stava addestrando) Andrea Vizzi, un appuntato dei carabinieri. L’appuntato è morto nel pomeriggio durante una esercitazione delle Api (Aliquote di pronto intervento), l’addestramento doveva essere con le armi scariche. Il militare che ha sparato è un brigadiere con una lunga esperienza nelle Api, è entrato nella squadra d’élite nel febbraio 2016 (la fondazione delle Api è del dicembre 2015). E’ stato verificato che, l’appuntato dei carabinieri è stato centrato in pieno petto da un colpo di pistola mitragliatrice M12 sparato durante un’esercitazione in un’area di addestramento ricavata nella zona dei garage della caserma dove stavano mettendo a punto delle tecniche di intervento speciale… Il capo squadra e gli altri 3 colleghi presenti, giustificano l’accaduto dicendo che è stato un incidente, ma non si sbilanciano molto a spiegare come è accaduto (perché hanno litigato?!!). Vizzi quando morì non indossava l’elmetto con visiera in dotazione al gruppo Api e non aveva nemmeno il giubbotti antiproiettile. Il fatto che Vizzi non indossava la divisa per addestrarsi, fa pensare che l’incidente sia avvenuto al termine della esercitazione o comunque in una fase di riposo….

Ma andiamo a vedere chi sono questo gruppo d’élite di supercarabinieri addestrati (servizi segreti)…

Il 24 marzo 2017 i mass media scrivono che il parlamento discute (dopo gli attentati di Parigi e poi quelli di Bruxelles), di istituire dei corpi speciali (ci sono già, Nocs, Gis e vari gruppi occulti – alè se magna…). Così sia i carabinieri sia la polizia hanno pensato di istituire altre forze speciali contro l’Islam (creando le guerre di religione!! Come nel 1100 con le guerre sante). Si tratta di alcune centinaia di uomini di alto grado, dislocati in tutta Italia, in varie caserme. Si chiamano Api, Aliquote primo intervento, e Sos, Squadre operative di supporto. Le squadre sono formate generalmente da tre unità più un comandante, e viaggiano sul un Land Rover Discovery, armate con Beretta 92 e fucili d’assalto AR 70/90. Attualmente vi sono operative 18 squadre Api e 13 Sos.

Ma chi erano i servizi segreti e i loro paramilitari che c’erano già prima delle Api?

Chi sono questi del 1º Reggimento carabinieri paracadutisti Tuscania? I paramilitari del Tuscania sono un’unità militare dell’arma dei carabinieri. Nacquero l’1/7/1940 come battaglione dei carabinieri reali, e venivano usati come paracadutisti, nella II guerra mondiale colonialista, collaborò anche l’Italia all’accaparramento delle risorse prime dell’ dell’Africa, usando la sopraffazione e la violenza. Nel 1951 l’ unità era a disposizione esclusiva del comando generale dell’arma dei carabinieri come unità di pronto impiego per servizi di ordine pubblico e l’1/10/1975 assunse la denominazione di 1º Battaglione carabinieri paracadutisti “Tuscania“. Nel 1977 si staccò una parte del battaglione per creare le unità antiterrorismo e forze speciali, Gruppi Intervento Speciale (GIS). Il 15/3/2002, a seguito della costituzione in Forza Armata Autonoma dell’ex Arma dei Carabinieri, il 1º Reggimento “Tuscania” esce dai ranghi dell’Esercito e della Brigata paracadutisti “Folgore” e viene posto alle dirette dipendenze della II Brigata Mobile Carabinieri. La Brigata paracadutisti “Folgore” fu istituita invece l’1/1/1963 a Pisa. Nel 1997 suscitò scalpore la pubblicazione da parte del settimanale Panorama, di notizie concernenti presunte torture subite da diversi cittadini somali da parte di alcuni paracadutisti della Folgore. A proposito del reggimento carabinieri Tuscania, vi ricordate cosa dichiarò ai mass media nel 2006 Placanica?

Placanica dichiara di essersi ritrovato in “un ingranaggio più grande di lui” e che sul G8 non sarebbe stata detta tutta la verità, dando anche per vera l’ipotesi, già formulata da inchieste indipendenti, relativa al fatto che la testa di Giuliani sarebbe stata colpita con un sasso mentre questi giaceva a terra morto, nel periodo di tempo in cui le Forze dell’ordine non facevano avvicinare né i giornalisti e nemmeno i manifestanti. Poi sostiene che mentre erano in corso le cariche e lui sparava lacrimogeni, «il maggiore Cappello (Claudio, ufficiale del Tuscania che ha partecipato a diverse missioni all’estero, mi ha preso il lanciagranate perché diceva che non ero capace. Io sparavo a parabola, invece lui ha iniziato a sparare ad altezza d’ uomo, colpendo in faccia le persone». Le dichiarazioni del carabiniere Placanica sono servite per riaprire il dibattito della commissione d’inchiesta parlamentare sul G8. Le rivelazioni mostrano un inquietante tessuto di menzogne da parte delle forze dell’ordine nei confronti dell’omicidio di Carlo Giuliani. Il G8 di Genova viene organizzato a un mese dalla nascita del governo P2 (P2?) di BerlusKa. La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che gli atti commessi dalle forze dell’ordine a Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001, sono stati atti di tortura. La Corte europea dei diritti umani ha condannato quindi l’Italia per le azioni violente fatte dai membri delle forze dell’ordine ai manifestanti che parteciparono come opposizione al grande strapotere economico e militare che incarnano i potenti del G8 – G7.

Ma proseguiamo con l’analisi:

Prima della struttura Gladio, esisteva già in Italia nel 1949 un’altra organizzazione clandestina denominata “Ducae aveva le stesse funzioni occulte della Gladio (top secret), ed obbedivano già allora al Patto Atlantico (strategia tensione)…. Gladio fu costituita con un protocollo d’intesa tra il servizio segreto italiano e i servizi segreti della Nato il 26/11/1956. Fu un’intesa occulta tra SIFAR (al cui comando, al tempo della stesura del protocollo, era da poco stato posto Giovanni de Lorenzo) e la CIA. Ma ricordiamoci anche cos’è stato il piano Solo chiamato così perché fatto solo dai carabinieri: il Piano Solo è stato un colpo di stato che aveva obbiettivi ben precisi. Fu ideato dal capo dell’arma dei carabinieri, il generale Giovanni de Lorenzo, preoccupato per la crisi del I governo democristiano (Moro aveva fondato nell’estate 1964 all’interno del partito democristiano il centro sinistra, trovandosi in opposizione con Andreotti che era di centro destra). Al colpo di stato militare (Piano Solo) parteciparono: carabinieri, gruppi di civili, ex parà e repubblichini di Salò, la Confindustria e alcuni circoli militari invece, finanziarono alcune formazioni paramilitari… L’Arma dei carabinieri avrebbe assunto il controllo delle istituzioni e dei servizi pubblici principali, compresi la televisione, le ferrovie e l’ente telefonico nazionale ed avrebbe occupato con le armi le sedi dei partiti di sinistra, le redazioni de “L’Unità”, le sedi della RAI-TV e le prefetture. Quello del 1964 non fu, l’unico tentativo di colpo di stato. Il 7/12/1970 Junio Valerio Borghese e l’industriale romano Remo Orlandini tentarono un colpo si stato con l’operazione “Tora Tora”. Tre anni dopo, nel 1973, venne scoperta l’organizzazione segreta “Rosa dei Venti”, che puntava ad attuare un colpo di stato in sei fasi, tra cui un intervento militare e la fucilazione di ministri e parlamentari socialisti e comunisti, dirigenti della sinistra, vecchi comandanti partigiani comunisti. Nel 1974 ci fu il Golpe Bianco, un colpo di stato di stampo liberale e presidenzialista, promosso da ex partigiani antifascisti e anticomunisti. Un “golpe bianco”, che faceva capo a Edgardo Sogno, Randolfo Pacciardi, ex ministro della Difesa. Il progetto aveva il sostegno degli Usa e della loggia massonica P2 di Licio Gelli….

Brutti tempi (anche la logica di fare i giochetti sporchi è ancora la stessa): sono gli anni dei fascisti di Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, del Golpe Borghese, di Gladio, di Gelli e della “Rosa dei venti”… Francesco Cossiga rimane la parte più enigmatica della storia, perché faceva da tramite tra i servizi segreti e la politica democristiana di Andreotti. Teniamo presente che Cossiga era Ministro dell’Interno nei governi Moro V, Andreotti III e Andreotti IV dal 1976 al ‘78 e durante il periodo in cui era sottosegretario alla difesa aveva la delega alla sovrintendenza di Gladio.

Il 31/1/1964 SCOPPIA LO SCANDALO DEL SIFAR (servizi segreti). Nel 1965 il SIFAR viene sciolto ma è uno scioglimento di facciata, l’ennesimo: con un decreto del Presidente della Repubblica, il 18/11/1965, nasce il SID (Servizio Informazioni Difesa) che del vecchio servizio continuerà a mantenere uomini e strutture. Nel gennaio 1978 Cossiga contribuì alla riforma dei servizi segreti e istituì i reparti speciali antiterrorismo della polizia NOCS e dei carabinieri GIS (Tuscania)….

Ma chi sono ‘sti NOCS? NOCS è un Corpo speciale della polizia di stato italiana; viene istituito per contrastare le rivendicazioni sociali ed economiche degli studenti e degli operai. Il N.O.C.S. dispone di un parco macchine composto da veicoli in borghese tra cui Jeep in borghese, Land Rover in borghese, altri tipi di SUV e fuoristrada in borghese e anche furgoni blindati in borghese.

E questi del Gis chi sono? Il Gis è sempre un reparto d’élite dell’Arma dei carabinieri e collaborano con le Forza Speciale: dell’Esercito, della Marina e con il 17º Stormo dell’Aeronautica. Il GIS nasce nel 1978 e dal 2004 è anche unità delle Forze Speciali, è attivo per ogni tipo di azione militare soprattutto internazionali. Il GIS è inquadrato nella II Brigata mobile carabinieri, dipende operativamente dal Comando interforze per le operazioni delle forze speciali. I suoi componenti, a differenza delle altre forze speciali italiane, oltre alla qualifica di incursore, hanno anche quella di agente di pubblica sicurezza. Il reparto dal 2000 si è “distinto” per le tante guerre a cui ha partecipato coi loro metodi autoritari – fascisti: Balcani, Afghanistan, Iraq, Corno d’Africa, ecc.. Durante gli anni ‘70 (anni di piombo), nonostante il Governo non avesse preso delle iniziative ufficiali, nei reparti d’élite delle Forze armate e di Polizia, furono create unità per lo sviluppo e la sperimentazione di tecniche di intervento militare (strategia della tensione). A partire dal 2004, il Comando generale dell’Arma dei carabinieri, ha promosso il Gruppo d’intervento speciale, da unità controterrorismo a forza speciale, enfatizzando la preparazione per i dispiegamenti nelle basi Nato (Patto Atlantico….) all’estero. I carabinieri che fanno domanda per entrare nel Gis, vengono inviati per essere addestrati presso il 1º Reggimento Tuscania dove iniziano il durissimo percorso. La sede dei GIS è a Livorno.

Facciamo una piccola parentesi sul periodo del ‘78: nel 1978 Cossiga istituì una commissione d’inchiesta per la liberazione di Aldo Moro, commissioni che poi si rivelò composta da appartenenti alla loggia P2: il direttore dei servizi segreti Bassini, il generale Santovito, il commissario Walter Pelusi e il generale Giudice, erano tuttiP2isti e collaboratori di Cossiga. Cossiga era preoccupato che Moro rivelasse, per salvarsi, i segreti di stato che riguardavano le trattative segrete per l’attuazione del “compromesso storico”, del ruolo della DC nel periodo dell’”attacco al cuore dello stato”, dal colpo di Stato di De Lorenzo, fino ai segreti militari che riguardavano la strage di Piazza Fontana, i segreti militari riguardanti la “Gladio” e l’affare “Lockeed”. Teniamo presente che nel 1967 c’era già stato lo scandalo del Sifar…

Ma cos’è la strategia della tensione? La strategia della tensione si basa su una serie di atti terroristici, volti a creare e a diffondere nella popolazione uno stato di tensione e di paura, tali da far giustificare o auspicare svolte politiche di stampo autoritario (dittatura militare), tattiche militari che consistevano nel commettere attentati dinamitardi e attribuirne la paternità ad altri (Patto Atlantico – stragi di Stato)…

La Strategia della tensione in Italia nasce a un convegno organizzato all’hotel Parco dei Principi, dal 3 al 5 maggio 1965. Il convegno è stato finanziato dallo Stato Maggiore dell’esercito. L’argomento principale era “la guerra controrivoluzionaria”, organizzata dall’Istituto di studi militari Alberto Pollio. In quel convegno stabilirono e pianificarono la strategia della tensione e le operazione false flag.

Un periodo storico ancora occulto perché scomodo ai nostri politicanti sia di destra che di sinistra. Al convegno parteciparono militari di alto grado, imprenditori, politici, giornalisti, ed un gruppo di 20 studenti universitari da usare per infiltrare nei movimenti extraparlamentari di sinistra). Tra gli alti ufficiali c’era anche Guido Giannettini (giornalista e agente segreto di estrema destra) e Pino Rauti, tra gli studenti universitari invitati c’erano anche Stefano Delle Chiaie e Mario Merlino. Dopo il convegno fatto all’Istituto di studi militari Alberto Pollio, in Italia ci fu un periodo caratterizzato da un terrorismo neofascista molto violento e mai chiarito (mai messo in discussione), un terrorismo di Stato sostenuto da alcuni settori militari e politici che intendevano attuare colpi di Stato tutte le volte che la sinistra rischiava di entrare nel potere politico. Oggi sappiamo che è così, infatti dopo il 1991, la commissione stragi ha tolto il segreto di stato imposto fin dal 1945 dal regime liberale. Insomma: strategie militari autoritarie attuate soprattutto dopo il movimento del ‘68 e dell’autunno caldo…

Ma chi era quel cattosinistroide di Rauti, considerato allora il capo dei fascistelli universitari?

Pino Rauti era un politico e giornalista come il suo compare sbirro (servizi segreti) Guido Giannettini, fu segretario nazionale del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale dal 1990 al 1991, del Movimento Sociale Fiamma Tricolore dal 1995 al 2002 e del Movimento Idea Sociale dal 2004 al 2012. Rauti partecipò al convegno organizzato dall’Istituto di studi militari Alberto Pollio nel 1965, un convegno organizzato e finanziato dallo Stato Maggiore dell’esercito, per pianificare la strategia della tensione.

Il 4 marzo 1972 il giudice Stiz di Treviso, emette mandato di cattura contro Rauti per gli attentati ai treni dell’8 e 9 agosto 1969. Successivamente l’incriminazione si estenderà agli attentati del 12 dicembre (tra cui la strage di Piazza Fontana), per cui fu anche incarcerato alcuni giorni, venendo rilasciato il 24/4/1972, prima di essere eletto deputato (la politica ripulisce tutto). Nel 1972 Rauti fu eletto deputato alla Camera nelle file del MSI nella circoscrizione del Lazio, dove verrà sempre rieletto fino alle elezioni del 1992. Rauti naturalmente come tutti i borghesi esosi, ambiziosi, avidi e voltagabbana, aveva cominciato a rinnegare l’esperienza della “Destra Nazionale di Almirante” per spostarsi su posizioni di sinistra e con lui andò tutto il gruppo di Ordine Nuovo. E fonda la “sinistra” all’interno dell’MSI-DN – centrodestra (un po’ come fece Moro che fondò un altro potere all’interno del potere democristiano – centrosinistra). Rauti per fare proselitismo e allinearsi alla sinistra centrista, ha portato avanti nel corso degli anni, temi quali l’anticapitalismo e il terzomondismo. Teniamo presente che alle elezioni anticipate del 1972 vinse la Democrazia Cristiana di centro-sinistra grazie anche alla cordata di Rauti – centrodestra (che voleva stare al potere al di là della bandiera).

Rauti fondò nel 1969 il Movimento Politico Ordine Nuovo. Ordine Nuovo fu un gruppo politico di estrema destra extraparlamentare che raccoglie l’eredita del Movimento Sociale Italiano e quella del Centro Studi Ordine Nuovo. Nel 1974, con la rivoluzione dei garofani in Portogallo, viene scoperta l’organizzazione eversiva internazionale fascista Aginter Press, con la quale aveva stretti rapporti anche Rauti attraverso l’agenzia Oltremare per la quale lavora. Il 22/12/2014 dai mass media giunge la notizia dell’arresto di 14 persone in diverse regioni italiane, altre furono indagate. Facevano parte di Avanguardia ordinovista, un gruppo che si richiamava agli ideali di Ordine Nuovo e progettava azioni violente. Tra gli indagati: Stefano Manni, ex carabiniere residente a Montesilvano e indicato come il leader del gruppo eversivo e il novantatreenne Rutilio Sermonti. Nel 1977 Cossiga ammise ai magistrati che, la sera della manifestazione in cui si causò la morte di Giorgiana Masi, fossero presenti agenti provocatori armati della polizia e dei carabinieri.

I fasci oggi ci vogliono prendere per il culo e si giustificano (per il fatto che l’Italia è antifascista), dicendo di essere fascisti moderni che non centrano col fascismo di Mussolini, fatto sta che i nomi delle loro organizzazioni extraparlamentari moderne e i loro metodi da sbirri infami non sono cambiati, come quello di prendersela con la povera gente indifesa!!!! Vabbè che questi adesso sono in politica (dentro le stanze del potere) e se la tirano pure, pensando anche di essere furbi (italiano mediocre)…

A proposito di gruppi occulti usciti dalle fogne della questura e mandati allo sbaraglio per destabilizzare per poi stabilizzare il potere autoritario (stategia della tensione): il 19 febbraio i mass media scrivono che Rosanna Zecchi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della Uno Bianca (sbirri) dichiara ai mass media: “Sono molto stanca e provata dalle continue concessioni e permessi premio ai killer della Uno Bianca. Marino Occhipinti la scorsa estate è andato in ‘vacanza’ in Valle d’Aosta per un convegno”. (Convegno de che?) La presidente, quindi, si dice “amareggiata da questa situazione, perché i Savi continuano a chiedere ed ottenere molti benefici”.

Ma la più grossa presa per il culo è accaduta il 20 febbraio: la sentenza di cassazione di Milano ha assolto due fascisti dal reato di apologia del fascismo per aver fatto il saluto romano durante una commemorazione organizzata dai parlamentari di Fratelli D’Italia. La suprema Corte fascista e liberale si è giustificata sentenziando che “non ha ritenuto un reato (alla faccia della legge Scelba) il saluto romano se ha intenti commemorativi, in questo senso, può essere considerata una libera manifestazione. (!!)

Compagni stiamo allerta, è ritornata la P2!!

A Modena invece (a proposito di sbirri fascisti), sempre il 20 febbraio i mass media scrivono che la Procura di Modena ha chiesto il processo per un agente della Polizia di Stato. Il processo è fissato per il 16 aprile e le accuse sono di lesioni volontarie e abuso d’ufficio, per aver picchiato una 15enne al volto col manganello durante gli scontri con giovani studenti appartenenti al collettivo ‘Guernica’. L’episodio risale al 16 maggio del 2016: nei tafferugli che seguirono lo sgombero di un edificio in centro storico, la minorenne fu colpita in pieno volto, riportando una frattura. Priva di sensi, fu soccorsa dal 118 e portata all’ospedale. La sequenza – l’agente che colpisce la giovane in mezzo al tumulto – fu ripresa e il video finì sul web. La 15enne ha dovuto affrontare un intervento chirurgico.

A proposito di fasci che escono dalle fogne delle questure:

Oggi 23 febbraio i mass media scrivono che nella notte è stato appiccato un incendio all’interno del centro sociale Magazzino 47 di Brescia. A fuoco una pila di libri accatastata al centro di una stanza. Ieri il centro sociale aveva annunciato una manifestazione per sabato mattina in centro città contro la presenza nel quartiere Carmine di un banchetto di Forza Nuova con Laura Castagna, candidata sindaco alle prossime amministrative.

Consigliamo di leggere i libri :

L’infiltrato – Autore Egidio Ceccato. E’ la storia di Bernardino Andreola, la spia fascista dai mille volti che ha macchiato l’Italia di rosso, un libro che riscrive la strategia della tensione, i delitti Pinelli e Feltrinelli.

Io sono un’arma. Memorie di un marine- Autore David Tell

Guerra & droga – autore Alessandro De Pascale

Storia dell’uso militare delle droghe – autore Lukasz Kamienski

 

DAI MONTI DI SARZANA (canto partigiano del battaglione anarchico Lucetti)

 

Questi assassini, questi ladri, si fanno un nome.

Raggiungono i gradi più alti, diventano senatori,

vengono coperti di decorazioni,

e qualcuno arriva perfino ad avere un monumento.

Sono eroi della guerra. Senza la guerra non salirebbero.

Senza la guerra rimarrebbero ignoti.

Se uccidessero e rubassero fuori dal mondo guerresco

sarebbero ritenuti assassini feroci e ladri volgari.

C. Berneri

 

Solidarietà agli antifascisti che protestano contro le aperture delle sedi fasciste e vengono repressi dagli sbirri fascisti.

 

Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)

Il 25/1/2018 i genitori di Giulio Regeni dichiarano ai mass media: “Il nostro calendario mensile ha l’evidenza su tre date principali: il 25, la scomparsa di Giulio, il 3, giorno del ritrovamento del suo corpo, il 14, punto sulla situazione della scorta mediatica. Questo significa che tutti i cittadini che chiedono con noi verità e giustizia per Giulio, seguono attentamente tutto ciò che succede e tutte le scelte che vengono fatte per arrivare alla verità. Speriamo che a breve si aggiunga a queste tre date quella in cui ci verrà consegnata la verità ‘vera’ e completa sulle responsabilità della barbara uccisione di nostro figlio“.

Oggi sappiamo che Giulio, fu oggetto di una stringente attività di spionaggio da parte degli apparati repressivi e feroci del regime egiziano, alla vigilia del 5° anniversario della rivoluzione di piazza Tahrir. Quella prassi militare, fu alimentata anche dal tradimento di una persona di cui Giulio si fidava, l’allora leader del sindacato degli ambulanti, Mohammed Abdallah, infame – senza etica e morale, pronto a vendersi come informatore di polizia e Servizi. A consegnare a Giulio la patente di “spia”, quale non era, per conto dei Servizi britannici, fu la “”colpa” del suo lavoro di ricerca condotto per l’università di Cambridge. Per 2 anni il regime egiziano ha depistato le indagini, arrivando a concepire e consumare la macabra messa in scena della morte di 5 innocenti da offrire all’Italia come responsabili della morte di Giulio….

Ma facciamo un po’ di storia: Giulio Regeni era un ricercatore italiano dell’università di Cambridge scomparso al Cairo il 25/1/2016, nel 5° anniversario delle proteste di piazza Tahrir….

Il suo corpo è stato ritrovato il 3 febbraio alla periferia della capitale egiziana con evidenti segni di tortura. Aveva 28 anni. Le indagini sulla sua morte sono state intralciate da vari tentativi di depistaggio da parte dei servizi di sicurezza egiziani in allerta per reprimere la Rivoluzione araba, e insospettiti per le sue ricerche sui sindacati indipendenti. Da allora i suoi genitori portano avanti la campagna Verità per Giulio Regeni per chiedere al governo italiano di portare fino in fondo le indagini….

Dal 3 febbraio, giorno del ritrovamento del corpo, la collaborazione fra i giudici egiziani e italiani si è rivelata alterna e contraddittoria. Inizialmente le autorità locali hanno negato le loro responsabilità avvallando diverse versioni che andavano dall’incidente stradale alla pista omosessuale. Ma il tentativo di depistaggio più vigliacco fu fatto nel marzo del 2016 in cui le forze egiziane uccisero 5 persone accusate di essere una banda di rapitori di stranieri, e facendo ritrovare i documenti di Giulio nella loro abitazione. Da allora numerosi incontri tra procure e il rifiuto del Cairo di permettere agli investigatori italiani di interrogare direttamente alcuni membri delle forze di sicurezza lasciano una ricostruzione ancora parziale dei fatti, ma soprattutto non spiegano da chi sia partito l’ordine, e perché uccidere Giulio Regeni? Mohammed Lotfy, legale dell’ECRF, l’organizzazione che rappresenta la famiglia Regeni in Egitto dichiara ai mass media “Siamo riusciti ad avere una copia del faldone, ma dobbiamo mantenere la massima riservatezza, rispettando l’ordine della Procura, il contenuto degli interrogatori potrebbe essere decisivo per ricostruire le cause del rapimento e della morte di Giulio”. Le carte confermerebbero il coinvolgimento di Sharif Magdi Abdlaal, capitano della sicurezza di stato. Era l’uomo che teneva i contatti con Mohammed Abdallah, il capo degli ambulanti che ha filmato Giulio durante il loro incontro (il video fu pubblicato l’anno scorso dalla tv egiziana). È lo stesso che accusò e arrestò il direttore dell’ECRF Ahmed Abdallah. Poi c’è Mahmoud Hendy, l’ufficiale responsabile del depistaggio degli uomini giustiziati nel marzo del 2016, spacciati per una banda di rapitori di stranieri. Gli inquirenti italiani sono in possesso anche di un altro nome, quello di Osman Helmy, che secondo i tabulati telefonici sarebbe uno degli agenti della National Security che hanno arruolato (pagato) Mohammed Abdallah. “Sarà difficile ottenere la verità, il caso di Giulio è troppo compromettente per l’apparato egiziano”, spiega Lina Attallah, fondatrice del giornale indipendente Mada Masr. “La dinamica è la stessa adottata verso migliaia di dissidenti interni. In alcuni casi, quando la vittima era egiziana, c’è stata la possibilità di indagare e processare dei poliziotti. Ma resta un’opzione rara”. Come rare sono le possibilità di far luce sul rapimento, la tortura e la morte del giovane ricercatore italiano, perché sono gli stessi apparati di sicurezza che li hanno messi in atto. Anzi, l’ormai assodato coinvolgimento di reparti e nomi di rango, sia dell’intelligence interna sia di quella militare, potrebbero continuare a rallentare la collaborazione del governo del Cairo.

Ma paradossalmente è stata quella tesi sui sindacati indipendenti, (portata avanti sotto il regime dittatoriale di Abdel Fattah al Sisi) che portò alla morte lo studente Giulio Rogeni. Una tesi sociologica interessante, dove Giulio voleva capire e analizzare le condizioni sociali ed economiche di quei territori, dopo 30 anni di dittature militari. Giulio voleva capire soprattutto ed analizzare le motivazioni delle rivolte sociali avvenute durante la Primavera araba. La rivolta cominciò il 18/12/2010, in seguito alla protesta estrema del tunisino Mohamed Bouazizi, che si diede fuoco in seguito a maltrattamenti subiti da parte della polizia (dittatura militare), il cui gesto innescò l’intero moto di rivolta tramutatosi nella cosiddetta Rivoluzione dei Gelsomini. Per le stesse ragioni, un effetto domino si propagò ad altri Paesi del mondo arabo e della regione del Nord Africa. I risultati di quelle proteste e lotte sociali arrivarono nel 2011 quando 4 capi di stato furono costretti alle dimissioni, alla fuga e in alcuni casi portati alla morte: in Tunisia Zine El-Abidine Ben Ali (14/1/2011), in Egitto Hosni Mubarak (11/2/2011), in Libia Muhammar Gheddafi che, dopo una lunga fuga da Tripoli a Sirte, fu catturato e ucciso dai ribelli il 20/10/2011 e in Yemen Ali Abdullah Saleh (27/2/2012).

Ma torniamo indietro nel tempo:

La primavera araba, ricordata anche come la rivoluzione di piazza Tahrir, fu un insieme di proteste sociali (egiziane) che portarono alla caduta del dittatore Hosni Mubarak il 25/1/2011.

In occasione del 5° anniversario nel 2016, il governo egiziano aveva annunciato la linea dura contro i manifestanti. La rivoluzione egiziana fu uno degli eventi più importanti della cosiddetta “primavera araba”, quella serie di rivolte, proteste e sommosse che tra il 2011 e il 2012 hanno portato alla caduta dei regimi dittatoriali in Egitto, Tunisia, Libia e Yemen. Nel 2016, molti dei Paesi che avevano deposto i loro dittatori, erano ritornati a essere governati da una dittatura militare, come nel caso dell’Egitto, o peggio ancora sono travagliati da guerre civili (guerre di religione come nell’anno 1100), come Libia, Siria e Yemen. In Egitto, dopo la caduta di Mubarak si sono tenute elezioni democratiche che nel 2012 hanno portato alla vittoria dei Fratelli Musulmani e del loro candidato Mohamed Morsi. Una volta divenuto presidente però Morsi si è comportato da fascista dittatore, reprimendo nel sangue le proteste politiche indotte per lo più dalle condizioni sociali di miseria in cui la maggior parte dei poveri era costretta a vivere in un governo ancora fascista e autocratico che ha continuato a comandare, dopo più di 30 anni di dittatura militare …

Ricordiamoci che anche durante la guerra civile algerina (a partire dalla metà del 1994), erano state usate tattiche militari (false flag), impiegate dagli squadroni della morte che si travestivano da terroristi islamisti e commettevano attacchi ‘sotto falsa bandiera’. Tali gruppi includevano la OJAL o la OSSRA (organizzazione segreta per la salvaguardia della Repubblica algerina). Gli squadroni della morte erano composti da sottufficiali dei paracadutisti dell’esercito francese che avevano il compito di rastrellare i sospetti ribelli. I sottoufficiali erano pagati da organizzazioni militari o paramilitari che spalleggiano dittature o regimi basati sulla repressione e l’autoritarismo…

Anche il procuratore Giuseppe Pignatone il 25/1/2018 fa una dichiarazione ai mass media: “Giulio Regeni è stato ucciso per le sue ricerche, ed è certo il ruolo dei Servizi. Il movente, “pacificamente da ricondurre alle attività di ricerca effettuate da Giulio nei mesi di permanenza al Cairo”, e “l’azione degli apparati pubblici egiziani, che già nei mesi precedenti avevano concentrato su Giulio la loro attenzione, con modalità sempre più stringenti, fino al 25 gennaio, sono punti fermi”.

A proposito di servizi segreti e dei loro giochi sporchi geopolitici…

Anche in Italia abbiamo avuto le nostre incoerenze nella storia, coi partigiani bianchi, con le Stragi di stato organizzate dagli apparati di sicurezza militare: servizi segreti (P2) e il loro servi – braccio armato Gladio, Nuclei clandestini dello stato, Falange Armata, CC, Ps…..

Il 25/6/2015 i mass media annunciano che sono stati indagati 15 agenti segreti super addestrati sospettati di essere collegati con le bombe del 1993, e che le telefonate della Falange Armata partivano dalle sedi coperte del Sismi.

Forse non ci ricordavamo più chi era la Falange Armata, l’oscura sigla criminale che nei primi anni ‘90 rivendicava ogni singolo fatto di sangue in Italia: dai delitti della ‘banda della Uno bianca’ alle stragi mafiose del 1992 e ‘93. Un mistero mai risolto quello dei telefonisti del terrore che chiamavano i centralini dei mass media per firmare eccidi e stragi. Adesso però, a più di vent’anni di distanza, emerge un particolare nuovo: quelle chiamate sarebbero state fatte dalle stessa zone in cui all’epoca il Sismi aveva localizzato le sue basi periferiche. A raccontarlo è l’ambasciatore Francesco Paolo Fulci, al vertice del Cesis (Comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza) tra il 1991 e il ‘93. “C’era questa storia della Falange Armata e allora incaricai questo analista del Sisde, si chiamava Davide De Luca e gli chiesi di lavorare sulle rivendicazioni”, è il racconto di Fulci, che dopo essere stato interrogato dai pm di Palermo Roberto Tartaglia e Nino Di Matteo nell’aprile del 2014, ha deposto anche nel gennaio 2015 al processo sulla Trattativa Stato – mafia. “Dopo alcuni giorni De Luca venne da me e mi disse: questa è la mappa dei luoghi da dove partono le telefonate e questa è la mappa delle sedi periferiche del Sismi in Italia, le due cartine coincidevano perfettamente, e in più De Luca mi disse che le chiamate venivano fatte sempre in orario d’ufficio”, racconta Fulci nell’aula bunker del carcere Ucciardone, davanti alla corte d’Assise di Palermo, che sta processando politici, boss mafiosi e ufficiali dei carabinieri per il patto segreto tra pezzi dello stato e Cosa Nostra (massomafia). Ma perché pezzi del Sismi avrebbero dovuto rivendicare le stragi di mafia? Fulci non lo dice, spiega però di “essersi convinto che tutta questa storia della Falange Armata faceva parte di quelle operazioni psicologiche previste dai manuali di Stay Behind, facevano esercitazioni, creare il panico in mezzo alla gente e creare le condizioni per destabilizzare il Paese” (Strategia della tensione – stragi di stato).

Teniamo presente anche che (secondo noi Rsp), gli sbirri erano preoccupati in quel periodo, perché nel 1991 fu istituita la prima commissione stragi, incaricata di desecretare, cioè togliere il segreto di stato ai documenti Top Secret, che riguardavano il piano militare Atlantico della strategia della tensione attuato anche in Italia dal 1947 al 1984: strage di Portella della Ginestra (1º maggio 1947), Piano Solo (1964) il colpo di Stato ( Stay behind – piano atlantico anticomunista) progettato dal generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni de Lorenzo, strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969) strage di Bologna (2 agosto 1980), 4 agosto 1974 strage sull’ treno Italicus, 23 dicembre 1984 strage sull’ treno Rapido 904..

Anche Il compagno Giuseppe Pinelli fu vittima della repressione militare ( dittatura militare – strategia della tensione) di quell’autunno caldo (lotte e rivendicazioni sociali fatte dagli operai insieme agli studenti) dove gli apparati militari (Nato) anche italiani, erano pagati per attuare il piano militare Atlantico Anticomunista Stay Behind. Giuseppe Pinelli fu torturato e ucciso dentro la questura di Milano pochi minuti dopo la mezzanotte del 15 dicembre 1969…. Il corpo di Pinelli fu defenestrato dagli sbirri dal 4° piano della questura, perché continuava a dichiarare che la strage di Piazza fontana era una strage di Stato (una verità scomoda per gli apparati militari di sicurezza…).

Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico di 41 anni, era stato fermato dal commissario Luigi Calabresi la sera del 12 dicembre, qualche ora dopo la strage di piazza Fontana, e trattenuto illegalmente. La prima giustificazione del questore per la morte del compagno anarchico avvenuta in questura, fu che Pinelli era implicato nella strage di piazza Fontana, poi, che, sentendosi perduto, si sarebbe suicidato. La conclusione giudiziaria fu scandalosa. La pietra tombale fu posta nell’ottobre 1975 dal giudice istruttore (massone P2) Gerardo D’Ambrosio con la sua famosa sentenza di proscioglimento, unica nella giurisprudenza italiana, per cui non si trattò né di omicidio né di suicidio. Giuseppe Pinelli, in spregio alle più elementari leggi della fisica e della medicina legale, morì per un «malore »….

Ma non è finita qua l’umma – umma !!!

La Procura di Palermo invece, il 26 gennaio 2018, pochi giorni fa, ha chiesto 12 anni di carcere all’ex senatore Marcello Dell’Utri, imputato di minaccia e violenza a Corpo politico dello Stato al processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. Dell’Utri sta scontando una condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Per l’ex capo del Ros, Mario Mori chiesti 15 anni: è imputato di minaccia e violenza a Corpo politico dello Stato al processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. Una condanna a sei anni di carcere è stata chiesta per l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino, imputato di falsa testimonianza. Condanna rispettivamente a 16 e 12 anni di carcere chiesta per i boss Leoluca Bagarella e Antonino Cinà, accusati di minaccia a Corpo politico dello Stato nel processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. Per il pentito Giovanni Brusca, che rispondeva dello stesso reato, i pm hanno chiesto l’applicazione dell’attenuante speciale prevista per i collaboratori di giustizia e la dichiarazione di prescrizione delle accuse. Chiesta anche la dichiarazione della prescrizione per le accuse di concorso in associazione mafiose secondo lui, contestate nel processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia a Massimo Ciancimino.

Il 27 gennaio 2018 a Brescia invece, i mass media pubblicano le dichiarazioni di Claudio Castelli, il presidente della Corte d’Appello di Brescia che, nel corso del suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario puntualizza: “La sentenza definitiva della strage di Piazza Loggia è un simbolo, l’affermazione della legge, della fatica di tanti magistrati che hanno cercato di far luce su un delitto orrendo che ha segnato questa città”. Non dobbiamo mai dimenticare che le indagini su questa strage sono state per lungo tempo ostacolate, rallentate e depistate da pezzi di corpo dello Stato“. Castelli poi, nei confronti di Maggi e Tramonte, condannati all’ergastolo, afferma: “non si è trattato di spirito di vendetta e anzi siamo convinti che anche nei loro confronti deve avere piena e totale attuazione il percorso di rieducazione e recupero”.

Pinelli vive e lotta insieme a noi, le nostre idee non cambieranno mai !!!

 

Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)

SANTIAGO MALDONADO

dittatura militare in Argentina (P2 – anticomunismo atlantico)

 

il 30 novembre i mass media scrivono che si è chiuso in Argentina il più grande processo della sua storia con la condanna di 48 dei 54 ex militari e civili accusati di crimini contro l’umanità commessi durante la dittatura tra il 1976 ed il 1983, che ha provocato 30mila morti. L’ex capitano della marina argentina Alfredo Astiz, oggi 67enne, noto come l’angelo della morte, era un agente sotto copertura del regime, e in quegli anni si infiltrò in gruppi di attivisti, compresa l’associazione delle Madri di Plaza de Mayo, che chiedevano la verità sui loro figli scomparsi. Astiz e l’ex ufficiale di marina Jorge Acosta sono due dei 54 imputati del maxi processo su circa 800 casi di violazioni dei diritti umani alla ex scuola navale Esma, nota come uno dei principali luoghi di tortura del regime. Entrambi erano già stati condannati all’ergastolo in processi precedenti. In totale sono state 29 le condanne al carcere a vita, mentre a 19 imputati sono state comminate pene tra gli otto e i 25 anni di carcere.

In Argentina c’è ancora la dittatura militare al soldo delle multinazionali (vecchio vizio…)

Il 21/10/2017 i mass media scrivono che è stato ritrovato il corpo dell’attivista Santiago Maldonado.

Santiago Maldonado aveva 28 anni e l’ultima volta che era stato visto dai suoi amici fu il 1 agosto scorso in Patagonia, mentre veniva arrestato dalla polizia paramilitare intervenuta per reprimere e disperdere una marcia di protesta del gruppo indigeno Mapuche. I Mapuche rivendicano da anni le terre acquistate da Luciano Benetton, proprietario di 900.000 ettari di terreno in Patagonia. Il cadavere di Santiago è stato ritrovato in un fiume nel Sud dell’Argentina e la sua famiglia lo ha riconosciuto il 21 ottobre, a due giorni dalle elezioni politiche. In un Paese segnato dalla repressione della dittatura militare (1976-1983) e da oltre 30.000 desaparesidos, la scomparsa del giovane ha suscitato una grossa preoccupazione. Il governo di Macri aveva inizialmente cercato di addebitare agli attivisti Mapuche la scomparsa di Maldonado: il ministro per la Sicurezza, Patricia Bullrich, è stato quello più preso di mira dall’opinione pubblica per aver subito cercato di accusare i manifestanti della scomparsa e poi per aver consentito che le indagini venissero affidate alla stessa forza di sicurezza intervenuta durante la protesta. Il politico destroide Mauricio Macri è figlio di un imprenditore edile di origine calabrese emigrato in Argentina nel 1948. Nel 2003 ha fondato il partito di destra Compromesso per il Cambiamento, partito entrato a far parte nel 2005 della coalizione Proposta Repubblicana (PRO) da lui guidata. Il 24/6/2004 è stato eletto capo del governo della città di Buenos Aires, per poi essere riconfermato nel 2011. La sua rivale politica è l’ex presidente dell’Argentina Cristina Fernández de Kirchner leader del Fronte per la Vittoria e sostenuta dal partito del peronismo di sinistra e da una coalizione di centro-sinistra. il 22/11/2015, Mauricio Macri (Viola) vince il ballottaggio, diventando il 57° Presidente dell’Argentina….

Ci sono stati tanti Desaparecidos: nei primi anni del franchismo in Spagna, in Paraguay, in Brasile, in Nicaragua, nell’Iraq di Saddam Hussein, nella Libia di Gheddafi e in molti altri paesi; recentemente il fenomeno è ricomparso in maniera massiccia nell’Egitto di al-Sisi….

Ma facciamo un po’ di Storia

L’origine dell’operazione Golpista argentina (faceva parte del Piano Condor), va ricercata in un incontro, avvenuto nel febbraio 1974, tra alcuni elementi di spicco delle polizie segrete di Cile, Bolivia, Argentina, Uruguay e Paraguay con Manuel Contreras, capo della DINA (i servizi segreti di Pinochet), a Santiago del Cile. Ma fu durante la “Decima conferenza degli eserciti americani” del 3 settembre 1973, che il generale brasiliano Breno Borges Fortes propose di estendere le partnership e le collaborazioni tra i vari servizi segreti al fine di combattere il comunismo (Patto Atlantico anticomunista 1949). L’operazione fu facilitata da una serie di colpi di stato tra gli anni ‘50 e ‘70:

Nel 1954 il Generale Alfredo Stroessner sale al potere in Paraguay e costituisce una dittatura.

Nel 1964 le forze armate brasiliane rovesciano il governo democratico di João Goulart.

Il 21/4/1967 ci fu in Grecia un colpo di stato (dittatura dei colonnelli). Il colpo di stato del 1967, ed i seguenti 7 anni di dittatura militare, furono la conseguenza dell’anomala situazione politica sviluppatasi nel dopoguerra. Secondo gli accordi di Jalta, l’influenza politica nella penisola spettava per il 70% al Regno Unito (in accordo con gli Stati Uniti) e per il restante 30% ai sovietici (mentre nelle restanti nazioni europee c’era una chiara dominanza dell’una o dell’altra parte). Stalin considerava la Grecia di esclusiva pertinenza occidentale e non fornì alle formazioni comuniste il supporto che queste speravano, mentre il Regno Unito, dopo l’intervento militare in favore del governo greco nel periodo della guerra civile, si disimpegnò dall’area lasciandola, di fatto, sotto l’influenza statunitense.

Nel 1971 il Generale Hugo Banzer prende il potere (dittatura militare) in Bolivia dopo vari colpi di stato.

Nel 1973 le Forze leali al Generale Augusto Pinochet organizzano un golpe, (assediano il palazzo presidenziale in Cile) e rovesciano il governo di Salvador Allende.

Nel 1976 una giunta militare capeggiata dal Generale Jorge Rafael Videla sale al potere in Argentina e costituisce la dittatura….

Le dittature ricevettero massicci aiuti dalla Nato Atlantica, in termini di risorse economiche, addestramento e forniture militari, di preparazione e organizzazione dell’Intelligence. Si appoggiarono anche alle formazioni di estrema destra, che in tutti i casi contribuirono a portarle al potere, e nei momenti di crisi si organizzarono in squadroni armati (Squadroni della morte), per assassinare oppositori politici e militanti di sinistra. Tra le più famigerate organizzazioni repressive di destra vi furono la Tripla A argentina e l’organizzazione Patria y Libertad cilena, entrambe finanziate dai servizi segreti anticomunisti atlantici. Nel frattempo, alla fine del 1974, le organizzazioni Movimento di Sinistra Rivoluzionaria (MIR, Cile), l’Esercito Rivoluzionario del Popolo (ERP, Argentina), Tupamaros (Uruguay), e l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN, boliviano), a loro volta avevano formato la Junta de Coordinación Revolucionaria (J.C.R.).

Il 17/5/2013 i mass media annunciano che Jorge Rafael Videla il dittatore più crudele della storia di Buenos Aires è morto. Il dittatore cattofascista è morto nel carcere di Marcos Paz, all’età di 87 anni. A dare la notizia del decesso è stata l’attivista di ultradestra e moglie di un membro della giunta militare, Cecilia Pando. A Buenos Aires erano le 6.30 e nella sua cella c’era sempre quell’unico mobile prescelto: una libreria piena di testi di storia e di religione. Accanto al tavolo aveva un grande crocifisso di legno. Nora Cortiñas, cofondatrice delle madri di Plaza de Mayo poco dopo rilascia un’intervista al quotidiano argentino Clarín: «Non c’è niente da festeggiare: è morto e si è portato con sé i segreti più importanti di un’epoca tragica». Quella dei 30 mila desaparecidos.

Ma chi è Stato Videla? Videla nasce il 2 agosto del 1925 a Mercedes, in una famiglia di militari di alto rango e di politici di prestigio, aveva cominciato la sua carriera militare a diciotto anni. Nel 1975 Isabel, la vedova di Juan Domingo Perón alla guida del Paese, lo aveva nominato capo dell’esercito. Fu allora che le Forze armate presero in mano il potere: l’Argentina si stava ribellando alla crisi economica che creò l’inflazione e la miseria. Perfino all’interno del movimento peronista erano nate profonde spaccature. Il 24/3/1976 i golpisti spodestavano così la Perón, scioglievano i partiti politici, chiudevano il Parlamento. Cominciava il cosiddetto Processo di riorganizzazione nazionale. Cominciò così la dittatura militare, che governò il potere per 7 anni. Cinque dei quali con Videla al comando. Col regime, che godette dell’appoggio del potere del Paese, sparivano 30mila persone. Molte, dopo essere state torturate, vennero gettate dai “voli della morte” al Río de la Plata o in mare. Altri furono fucilati. Migliaia andarono in esilio o vennero sequestrati, torturati e dopo liberati. Senza contare i circa 500 bambini, nati durante la prigionia, che furono sottratti alle loro madri e affidati ai militari o a persone legate al regime. Solo nel 1983 si tentò di far luce sul potere esercitato dalla junta militar, autorizzando le prime indagini contro i golpisti. L’ex dittatore Videla venne condannato per la prima volta all’ergastolo nel 1985, per aver capeggiato il golpe. Nel 1990 però l’allora presidente Carlos Menem concesse l’indulto a Videla e agli altri militari condannati. Solo qualche anno dopo, in Spagna, il giudice Baltasar Garzón ha riaperto le indagini contro il generale, già accusato di crimini contro l’umanità. Nel 2003, con Néstor Kirchner alla presidenza dell’Argentina, l’indulto di Menem è stato dichiarato incostituzionale e nel 2010 l’ex dittatore è stato condannato un’altra volta all’ergastolo per i crimini commessi. Lui però non si è mai sentito colpevole. Anzi, qualche giorno prima di morire, aveva perfino esortato la popolazione argentina di disfarsi del «regime neo-comunista» della Kirchner. Nel 2013 l’avvocato Giancarlo Maniga è stato legale di parte civile nel processo sui casi di 6 desaparecidos di origine italiana, che si è concluso a Roma nel 2004 con la condanna all’ergastolo dei generali Guillermo Suàrez Mason e Santiago Omar Riveros e di altri ufficiali argentini. Maniga ha seguito anche le sorti di tre cittadini di origine italiana nell’ambito del processo Esma, con cui sono stati condannati all’ergastolo, tra gli altri, l’ex capitano di corvetta Alfredo Astiz e il “Tigre” Jorge Acosta, uno dei più efferati torturatori dei tempi della dittatura. L’avvocato conosce a fondo quell’epoca oscura: ha ascoltato le testimonianze di decine di familiari di desaparecidos ma anche di studenti, sindacalisti, professori universitari, persone comuni sopravvissute alla crudeltà dei centri clandestini. Maniga nel 2013 dichiara ai mass media: “In quel momento storico drammatico, la Chiesa argentina ha brillato per la sua assenza, un’assenza così marcata da sconfinare nella complicità”. “A Buenos Aires, ma anche a Rosario o Cordoba, ogni giorno spariva qualcuno. La Chiesa non poteva non sapere”. “Tanto più che vi sono testimonianze secondo cui ai desaparecidos, prima di venire lanciati in mare dai famigerati voli della morte, veniva data l’estrema unzione da sacerdoti convocati ad hoc”. Quello che alcuni definiscono un silenzio prudente si traduce, nei ricordi dell’avvocato in colpevole omertà. Sino al mea culpa in occasione del 30° anniversario del golpe, quando papa Francesco, allora arcivescovo di Buenos Aires, incoraggiò la Chiesa a pubblicare un documento in cui ammetteva in parte le proprie responsabilità. Secondo Maniga non è sufficiente. Della maggioranza dei desaparecidos non si seppe mai nulla e solo dopo la caduta del regime militare e il ritorno alla democrazia, con la pubblicazione del rapporto Nunca más (Mai più), che permise la ricostruzione di una parte degli avvenimenti e della sorte di un certo numero di “scomparsi”, fu possibile conoscere che molti di loro furono detenuti in campi di concentramento e in centri di detenzione clandestini, torturati e infine assassinati segretamente, con l’occultamento delle salme in fosse comuni o gettati nell’Oceano Atlantico o nel Rio de la Plata con i cosiddetti voli della morte. La sparizione forzata è un fenomeno che si è verificato anche in altri paesi e in altri momenti storici, facendo del termine spagnolo una parola mantello d’uso comune. Tale fenomeno è stato riconosciuto come crimine contro l’umanità dall’articolo 7 dello Statuto di Roma del 17/7/1998. Un episodio tristemente famoso fu quello che iniziò nel settembre 1976 e che passò alla storia come notte delle matite spezzate, un’operazione di repressione organizzata contro i movimenti studenteschi delle scuole superiori; il pretesto furono le manifestazioni per la concessione, e successivamente contro l’abolizione, del boleto estundiantil, un tesserino studentesco che consentiva sconti sui libri di testo e sui trasporti. Un grande numero di studenti, per la maggior parte minorenni, fu sequestrato, sottoposto a torture e almeno 238 di loro furono uccisi. Un altro fenomeno fu quello delle donne arrestate mentre si trovavano in stato interessante oppure rimaste incinte a seguito delle violenze subite nei centri di detenzione: molte donne partorirono mentre erano detenute, molte di esse furono uccise, e i loro figli illegalmente affidati in adozione a famiglie di militari o poliziotti. La denuncia e la scoperta degli orrori avvenuti in Argentina durante il regime militare si deve in grande parte all’azione delle Madri di Plaza de Mayo, madri dei giovani desaparecidos che con una protesta pacifica, sfidando il regime, riuscirono a far conoscere alla opinione pubblica il dramma che stava avvenendo nel loro Paese.

Anche l’Italia ha rischiato una dittatura militare con colpi di stato e stragi fatti dai liberal conservatori (cattofascisti):

Nel 1964 ci fu Il Piano Solo (fatto solo dai carabinieri), un colpo di Stato ideato dal capo dell’Arma dei Carabinieri, il generale Giovanni De Lorenzo, durante la crisi del primo governo di centrosinista di Moro.

7-8 dicembre 1970 ci fu il Golpe Borghese, un colpo di stato organizzato dal principe nero Junio Valerio Borghese, sotto la sigla Fronte Nazionale (Italia), in stretto rapporto con Avanguardia Nazionale.

Nel 1973 ci fu un colpo di stato chiamato Rosa dei Venti (organizzazione segreta italiana di stampo neofascista, collegata con ambienti militari) nel 1973 successivo al golpe denominato “Golpe Borghese”, che aveva annoverato nelle sue file esponenti di primo piano come Junio Valerio Borghese, Stefano Delle Chiaie e altri membri e simpatizzanti della destra eversiva italiana, oltre ad alti membri delle forze armate e dei servizi segreti atlantici.

Stragi di stato avvenute in Italia con la complicità dei servizi segreti e delle forze dell’ordine:

Milano 12 dicembre 1969: Strage di piazza Fontana

Brescia 28 maggio 1974: Strage di piazza della Loggia

2 agosto 1980 Stage di Bologna

27 giugno 1980 :Strage di Ustica

L’allegoria del ’68 era finita: gli spiriti “rivoluzionar e la voglia di cambiare” che l’avevano incitato, no. In tutto l’Occidente, si veniva a creare uno scenario più libero, un’aria più cattosinistroide di quella che, fino a quel momento, aveva impregnato i diversi paesi (cattofascisti). In Italia, gli anni ‘70, sono ricordati come gli anni di piombo: quel periodo storico è stato attraversato da un disegno più grande, atto a destabilizzare il Paese e spingere la popolazione a richiedere una guida liberal – conservatrice, lontana dagli spettri della sinistra (seppur cattolica). I soldati del terrorismo nero e quello della guardia rossa appaiono, oggi, come mere pedine sulla scacchiera geopolitica dei potenti (potere militare). Tra questi, oltre alla mafia e alla politica, c’era la massoneria piduista (servizi segreti P2). L’ uomo chiave del potere criminale era Licio Gelli, capo della P2, vicino a Cosa Nostra e all’eversione nera, da cui pure attingevano gli americani per rinfocolare le proprie fila all’interno dell’unità Stay behind di Trapani, la famigerata Gladio Atlantica, ufficialmente nata per “ostacolare l’avanzata comunistain tutto il mondo. Gelli fu accusato di aver rubato venti tonnellate d’oro nel 1942, durante l’occupazione fascista della Jugoslavia, e che Gelli stesso le avrebbe trasferite in Argentina. L’Italia durante la guerra fredda diventò un paese di frontiera tra l’Ovest e l’Est, in un brulichio di spie, affaristi e politicanti, avevano trasformato il Venerabile Gelli in un uomo capace di infilarsi ovunque, dai partiti ai servizi segreti. Licio Gelli era il capo della loggia massonica P2, una loggia formata principalmente dagli alti gradi delle forze militari (marina, aereonautica, esercito, cc, ps) ed era amico del dittatore generale e presidente argentino Roberto Eduardo Viola e l’ammiraglio Emilio Massera, durante il periodo della dittatura. Gelli ricevette pure un passaporto diplomatico dell’Argentina. Massera pochi giorni dopo il golpe, il 28/3/1976, scrisse a Gelli per esprimere «la sua sincera allegria per come tutto si fosse sviluppato secondo i piani prestabiliti» e augurargli «un governo forte e fermo sulle sue posizioni e nei suoi propositi che sappia soffocare l’insurrezione dei dilaganti movimenti di sinistra». I rapporti con i militari continueranno anche dopo il ritorno della democrazia in Argentina, nel 1983. Il filo, non invisibile, che legava la P2 al regime dittatoriale instaurato in Argentina, era soprannominato “El Negro”. L’ammiraglio Emilio Eduardo Massera, comandante della marina militare argentina e componente della giunta Videla, era un membro della P2 tramite la quale molti imprenditori italiani fecero affari miliardari nel Paese sudamericano. Al governo argentino, l’Italia avrebbe inoltre venduto armi ed offerto sostegno politico. Il Sud America, chiamato “il cortile dell’America” per la sua vicinanza agli Stati Uniti, è una zona di grande interesse economico e politico (fin dai tempi del colonialismo) nel quale ancora oggi non possono prendere piede movimenti che vanno contro gli interessi americani, come era successo ad esempio a Cuba.

In una situazione di crisi energetica internazionale il capitalismo globale trama e occulta, per sottomettere, spesso attraverso la dittatura militare, i paesi più poveri, depredando senza scrupoli le risorse primarie (schiavitù – sfruttamento). Il capitalismo cerca di darsi delle risposte su come affrontare la crisi economica ed energetica e fondano il 23 giugno 1973 su iniziativa di David Rockefeller presidente della Chase Manhattan Bank, e altri dirigenti e notabili, tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski fondano la Commissione Trilaterale, mentre in ambito globale cercano di mettere in atto dei piani per evitare l’avanzamento della sinistra in America latina e in Italia con strategie diverse. E’ in questo contesto che si inserisce il lavoro sporco e occulto della P2: gli affari che porta avanti la loggia (non solo affari economici ma anche politici) in Italia, finanzieranno la strategia della tensione (colpo di stato – stragi –genocidi), mentre in Argentina iniziano a creare situazioni di destabilizzazione e di caos in modo tale che si renda necessario un colpo di stato…

 

Sotto le false sembianze di amministratore

della cosa pubblica, di difensore della legge,

di protettore dell’ordine, lo Stato non è invece

che il gendarme preposto alla sorveglianza

di istituzioni stabilite per mezzo della violenza,

sistematicamente organizzata.

S. Faure

 

Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)

4 novembre festa delle forze armate…

Cos’è il Field Manual FM 30-31B imposto dal Pentagono?

All’inizio della II guerra mondiale, gli Stati Uniti (colonialisti) sempre più consci della posizione di assoluta preminenza sul piano civile e politico dello scacchiere internazionale, cominciarono a progettare la costruzione di una sede che potesse ospitare il loro gigantesco corpo diplomatico e militare.

I lavori per la costruzione del Pentagono iniziarono l’11 settembre 1941, al termine di accordi e di trattative segretissime vennero avviati i lavori per la costruzione di una sede che potesse ospitare il gigantesco corpo diplomatico e militare degli Stati Uniti, il più grande apparato burocratico del mondo, sotto l’egida dell’architetto statunitense George Bergstrom. Il 15 gennaio del 1943 l’edificio di forma pentagonale fu inaugurato e aperto ufficialmente ai corpi dirigenti delle forze armate statunitensi. L’importanza dell’edificio è cresciuta sempre di più nel corso degli anni, fino a rappresentare col suo stesso nome l’intero apparato logistico-militare della superpotenza planetaria. All’interno dell’edificio ci sono i vertici dei 5 dipartimenti: Segretario della Difesa (Secretary of Defense), Stato Maggiore Interforze (Joint Staff), Esercito USA: Marina, Aeronautica, Marines.

Il 4/4/1949 venne firmato a Washington il Patto Atlantico (piano militare anticomunista). A esso aderirono anche paesi non geograficamente atlantici (ossia senza sbocchi sull’Oceano Atlantico) come l’Italia, la Grecia, la Turchia ed altri. Una settimana dopo l’ingresso ufficiale della Germania Ovest nella NATO (6 maggio 1955), l’Unione Sovietica ed altre nazioni a regime comunista costituirono a loro volta il patto di Varsavia, sancendo l’inizio del periodo della cosiddetta guerra fredda….

L’Operazione Gladio e la ‘strategia della tensione’ in Italia iniziano nel 1969.

L’Operazione Gladio fu organizzata da ‘fascisti’ all’interno dei servizi di sicurezza occidentali. La loro perversa idea era di uccidere gente innocente e quindi incolpare altri di questo (Giuseppe Pinelli – strage di Piazza Fontana). La Gladio riguardava il mantenimento del potere da parte dell’élite di destra. La ragione era alquanto semplice: costringere l’opinione pubblica a rivolgersi allo stato per chiedere maggiore sicurezza”. Il primo ministro italiano Giulio Andreotti, rivelò l’esistenza di Gladio solo nel 1991 ….

Gestiti da elementi ‘fascisti’ nella NATO ed al Pentagono, le milizie di destra eseguirono azioni terroristiche e di sovversione elettorale in paesi come Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Turchia e Germania Ovest. Gladio era il nome utilizzato in Italia. In Austria il nome era Schwert, in Belgio Sdra 8, in Gran Bretagna Stay Behind, in Francia Glaive, in Grecia Operazione Pergamena, in Olanda, Svezia Sveaborg, in Svizzera P26 ed in Turchia Dipartimento Guerra Speciale.

Un documento del Pentagono, il Field Manual FM 30-31B, espone dettagliatamente i metodi per sferrare attacchi terroristici. Il 2 agosto 1980 rimasero uccise 85 persone nell’attentato alla stazione ferroviaria di   Bologna. Secondo il Senato italiano, dopo la sua inchiesta del 2000, più tardi si scoprì che gli attentatori erano “uomini all’interno delle istituzioni dello stato italiano e uomini collegati alle strutture dei servizi segreti degli Stati Uniti”. Secondo quanto riferito, la bomba di Bologna faceva parte della ‘strategia della tensione’ di Gladio, creare paura per mantenere la popolazione alla mercé di “leader forti” che proteggano la nazione dalla onnipresente minaccia terrorista. L’inizio della ‘strategia della tensione’ in Italia arrivò il 12/12/1969, quando esplose una bomba all’interno della Banca Nazionale dell’ Agricoltura, in Piazza Fontana a Milano. 16 persone rimasero uccise e 58 ferite.

Il Pentagono vuole comprare elicotteri russi per l'Afghanistan nonostante il Congresso

“Gladio era il nome dato alla sezione italiana di una rete con l’innocuo nome ufficiale di Commissione di coordinamento alleata, istituita con l’assistenza britannica negli anni ’50, operata dai servizi segreti ed in parte finanziata dalla CIA statunitense”.Spaventata dalla ‘apertura a sinistra’ sotto il premierato democristiano di   Aldo Moro e dal successo alle elezioni dei comunisti, che alle elezioni del 1963 ottennero il 25% dei voti, la destra italiana cominciò a fare piani per aprire la strada all’impianto di un governo di ‘salute pubblica’ composto da democristiani di destra, alti dirigenti e militari. “Il generale Giovanni de Lorenzo, comandante dei carabinieri e capo dei servizi segreti italiani, assieme ad altri venti ufficiali superiori dell’esercito e con la conoscenza e l’intesa col presidente Antonio Segni, stesero un piano per un colpo di stato di tipo presidenziale. Il ‘Piano Solo’ doveva concludersi con l’assassinio del premier, Aldo Moro. “Il potere esecutivo doveva essere trasferito al democristiano di destra Cesare Merzagora. Il golpe fu cancellato all’ultimo momento per un compromesso tra i socialisti ed i democristiani di destra. Comunque, il generale de Lorenzo ed i suoi colleghi non erano tipi da arrendersi così facilmente e, sebbene i loro piani in questa occasione furono ostacolati, i congiurati non li abbandonarono”. …

Documenti declassificati nel 1991 del servizio segreto rivelano che Ted Shackley, vice capo della stazione CIA a Roma negli anni ’70, presentò il famigerato Licio Gelli, capo della loggia massonica neo-fascista P2 e per anni fuggiasco in Argentina, al generale Alexander Haig, allora segretario generale di Nixon e più tardi, dal 1974 al ‘79, comandante supremo della NATO. La P2 era un governo ombra di destra, pronto a prendere il potere in Italia; comprendeva 4 ministri, tutti i tre capi dell’intelligence, 48 parlamentari, 160 ufficiali, banchieri, industriali, alti diplomatici ed il capo di S.M. dell’esercito. Dopo incontri tra Gelli, alti gradi militari e uomini della CIA all’ambasciata, fu data a Gladio rinnovata approvazione, ed altro denaro da Haig e dall’allora capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, Henry Kissinger. “La gestione operativa di Gladio venne trasferita dalla NATO al SISMI nel 1980″. “Secondo la commissione parlamentare sul terrorismo, i componenti della bomba che uccise 85 persone alla stazione ferroviaria di Bologna nel 1980 provengono da un arsenale utilizzato da Gladio…

Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970 un gruppo di neofascisti, capeggiati dal “principe nero” Junio Valerio Borghese, ex comandante della X MAS, mise in atto un colpo di stato, nome in codice “Tora, Tora“, passato alle cronache come il “Golpe Borghese”. Il tentativo di colpo di stato fallì e ancora oggi per molti aspetti appare velato di “misteri”. Il neo capo del SID, il gen. Vito Miceli, molto legato ad Aldo Moro e nemico dell’on. Giulio Andreotti, tacque di quel tentativo di golpe, prima di tutto con la magistratura. Quando nel 1975 l’inchiesta giudiziaria sul golpe Borghese arriverà alla sua stretta finale, Miceli aveva già lasciato il servizio, a causa delle incriminazioni che lo porteranno ad essere arrestato per altri fatti, ancora oggi non del tutto chiariti, come la creazione della Rosa dei Venti, un’altra struttura militare para-golpista e dello scontro durissimo col capo dell’ufficio D, un fedelissimo di Andreotti, il gen. Gianadelio Maletti. Gli anni della gestione Miceli furono gli anni dello stragismo in Italia: da Peteano, alla strage alla Questura di Milano, dalla strage di Piazza della Loggia a Brescia, all’Italicus. Come era già accaduto a De Lorenzo, anche Miceli finirà la sua carriera in Parlamento: eletto, anche lui, nelle file del MSI-DN di Giorgio Almirante, così come anni dopo capiterà ad un altro capo dei servizi segreti, il gen. Antonio Ramponi, nelle file dell’Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini….

La prima riforma organica dei servizi segreti risale al 1977.

Sempre più vicino all’area di governo, impegnato in una politica improntata al consociativismo, il PCI partecipa direttamente, nella persona del sen. Ugo Pecchioli, alla riforma. Per la prima volta venne introdotta una figura responsabile dell’attività dei servizi segreti di fronte al Parlamento: è il Presidente del Consiglio che si avvale della collaborazione di un consiglio interministeriale, il CESIS, che ha anche un compito di coordinamento. Inoltre i servizi devono rispondere delle loro attività ad un Comitato parlamentare. Una importante novità, introdotta dalla riforma dei servizi segreti, riguarda lo sdoppiamento dei servizi stessi: al SISMI (Servizio d’Informazioni per la Sicurezza Militare) il compito di occuparsi della sicurezza nei confronti dell’esterno, al SISDE (Servizio d’Informazioni per la Sicurezza Democratica) quello di vigilare all’interno. Con in più un’altra differenza: se il SISMI restava completamente affidato a personale militare, il SISDE diventava una struttura civile, affidata alla polizia, nel frattempo trasformata in corpo smilitarizzato. Quindi, a prima vista, una riforma buona nelle intenzioni, ma gli uomini che andranno a far parte del SISMI e del SISDE saranno gli stessi del SIFAR e del SID, il servizio civile, del disciolto e famigerato Ufficio Affari Riservati del ministero dell’Interno…

Dal 1978 il SISMI sarà retto dal gen. Giuseppe Santovito, già stretto collaboratore del gen. De Lorenzo. Il SISDE, pur essendo una struttura non militare, finirà proprio per essere assegnata alla direzione di un militare, il generale dei carabinieri Giulio Grassini. Regista di questa inutile riforma fu il ministro dell’Interno on. Francesco Cossiga. Il primo scandalo in cui incapparono i servizi riformati è quello della Loggia P2. I nomi di tutti i comandanti al vertice dei servizi segreti (SISMI, SISDE ed anche del CESIS, l’organo di coordinamento) sono compresi nella famosa lista della Loggia P2 del Maestro Venerabile Licio Gelli, scoperta nella villa del Gelli a Castiglion Fibocchi il 17/3/1981 dai magistrati milanesi che indagano su Michele Sindona. Di certo oggi sappiamo che entrambi i servizi segreti furono coinvolti fino al collo nel caso Moro, in quei 55 giorni che trascorsero fra il sequestro del presidente della DC da parte di un commando delle Brigate rosse e l’uccisione dell’uomo politico (16 marzo-9 maggio 1978). Nei 55 giorni del sequestro di Aldo Moro accaddero un’incredibile serie di stranezze, misteri, coincidenze, buchi nelle indagini, che ebbero l’effetto di agevolare il compito dei brigatisti, al punto da far pensare che il sequestro Moro fosse stato ispirato, e in qualche modo teleguidato, da qualcuno che nulla aveva a che fare con i brigatisti “veri”. Era ministro dell’Interno sempre l’on. Cossiga, che la mattina del rapimento di Moro stava andando in Parlamento dove doveva nascere un governo con l’appoggio esterno del Partito comunista, il primo importante passo verso l’ingresso del PCI di Berlinguer nella maggioranza….

Qualche settimana prima, Aldo Moro era uscito sconvolto da un colloquio avuto negli USA con Henry Kissinger, allora segretario di stato. “Mi ha intimato di non fare il governo con l’appoggio dei comunisti”, dirà ai suoi collaboratori Moro. Sarà il piduista Miceli che si recherà in USA a prendere ordini per il rilascio di Moro. Dopo essere stato incriminato e assolto per avere coperto il golpe Borghese, accusato dal rapporto Pike di avere avuto 500 milioni per eseguire operazioni segrete in Italia, nell’aprile 1978 fece un viaggio segreto negli Usa e si incontrò con politici americani. Negli incontri egli chiese di mettere in atto dispositivi della Nato per evitare che l’Italia finisse nell’orbita di Mosca. Miceli poté lanciare il proprio proclama negli ambienti del congresso Usa introdotto da una lobby denominata ‘Americans for democratic Italy’ capeggiata da due italoamericani, Philip Guarino e Marcello Nisi che forniva appoggi economici al partito repubblicano di reagan e Bush. Philip Guarino presentò Miceli agli esponenti repubblicani riuniti il 7 aprile 1978 in una sala del Capital hill club di Washington, il club dei deputati repubblicani nei pressi del congresso. In Usa Miceli incontrò uomini della Cia come l’ex direttore William Colby e Ray Cline ex direttore del servizio informazioni del Dipartimento di stato, poi alto funzionario della Cia e nel 1978 direttore dell’Institute for international and strategic studies, che compie ricerche per il Pentagono e i servizi di spionaggio Usa di cui fa parte Henry Kissinger. Questo istituto è stato promotore di una campagna di pressione su Kennedy perché impedisse che in Italia vi fosse un’apertura nei confronti del Pci. Al processo contro Miceli, uno dei golpisti, Amos Spiazzi, dirà: “Confermo che in Italia esistevano agli ordini di Miceli oltre 500 cellule attivabili sparse per la penisola, generali e colonnelli che frequentavano terroristi e bombardieri; e non si può negare che Miceli avesse creato il Supersid di tutto rispetto”. Durante il rapimento Moro venne costituito un comitato di crisi presso il ministero dell’Interno, comitato che risulterà composto tutto da aderenti alla P2 (Gelli operava con un proprio ufficio presso la Marina Militare. Gladio era mobilitata). Tra gli esperti, chiamati da Cossiga per il comitato di crisi nei giorni del sequestro, c’era Steve Pieczenick, del dipartimento di stato Usa. Cossiga lodò il consulente americano. Non disse nulla, però, della attività svolta da Pieczenick, che in un documento, di cui esiste copia presso l’ambasciata americana di Roma, così si esprimeva: “E’ essenziale dimostrare che nessun uomo è indispensabile alla vita della Nazione”. Sembra, insomma, che Piecznick fosse interessato più alla svalutazione di Moro nella politica italiana che alla sua liberazione. Un altro consulente di Cossiga, Franco Ferracuti, criminologo, piduista e collaboratore della CIA, con la sua perizia convinse gli Italiani che il Moro che scriveva dal carcere brigatista era “fuori di sé” e che, quindi, non andavano presi in considerazione i suoi scritti, contenenti, invece, preziose indicazioni sulla sua prigionia…..

Negli anni ‘70 i dirigenti del SID (mutamento del nome del servizio segreto da SIFAR a SID, dopo lo scandalo del “piano Solo”), esplicarono soprattutto azioni per proteggere eversori di destra e sospetti autori di stragi. Gli ufficiali del SISMI, che ne costituirono le strutture occulte, nel 1978-‘81 spaziarono dalla trattativa trilaterale con Br e camorra per la liberazione di Cirillo, al depistaggio dei giudici impegnati nelle indagini sulla strage del 2 agosto alla stazione di Bologna, dalla operazione “Billygate” al peculato. La P2 era un’articolazione del SUPERSISMI. La Loggia P2 era un vero e proprio servizio segreto atlantico, una sede di raccordo e di incontro tra tutte le strutture parallele che gestivano il potere reale in Italia. Nelle liste della P2, rinvenute il 17/3/1981 nella villa di Gelli di Castiglion Fibocchi, risultavano iscritti numerosi nomi di dirigenti dei servizi segreti: Miceli, Maletti, La Bruna, D’Amato, Fanelli, Viezzer. Vi risultavano anche Giuseppe Santovito, Grassini e Walter Pelosi, capo del CESIS dal maggio 1978.

Secondo la commissione parlamentare d’inchiesta, l’elenco completo degli iscritti alla P2 era all’incirca di 2500 nomi; ne mancano 1650. Solo la magistratura ha avuto il coraggio di punire gli appartenenti alla P2.

L’assoluzione più sconcertante è stata quella dei militari, voluta dal ministro della Difesa Lagorio, socialista e iscritto alla massoneria. Tra i 962 iscritti c’è anche l’ex presidente del consiglio dal 2001 al 2006, l’on. Cav. Silvio Berlusconi. Berlusconi risulta iscritto alla loggia P2, con la tessera numero 1816, codice e.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, il 26/1/1978. Per molti iscritti la data di iniziazione era immediatamente precedente o successiva al passaggio nei servizi segreti. Nel 1962-‘64 il generale De Lorenzo e il SIFAR predisposero principalmente un’attività di schedatura dei cittadini e di preparazione di un possibile colpo di stato….. L’attività della P2 negli anni ’70 era frenetica.

C’era la pratica costante della raccomandazione e c’erano gli affari, e gli affari intrecciati col potere che lo alimentavano. Degli affari citiamo i più noti: l’ Eni-Petronim, il banco Ambrosiano, il crak della Banca Privata di Sindona, la scalata al “Corriere della Sera”, tutti collegati a scandali e cadaveri come quello di Calvi, penzolante sotto un ponte di Londra o quello di Ambrosoli, liquidatore della banca Privata di Michele Sindona. A volte gli uomini della P2 si servirono delle organizzazioni criminali: mafia, camorra, ‘ndrangheta, banda della magliana, banda dei marsigliesi. I nomi degli iscritti alla P2 ritornano con ossessiva puntualità in tutte le indagini sui misteri d’Italia: la strage sul treno Italicus, il caso Moro, la strage della stazione di Bologna, il delitto Mattarella, il traffico di armi e droga, solo per citarne alcuni. I giudici milanesi, come quelli di Palmi, che indagavano sulle nuove logge coperte, scoprirono che attraverso la P2 passavano molti dei misteri e degli scandali italiani di quegli anni, e furono costretti a suddividere in capitoli il materiale raccolto: la P2 e lo scandalo Eni; la P2 e il Banco Ambrosiano; la P2 e lo scandalo dei petroli; la P2 e la magistratura; la P2 e la Rizzoli; la P2 e i segreti di stato; la P2 e i finanziamenti all’eversione nera; la P2 e le stragi; la P2 e il sequestro Moro; la P2 e il caso Pecorelli; Strage del treno Italicus; ;strage di Bologna; strage di Ustica; strage di Piazza Fontana; strage del rapido 904; omicidio Calvi; omicidio Pecorelli; omicidio Olof Palme; omicidio Semerari; colpo di stato militare in Argentina; colpo di stato di Junio Valerio Borghese; colpo di stato della Rosa dei Venti; caso dei dossier illegali del SIFAR; operazione Minareto; falso rapimento Sindona; tentativo di depistaggio durante il rapimento Moro; rapimento Bulgari; rapimento Ortolani; fuga di Herbert Kappler; crack Sindona; crack Banco Ambrosiano; crack Finabank; scandali finanziari legati allo IOR; caso Rizzoli-Corriere della Sera; caso SIPRA-Rizzoli; scandalo dei Petroli; finanziamenti FIAT alla massoneria. Un altro gigantesco capitolo fu aperto dall’inchiesta del giudice Carlo Palermo sul traffico di armi, che coinvolgeva molti piduisti e da cui trasparivano forti legami con la criminalità organizzata e col traffico di droga. Un intreccio solido quello che traspare dalle inchieste giudiziarie su mafia e massoneria.

Inesplorata resta la questione delle coperture assicurate a Gelli dai politici, a cominciare da Andreotti, suo grande amico, poi da Cossiga, da Fanfani, da Craxi, da Forlani e da molti altri. William Colby, che fu capo della CIA dal 1973 al 1976, riferendosi al 1948 scrive:

“La possibilità di una presa del potere comunista in Italia come risultato elettorale aveva preoccupato molto gli ambienti politici di Washington prima delle elezioni italiane del 1948. Anzi, era stata soprattutto questa paura a portare alla creazione dell’Office of Policy Coordination, che dava alla CIA la possibilità di intraprendere operazioni politiche, propagandistiche e paramilitari segrete”. Una struttura occulta, parallela al Servizio Segreto Militare, emersero in sede giudiziaria intorno alla metà degli anni ‘70. Sarà Andreotti il 26/2/1991, a comunicare ufficialmente alla Commissione stragi, l’esistenza di Gladio.

Nel 2005 Davanti alle telecamere di NEXT, l’approfondimento quotidiano di Rainews24 curato da Piero Di Pasquale, l’ex vicepresidente del CSM ed ex vicesegretario della DC Giovanni Galloni confida un ricordo degli anni di piombo che suggerisce paragoni con la vicenda del rapimento dell’imam della moschea milanese da parte della CIA. “Non posso dimenticare un discorso con Moro poche settimane prima del suo rapimento: si discuteva delle BR, delle difficoltà di trovare i covi. E Moro mi disse: ‘La mia preoccupazione è questa: che io so per certa la notizia che i servizi segreti sia americani che israeliani hanno infiltrati nelle BR ma noi non siamo stati avvertiti di questo, sennò i covi li avremmo trovati’ “.

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Non sono i delitti punibili dalla legge quelli a cui

bisogna imputare i peggiori mali del mondo.

Sono i torti legalizzati, i crimini che godono

di impunità, giustificati e protetti

dalle leggi e dal governo.

A. Berkman

 

Pinelli è vivo e lotta insieme a noi,

le nostre idee non cambieranno mai!

 

Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)

 

Il 28 ottobre i fascisti escono dalle fogne (parlamento) per ricordare la marcia fascista su Roma (1922).

A Roma il 14 ottobre hanno sfilato i politici fascisti del Movimento Nazionale per la Sovranità e la loro bassa manovalanza (movimenti extraparlamentari). Quelle merde, con la scusa di essere entrati in politica si organizzano anche i cortei, per fare propaganda razzista xenofoba contro gli emigrati. Ma se i fasci sono anticostituzionali, chi gli ha dato il permesso di fare la loro pagliacciata allegorica? Chi ha fatto entrare in politica queste merde massone di piazza del Gesù (loggia massonica di destra)?

Ad aprire il corteo c’era il presidente del Movimento Francesco Storace e il segretario Gianni Alemanno, che hanno detto: “Siamo 20mila”. In piazza c’erano anche i rappresentanti parlamentari di Fi e Lega.

Ma chi sono quelle merdine altolocate di Storace e Alemanno?

Sia il fascistone Alemanno e il suo socio Storace sono stati allievi (adepti) del liberale cattofascista Pino Rauti.

Ma chi è Pino Rauti? (destra? Sinistra? “False flag”!!)….

Intestazione-strada-a-Pino-Rauti-losservazione-di-Noi-con-Salvini

Rauti da giovane si arruolò come volontario nella RSI (RSI fu un regime dittatoriale voluto dalla Germania nazista e guidato da Benito Mussolini) e fu inquadrato nella Guardia Nazionale Repubblicana. Rauti entrò in politica per la prima volta nel 1952 partecipando al III Congresso missino a L’Aquila con la corrente evoliana. Nel 1953 Graziani costituì con Pino Rauti, Paolo Andriani e Paolo Signorelli il Centro Studi Ordine Nuovo, un laboratorio di idee cattofasciste che si rifaceva agli insegnamenti di Evola, (una componente interna del Movimento Sociale Italiano). Al congresso nazionale missino di Milano del novembre 1956 ON si allea con la “sinistra” di Almirante e Massi, perdendo di misura sui moderati di Michelini che è confermato segretario. Tutto il gruppo di Ordine Nuovo esce allora dal partito. Nel ’59 un’ulteriore scissione produrrà il secondo gruppo della destra radicale degli anni ’60: Avanguardia Nazionale, con a capo Stefano Delle Chiaie. ON e AN, pur mantenendo rapporti col vertice e con singoli dirigenti del MSI, conducono una politica autonoma dal partito di riferimento, fino al ’60 impegnato a sostenere governi democristiani e dopo a cercare di contrastare il centro-sinistra. Da un lato ON e AN indottrinano giovani, spronandoli alla rivoluzione nazionalsocialista, quindi aizzandoli alle risse, ai pestaggi, in un contesto xenofobo, discriminante razzista. Dall’altro Rauti, Delle Chiaie e Mario Merlino (ON e AN) e altri dirigenti dei due movimenti si inseriscono nelle alte gerarchie militari (P2), negli ambienti dei servizi segreti e della rete CIA-Stay Behind-Gladio. False flag…..

Teniamo presente che Rauti partecipò nel maggio del 1965 al convegno organizzato dall’istituto di studi militari Alberto Pollio. Un convegno finalizzato per attuare e pianificare la strategia della tensione (colpi di stato – stragi) anche in Italia, (patto Atlantico anticomunista – Stay Beind). L’evento fu organizzato a Roma all’Hotel Parco dei Principi e viene finanziato dallo Stato Maggiore dell’esercito e cioè dall’Ufficio REI del SIFAR diretto dal colonnello Renzo Rocca. Si trattava di un raduno fra fascisti, alte cariche dello stato militare e imprenditori: Rauti presenta una relazione su “La tattica della penetrazione comunista in Italia”…..

Nel 1969, quando Giorgio Almirante assunse la guida del partito alla morte di Arturo Michelini, Rauti e quasi tutti i dirigenti del “Centro studi ON” rientrarono nel MSI; il 21 dicembre Graziani coi pochi dirigenti dissidenti, tra i quali Elio Massagrande, fondò un movimento politico extraparlamentare chiamato Ordine Nuovo. Il movimento pubblicò il periodico Ordine Nuovo Azione e divenne l’organizzazione più consistente della destra extraparlamentare, giungendo ad annoverare circa diecimila iscritti. Ordine Nuovo scelse come proprio simbolo l’ascia bipenne e come proprio motto il motto delle SS: “Il mio onore si chiama fedeltà” (cane da guardia che obbedisce). La canzone La vandeana, una antica ballata controrivoluzionaria, il cui ritornello è “Spade della Vandea, falci (o asce) della boscaglia, baroni e contadini siam pronti alla battaglia”, diventerà l’inno di Ordine Nuovo in piena coerenza con l’insegnamento evoliano di difesa della Francia monarchica e pregiacobina.

Il primo congresso nazionale del movimento extraparlamentare ON si tenne a Lucca nell’ottobre 1970. Il nuovo movimento avvia i corsi di formazione quadri. I corsi per la formazione ideologica duravano due mesi e erano suddivisi in 8 sezioni: rivoluzione tradizionale e sovversione, le due razze, impeto della vera cultura, orientamenti, la guerra santa, la contrapposizione di Oriente ed Occidente, rivolta contro il mondo moderno, la plutocrazia come forza sovversiva. Opere consigliate: quelle di Julius Evola e René Guénon. I corsi per la formazione politica duravano sempre due mesi e erano suddivisi in 5 sezioni: la guerra rivoluzionaria, le tecniche della guerra rivoluzionaria, la propaganda, l’organizzazione e la scelta dei temi di lotta. Volumi consigliati: la guerra rivoluzionaria di Clemente Graziani, Tecniche della guerra rivoluzionaria di Guido Giannettini e Mein Kampf di Adolf Hitler. La linea politica del movimento è quella tradizionale conservatrice liberale, anche se con l’esempio della Cina di Mao, si omologano e si aggregano molti gruppi giovanili, non solo comunisti, ma anche correnti nazimaoiste e frediane. Nel 1974 gli ordinovisti, legandosi ad altri estremisti neofascisti, si predispongono alla lotta armata organizzando il proprio movimento in modo clandestino, sull’esempio delle OAS. In questo periodo avvengono gli attentati di Ordine Nero, le stragi di Brescia e dell’Italicus, gli attentati di Savona e numerosi altri. Il 19 luglio 1976 Concutelli esegue l’omicidio del giudice Vittorio Occorsio (che in quel momento sta indagando sui sequestri di persona e sulla P2) che era stato il PM al processo ad Ordine Nuovo nel 1973. Le indagini porteranno nel 1977 all’individuazione e all’arresto di numerosi ex ordinovisti, Concutelli incluso. L’omicidio di Occorsio segna il periodo di unificazione con Avanguardia Nazionale. Numerosi militanti (diventati famosi) hanno partecipato alla lotta armata di estrema destra (ad esempio Augusto Cauchi, Massimo Batani, Viincenzo Vinciguerra, Carlo Digilio, Carlo Maria Maggi, Marcello Soffiati, Concutelli, Delfo Zorzi, Sergio Calore, Marco Affatigato, Mauro Tomei), con un ruolo importante nella “strategia della tensione” ( colpi di stato – stragi). Rauti riuscì a fare massa perché si discostò totalmente dalla tradizione fascista, ricercando nuovi orizzonti di omologazione, di infiltrazioni, e scelse come autori di riferimento Corneliu Codreanu, Giuseppe Tucci, Pio Filippani Ronconi e René Guénon e cominciando a immaginare, contrapposta alla dicotomia USA-URSS, una “Europa Nazione”. In breve tempo l’influenza culturale di Ordine Nuovo, con la sua visione eroica e aristocratica di impostazione evoliana esercitò una forte influenza sui giovani militanti di destra rimasti nel MSI che non rinunciarono a richiederne la partecipazione ufficiale ai Convegni del movimento giovanile come quello di Perugia del gennaio 1967 organizzato dal FUAN….

Nel frattempo, le piazze italiane furono dominate dal movimento del ‘68 (operai e studenti che si ribellavano al contesto autoritario cattofascista che incombeva ovunque, nelle scuole, nelle fabbriche, nelle famiglie ecc…

Logica conseguenza sarà la strategia della tensione, iniziata proprio nella seconda metà degli anni ’60, fatta di bombe, infiltrazioni nei partiti di sinistra, golpe militari, costruzioni di falsi indizi (morte di Pinelli), schedature di uomini politici, ecc. Nel ’64 l’Italia aveva corso il rischio di un colpo di stato attuato dai carabinieri del generale De Lorenzo (Piano Solo), col consenso del capo di stato, Antonio Segni. Ma la strategia della tensione fu qualcosa di molto più lungo, sottile e mostruoso: 19 stragi impunite, centinaia di morti e feriti innocenti, un ventennio di repubblica liberale cattofascista. Il vero momento di inizio della strategia della tensione è sicuramente la strage di piazza Fontana, il 12/12/’69, organizzata col chiaro fine di attribuirne la colpa agli Anarchici, e quindi di creare un clima di tensione, appunto, e di indotto desiderio di ordine, disciplina, repressione, di destra militare, ecc. Così è stato per il golpe dell’8 dicembre ’70, per le bombe del ’73/’74, per la strage di Bologna (e quella di Ustica) dell’80, per la strage di Natale dell’84. Anche le bombe del ’93 contro monumenti e passanti rientrano nella strategia delle stragi.

Negli anni ’70 le formazioni di estrema destra quindi divengono esplicitamente terroristiche e clandestine: Ordine Nero, una nuova Avanguardia Nazionale, quindi i NAR, Terza Posizione e Costruiamo l’azione. I NAR, in particolare, costituiti da militanti del FUAN (organizzazione giovanile del MSI) romano nel ’77-’78 e guidati dal borghese viziato Valerio Fioravanti. Il 4 marzo 1972 il giudice Stiz di Treviso, emette un mandato di cattura contro Rauti per gli attentati ai treni dell’8 e 9 agosto 1969. Successivamente l’incriminazione si estenderà agli attentati del 12 dicembre (tra cui la strage di Piazza Fontana), per cui fu anche incarcerato alcuni giorni, venendo rilasciato il 24/4/’72, prima di essere eletto deputato. Nel 1974, con la rivoluzione dei garofani in Portogallo, viene scoperta l’organizzazione eversiva internazionale fascista Aginter Press, con la quale ha stretti rapporti anche Rauti attraverso l’agenzia Oltremare per la quale lavora.

Rauti indagato è stato ben protetto dai politici conservatori repubblichini, infatti per ripulirlo dalle inchieste lo riciclano (1972), come deputato alla Camera nelle file del MSI nella circoscrizione del Lazio, dove verrà sempre rieletto al potere fino alle elezioni del 1992.

Dopo la forte avanzata elettorale del 1972 il MSI nelle elezioni successive del 1976 subì un arretramento. Rauti che già alcuni mesi prima delle elezioni aveva cominciato a considerare conclusa l’esperienza della “Destra Nazionale”, fortemente voluta da Almirante, si spostò su posizioni di sinistra seguito da tutto il gruppo che proveniva da Ordine Nuovo rappresentando in sostanza l’unica corrente di opposizione interna nel MSI. Fautore di una svolta movimentista, divenne animatore della “sinistra” del MSI-DN, seguito in questo soprattutto dal movimento giovanile. La lotta contro il comunismo secondo Rauti, avrebbe dovuto quindi spostarsi dai vecchi motivi nazionalisti a posizioni alternative di destra, contendendo l’elettorato alla sinistra sui temi sociali. Alle elezioni europee del 1989 il MSI subì un calo elettorale e Fini perse il supporto di alcuni suoi grandi elettori. Al XVI Congresso di Rimini del 1990, coalizzandosi con la componente di Domenico Mennitti, Rauti vinse su Fini nello scontro per la segreteria. Rauti per motivi di salute delegò come segretario Mennitti.  Dopo il congresso di Fiuggi del 1995, che trasforma il Movimento Sociale in Alleanza Nazionale, Rauti fondò insieme con gli ex senatori Giorgio Pisanò e Cesare Biglia e all’ex deputato Tommaso Staiti di Cuddia il Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Per alcuni anni il Msft, fu l’unico partito che riuscì a coagulare tutta la destra rimasta dichiaratamente fascista in un movimento ben strutturato con percentuali non insignificanti risultando determinante per la vittoria del centro-destra di Berlusconi alle elezioni regionali del 2000 in Abruzzo e in Calabria. Alla guida del MSFT, Rauti si candidò a sindaco di Roma alle elezioni amministrative del 1997. Alle elezioni politiche italiane del 2001 con tutta una serie di desistenze, Rauti ottenne la rielezione del senatore Luigi Caruso nel collegio di Avola, che si presentò questa volta, sempre come rappresentante della Fiamma Tricolore, nella lista della Casa delle Libertà, risultando vincitore nel collegio uninominale con la percentuale di circa il 42% dei voti validi. Nell’ottobre 2003 Rauti è stato espulso da Fiamma Tricolore e ha fondato, nel 2004, il Movimento Idea Sociale. Il MIS di Rauti ha partecipato alle elezioni europee del 2004 raccogliendo lo 0,1% dei consensi, ma alle elezioni regionali del 2005 trovò un accordo con la Casa delle Libertà ottenendo lo 0,5% di media nazionale. Il Movimento Idea Sociale è rimasto nell’orbita della Casa delle Libertà fino ai primi mesi del 2006. Nel 2008 il suo MIS partecipa alle elezioni politiche nazionali sotto il simbolo del partito di Roberto Fiore (Forza Nuova) avendo siglato un accordo elettorale, e mantenendo in piedi il Patto d’Azione. Al secondo turno delle elezioni comunali di Roma Rauti esprime il suo appoggio al candidato del PDL Gianni Alemanno, suo genero, che fu poi eletto sindaco della città….

Successivamente Pino Rauti fu inquisito per la strage di Piazza della Loggia a Brescia e in merito il 15/5/2008 è stato rinviato a giudizio. Assolto “per non aver commesso il fatto”, il 16/11/2010 con la sentenza numero 2 della Corte d’Assise di Brescia ai sensi dell’articolo 530, comma 2 del codice di procedura penale. Nelle richieste del pm Roberto Di Martino, per quanto concerne la posizione di Pino Rauti, il pm fascistone, chiede l’assoluzione, affermando che la sua è una “responsabilità morale (teorica), ma la sua posizione non è equiparabile a quella degli altri imputati dal punto di vista processuale (esecutori). La sua posizione è quella del predicatore di idee praticate da altri ma non ci sono situazioni di responsabilità oggettiva. La conclusione è che Rauti va assolto perché non ha commesso il fatto”.

Il 22 dicembre 2014, la procura distrettuale antimafia dell’Aquila ha indagato 14 persone che facevano parte di Avanguardia ordinovista, gruppo che si richiamava agli ideali di Ordine Nuovo e progettava azioni violente nei confronti di obiettivi istituzionali. Tra gli indagati: Stefano Manni, ex carabiniere residente a Montesilvano e indicato come possibile leader del gruppo eversivo e il 93enne Rutilio Sermonti, intellettuale di estrema destra ed ideologo del gruppo, aveva redatto anche un documento denominato “Statuto della Repubblica dell’Italia Unita” che rappresenta una nuova Costituzione della Repubblica nella quale viene tracciato il nuovo ordine costituzionale della nazione esplicitamente ispirato all’epoca fascista». Tra i reati contestati all’organizzazione, l’associazione con finalità di terrorismo, di eversione dell’ordine democratico e finalizzata all’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici o religiosi.

File:Ignazio La Russa in divisa da paracadutista.jpg

Il 20 ottobre quelli di Forza Nuova, annunciano ai mass media che rinunciano alla manifestazione del 28 ottobre, (anniversario della Marcia su Roma fascista del 1922). Anche se nel pomeriggio i promotori si sono presentati dai loro camerati in questura, per concordare – mediare, le nuove modalità di svolgimento dell’iniziativa. Il 28 ottobre, quindi, non si terrà nessun evento. Forza Nuova ha presentato preavviso per un’altra data. “Non abbiamo ancora sciolto la riserva sul 28 ottobre (precisa il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore). C’é un importante appello firmato da La Russa (parlamentare di Fratelli d’Italia) e dal generale Bertolini con cui si chiede di tenere il corteo il 28 ottobre”…..

Non è che il potere internazionale e militare della P2 golpista e stragista (loggia massonica militare), si è rafforzato con l’Unione Europea? Un Europa che sta andando a destra!!!!

 

Ne’ destra, ne’ sinistra. Anarchia senza gerarchia!! ….

No alla logica militare! Eliminiamo i servi della P2!

Chi sa domina chi non sa e noi questo lo vogliamo evitare …..

Ne’ dio ne’ stato ne’ servi ne’ padroni, ma occupazioni e autogestione !!!!!

Lasciateci passare, a Noi sognatori e utopisti!! Lasciateci mettere in discussione il mondo e poterlo anche cambiare!! perché No?

Cultura e giustizia sociale per tutti quelli che stanno tribolando – sopravvivendo.

La nostra patria è il mondo intero la nostra legge è la libertà! Anarchia l’unica via….

 

Sotto le false sembianze di amministratore della cosa pubblica,

di difensore della legge, di protettore dell’ordine,

lo Stato non è invece che il gendarme preposto alla sorveglianza di istituzioni

stabilite per mezzo della violenza, sistematicamente organizzata.

(S. Faure)

 

Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)

G7: TERRORISTA è LO STATO!

Il 20 settembre i mass media annunciano che gli apparati di intelligence (servizi segreti – P2) e dell’antiterrorismo dichiarano che per il vertice del G7 di industria, scienza e lavoro, programmata a Torino la settimana prossima, c’è “massima attenzione”: si stanno addestrando e stanno controllando “situazione e contesto” 24 ore su 24, (terrorismo psicologico) sui gruppi anarchici e antagonisti….

I servizi dichiarano inoltre che al vertice del G7, a proteggere la Reggia ci saranno migliaia di poliziotti, carabinieri e finanzieri….

Chissà cosa ci combinano gli sbirri (i veri terroristi), complici delle stragi di stato (strategia della tensione) avvenute negli anni ‘60 e ‘70. Documenti desegretati dalla commissione stragi alla fine degli anni ‘90…..

Gli sbirri vengono perfino pagati per addestrarsi, infatti sempre il 20 settembre, i mass media scrivono che a Torino gli sbirri (polizia e carabinieri) hanno simulato una pagliacciata che ha visto impegnati 30 uomini delle squadre speciali e altrettanti dei reparti territoriali (e noi paghiamo…). Inscenando l’irruzione di 4 terroristi armati in un centro commerciale del Torinese, l’esercitazione chiamata Obiettivo del ‘Livex’ è quello di verificare le modalità, i tempi di attivazione e il coordinamento di tutte le strutture coinvolte. L’addestramento si è svolto in orario notturno al centro commerciale Le Gru di Grugliasco, alle porte di Torino. La direzione dell’ipermercato ha messo a disposizione l’intero complesso e la control room SECURITY per consentire alle forze dell’ordine di affrontare i finti terroristi, giunti nel parcheggio a bordo di un furgone….

Ma cosa è il G7? Dal 1998 al 2014 si chiamava G8 perché ne faceva parte anche la Russia. Il G7 è un potere sovranazionale (massoneria) formato dai ministri dell’economia delle sette nazioni più (pre)potenti del mondo. Sono anche definite dal Fondo Monetario Internazionale come le 7 maggiori economie avanzate. Esso è nato nel 1975 (ma formalizzato nel 1986), quando il Canada aderì al Gruppo dei 6 (Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti). Anche il rappresentante dell’UE e il presidente del FMI sono sempre presenti ai vari vertici. Attualmente al potere sovranazionale del G7 fanno parte: Stati Uniti, Italia, Giappone, Francia, Regno Unito, Canada, Germania….

Chi controlla il controllore? diceva già allora Shakespeare….

Per capire meglio le malefatte della massomafia vi consigliamo di andare a vedere il nostro sito.

https://ricercatorisenzapadroni.noblogs.org/post/category/notav/

 

Sole e Baleno vivono e lottano insieme a noi, le nostre idee non cambieranno mai!

 

 

Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)

Cosa è la musica tekno?

Gestiva un laboratorio di droga per i rave party d'Italia e d'Europa: arrestato 25enne nel Varesotto

Tekno music o Free Tekno è la musica Techno, suonata nelle discoteche, nei party e nei rave. La differenza è piuttosto funzionale, ma con una distinzione tra musica mainstream (Techno) eseguita nelle discoteche con ingresso a pagamento, ed underground (Tekno), musica sempre da discoteca, ma gratuita e autoprodotta. Questa musica banale che non trasmette input, è caratterizzata da suoni “campionizzati” ovvero un suono qualsiasi (es. uno schiocco di dita) sintetizzato su una scala ritmica che va da c0 a c9 (le varie tonalità). La tekno underground è conosciuta per le feste gratuite, organizzate all’aperto, con musica da discoteca, dove si cerca anche di fare cultura con design, pittura, mostre e manifestazioni New Age…. Il consumo di stupefacenti, principalmente psichedelici, empatogeni e stimolanti è ’motivata’ dai tempi lunghi (nonstop), le droghe come l’eroina invece, sono generalmente inadatte, anche se è stata rilanciata sul mercato a basso costo e molti giovani hanno ricominciato a farne uso. La Tekno rimbomba nel cervello e rincoglionisce (alla faccia delle relazioni umane…) con 150 sino arrivare ai 200 BPM kAsSa BaSsO mantenuta in ripetizione con loop drum n bass jungle tribal con varie pause vocali.

Nascita della musica elettronica

Verso la fine degli anni ‘80 la musica elettronica cominciò a prendere piede in alcune discoteche Italiane; nel giugno del 1990 venne organizzata nella discoteca “Doing”, nei pressi di Aprilia, “The Rose Rave”, evento con migliaia di giovani che pochi giorni dopo costò la chiusura del locale da parte delle autorità. A settembre dello stesso anno, nel Mugello, fu la volta del “World Beat Dance Festival”, grande raduno dedicato alla nascente musica House/Elettronica che radunò circa 4000 giovani da tutta Italia che entreranno gratuitamente (un buon piano di Marketing per formare un movimento di massa formato da cani e porci discotecari). Gli organizzatori dei party nelle discoteche, per evitare la chiusura dei locali (siccome ogni tanto scappava il morto a causa delle paste) si inventarono i Rave party in capannoni e fabbriche abbandonate nelle periferie soprattutto di Roma e Bologna, occupando per 3 giorni con musica da spazzatura (che non trasmette nessun messaggio culturale), a beneficio di pochi furbetti che avevano già esperimentato il business all’oratorio, o che avevano imparato il linguaggio di massa dei centri sociali ….

Verso la metà degli anni ‘90 Roma era l’epicentro di questa ‘ideologia’ che associava la musica elettronica, via via sempre più sofisticata, ad eventi illegali al massimo di 3 giorni (poi, ognuno a casa sua) organizzati in aree industriali abbandonate e capannoni di amianto nella periferia. Nello stesso periodo in Inghilterra venne approvato il Criminal Justice Act che spinse molti giovani appartenenti a varie “tribe” a spostarsi dal Regno Unito arrivando anche fino a Roma: Spiral Tribe e Mutoidi furono i primi ad arrivare nella capitale; questo incontro tra realtà musicalmente, socialmente e politicamente diverse, in poco tempo, anche dopo diverse diatribe, portò alla nascita della cultura frivola dei “Rave” in Italia (nata per declassare la cultura dei movimenti di lotta). Era meglio la musica punk, hardcore, ska o reggae, dove con strumenti musicali ‘da battaglia’, potevi esprimerti e sfogare la tua rabbia contro le ingiustizie sociali.

La musica ska punk nasce negli anni ‘70 nelle periferie di Londra, popolate da un buon numero di immigrati giamaicani. Questo incontro tra diverse culture portò inevitabilmente alla nascita del genere ska punk. Questo genere ibrido trae i ritmi dello ska giamaicano, o meglio la variante britannica sviluppata in seguito, nei tardi anni ‘70, il 2 Tone ska, fondendolo o alternandolo con le dure sonorità del punk hardcore. I primi accenni di ska punk possono risalire alla fine degli anni ‘70 nel Regno Unito, nel pieno periodo 2 tone ska, ovvero un’evoluzione stilistica del primo ska, che includeva elementi punk rock e generalmente rock. Alcune delle prime punk band britanniche, come i Clash appunto, a un certo periodo della loro carriera sperimentarono nuove contaminazioni includendo ska e reggae.

Anche la musica Rap ha superato di molto la musica sintetica dei rave. Il Rap è musica alternativa perché offre la possibilità al giovane di esprimere il suo stato d’animo e la sua rabbia, e di condividere dei messaggi coi suoi coetanei, in un periodo storico dove la socializzazione è diventata opzionale, l’importante è che consumi….

Il Rap è un genere musicale a cui possono accedere tutti, anche chi non ha avuto la possibilità di imparare uno strumento musicale, infatti basta una base musicale prodotta anche col computer, per cantarci sopra le tue incertezze sul mondo di oggi, la tua rabbia contro le ingiustizie sociali, per dimostrare anche il tuo livello culturale, insomma un modo per esprimersi molto importante per i giovani, per sentirsi vivo, unico e sicuro di se stesso, in un contesto sociale dove se non sei omologato vieni isolato, un mondo duro e crudo da affrontare con molto coraggio, dove perfino la solidarietà può nascondere solo un fottuto business per pochi ipocriti….

Ma facciamo un po’ di storia per capire meglio il problema

Piano Chaos – concerti di massa: da Woodstock ai rave party – tecno ….

L’operazione CHAOS era il nome in codice di un piano della CIA elaborato alla fine degli anni ’60 dal generale americano William Westmoreland sotto l’amministrazione Johnson. E’ stata una tipica operazione False flag (falsa bandiera). Base di quest’operazione era, come dice il nome, creare il caos (con le stragi di stato), in modo che l’opinione pubblica richiedesse al governo più controlli e repressione (stato di polizia – dittatura militare). L’operazione raggiunse il suo momento culminante al festival di Woodstock, che si svolse a Bethel, una piccola città rurale nello stato di New York, dal 15 al 18 agosto 1969, all’apice della diffusione della cultura hippie (la piccola borghesia new age scappata dall’oratorio), per usare come cavie mezzo milione di persone, di giovani che erano venuti a questo mega raduno, ignari dell’operazione militare, vittime inconsce di quello che c’era dietro, vennero isolate, immerse nel sudiciume, ingozzate di droghe psichedeliche e tenute ‘sveglie’ per tre giorni interi. La sicurezza per il concerto era stata affidata ad un hippie addestrato nella distribuzione in massa di LSD (oggi ci sono altri tipi di droghe pesanti di moda come mdma, ketamina, crac, speed). Ancora una volta, l’iniziativa sarebbe partita dalle reti dei Servizi segreti Atlantici (anticomunisti). Woodstock fu una trovata di Artie Kornfeld, il direttore della Contemporary Projects Division, una sezione della Capitol Record. Il finanziamento originale proveniva da uno degli eredi di una grande compagnia farmaceutica con sede in Pennsylvania, un certo John Roberts, e da altri due partners. La droga psichedelica LSD era stata sintetizzata per la prima volta da un’altra prestigiosa casa farmaceutica situata in Svizzera: i Laboratori Sandoz. Così iniziarono anche le infiltrazioni nei movimenti rivoluzionari con lo scopo di egemonizzarli e strumentalizzarli, per attribuirgli la colpa di atti estremi (stragi di stato organizzati dai servizi segreti) e quindi diminuire il consenso verso le organizzazioni di lotta Anarchiche e comuniste.

<B>Morto a 102 anni Albert Hofmann<br>scoprì Lsd e ne descrisse gli effetti</B>

Ma non è finita qua: Il Manuale da Campo 30-31 dell’esercito Usa redatto il 18/3/1970 dal gen. Westmoreland, sviluppa i concetti dell’op. CHAOS, così come le appendici FM 30-31 A e FM 30-31 B, dove si trovano descritte le operazioni False flag: “Possono esserci momenti in cui governi ospiti mostrano passività o indecisione di fronte alla sovversione comunista, e, secondo l’interpretazione dei servizi segreti Nato, non reagiscono con sufficiente efficacia (…). I servizi segreti dell’esercito Nato ( Patto Atlantico anticomunista) devono avere i mezzi per lanciare operazioni speciali che convincano i governi ospiti e l’opinione pubblica della realtà del pericolo insurrezionale. Allo scopo di raggiungere questo obiettivo, i servizi devono formare gruppi d’azione speciale tra gli elementi più radicali (…). Nel caso in cui non sia possibile infiltrare i ribelli, può essere utile strumentalizzarli per i propri fini organizzativi. Per raggiungere gli scopi descritti sopra, è utile diffondere droghe pesanti, allo scopo di annientare e manipolare le menti della massa eterogenea. Queste operazioni speciali devono rimanere rigorosamente segrete. Solamente le persone che agiscono contro l’insurrezione rivoluzionaria conosceranno il coinvolgimento dell’esercito Nato negli affari di un paese alleato”. Il 1967 segnò una significante intensificazione nell’aperta guerra culturale contro la gioventù americana. Quell’anno vide l’inizio dei concerti di massa dal vivo. Nei due anni successivi, oltre quattro milioni di giovani si recarono a quasi una dozzina di questi festival, divenendo vittime inconsapevoli del progetto Caos – Mk ultra, dalla quale poi è stata realizzata l’operazione denominata Blue Moon su larga scala, per la sperimentazione di sostanze stupefacenti. Negli anni ‘90 invece ci fu la moda e quindi la diffusione delle ‘droghe da discoteca’ (associazione di sostanze psicoattive, stimolanti e allucinogene come ecstasy, anfetamina, Ketamina) e l’allargamento del mercato della cocaina e il suo uso elitario, fino ad arrivare al consumo diffuso del crack per i poveri. Droghe allucinogene sintetiche che distruggono la mente come il PCP, l’STP e l’LSD (già pubblicizzata dai Beatles), vennero liberamente distribuite durante questi concerti. Questi milioni di partecipanti sarebbero poi tornati nei loro paesi e città per divenire i messaggeri e i promotori della nuova cultura della droga. Una canzone intitolata San Francisco, che aveva venduto qualcosa come 5 milioni di dischi, invitava la gioventù americana a recarsi a San Francisco, «with flowers in their hair» («con i fiori tra i capelli»). Esso divenne il grido di guerra di decine di migliaia di giovani che invasero San Francisco nell’estate del 1968 per unirsi al neonato movimento borghese «hippie». Alcuni di questi giovani divennero facili prede per lo psicopatico Charles Manson….

Dopo i mega concerti all’aperto, negli anni ’70 si diffusero velocemente anche in Italia le discoteche, dove la mafia si conquistò il nuovo business del divertimento di massa, che gestirà fino ai giorni d’oggi: nel gennaio 2014 ad esempio, ci sono stati 10 arresti, eseguiti nei confronti di appartenenti alla cosca Barbaro-Papalia operante nell’hinterland milanese. Il gruppo criminale, originario della Locride, forniva protezione ad alcuni locali della movida milanese attraverso una “sorta di estorsione-tangente” dal cui pagamento gli imprenditori hanno tratto anche “un cospicuo vantaggio”. Tra i “servizi” forniti quello del recupero crediti e dello spaccio. “Sono gli imprenditori a cercare i clan, non più viceversa”.

I rave party invece, nascono come alternativa alla discoteca (cultura di massa), ma il contesto sociale rimane sempre uguale: mediocre, eterogeneo e facilmente omologabile….

Sono sempre raduni di massa, organizzati spesso dai soliti borghesi ambiziosi (teorici), dove si ingrassa perfino lo sbirro infiltrato e la mafia…

La musica tekno, creata dai computer, privata dei testi, serve a egemonizzare le menti da manipolare dall’alto. In questo contesto non riesci a contraddistinguerti dalla massa mediocre, e quindi diventi un burattino in mano a menti ciniche e spietate…

Roberto Cavallaro il 7gennaio 2010 al processo per la strage di Brescia, riferì agli organi inquirenti che, nel 1972, mentre si trovava in addestramento in Francia, apprese dell’esistenza di una operazione segreta della CIA in Italia, denominata Blue Moon, con l’obiettivo della diffusione delle droghe pesanti a base di oppiacei tra i giovani delle principali città italiane e per sviluppare disgregazione sociale, con l’obiettivo di diffondere il consumo di droga negli ambienti sociali vicini all’area della contestazione studentesca. L’operazione Blue Moon “era condotta in Italia dai servizi Nato (patto atlantico anticomunista), utilizzando uomini e strutture che facevano capo alle rappresentanze ufficiali di quei paesi in Italia.”

Ma chi era Roberto Cavallaro?

Cavallaro dopo aver vissuto l’esperienza del ‘68 francese, per un qualche periodo era stato attivista sindacale, prima nella CISL (cattolici fascisti) e poi nella CISNAL. Nel 1972, per un breve periodo collaborò con l’MSI, per passare poi a posizioni più radicali, fondando (con altri) un’organizzazione di picchiatori della “Milano bene”, che aveva un certo seguito soprattutto all’università Cattolica, il Gruppo Alfa. Cavallaro fu arrestato nel 1973, per aver partecipato a quello che lui chiamava colpo dello stato, agli ordini di un “organizzazione” che tirava le fila della Rosa dei venti e di tanti altri gruppi eversivi di ogni colore, utilizzati prima di tutto come leve di provocazione (il disordine crea la necessità di riportare ordine). L'”organizzazione” Rosa dei venti era organizzata dal ‘Supersid’ e sarebbe nata contestualmente all’aborto del colpo di stato chiamato Piano Solo (fatto solo dai carabinieri nel 1964), ed avrebbe avuto una sorta di battesimo del fuoco nella controguerriglia in Alto Adige…..

Perché come diceva un vecchio brigatista, Alberto Franceschini: a 20 anni è facile cadere nelle trappole perché conosci solo metà della mela ….

Meditate mediocri meditate …..

Contro la schiavitù delle droghe pesanti e i loro ideatori: mafia, servizi segreti, fascisti, ps e cc…

 

La ragione non è la virtù delle maggioranze,

ma dell’intelligenza sviluppata attraverso l’uso della libertà

R. Mella

 

Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)

Il 7 settembre i mass media annunciano che Forza Nuova il 28 ottobre organizzerà ‘La marcia su Roma contro lo ius soli e l’immigrazione. “Una manifestazione patriottica, non filo-fascista o nostalgica”, dice quella merda esaltata di Roberto Fiore, leader di Fn, movimento di estrema destra. “Vogliamo sfilare nel centro di Roma, il ministero degli Interni sbaglierebbe a vietarla, a rispondere a un movimento di popolo, a una rivoluzione in atto, la marcia non è contro il ministro dell’Interno Minniti. Una data simbolica: 95 anni fa ci fu la marcia su Roma che portò al governo Mussolini. Ora Forza Nuova ci riprova. La marcia vìola la Costituzione antifascista…

A proposito di ambiguità: la marcia su Roma, chiamata dai fasci rivoluzione, fu una manifestazione armata organizzata dal Partito Nazionale Fascista (PNF), guidato da Benito Mussolini. Il 28/10/1922, 25.000 camicie nere si diressero sulla capitale. La manifestazione eversiva si concluse con successo quando, il 30 ottobre, il re Vittorio Emanuele III decise di incaricare Mussolini di formare un nuovo governo.

Ma chi sono quelle merde di Forza nuova?

Forza Nuova è stata fondata nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello, capi e teorici del nazifascismo. Dal 2008 è presente con proprie sedi in tutte le regioni d’Italia. Nel periodo 2003-2006 ha collaborato col cartello di Alternativa Sociale guidato da Alessandra Mussolini, stringendo collaborazioni anche con la Casa delle Libertà. Forza Nuova si formò inizialmente all’interno della Fiamma Tricolore come un suo movimento di base, per poi iniziare l’iter che lo ha portato ad essere partito….

Roberto Fiore fu uno dei fondatori di Terza Posizione; venne condannato dalla magistratura italiana per il reato di associazione sovversiva e banda armata nel 1985. Cofondatore del movimento fu il cantautore Massimo Morsello, il quale sempre nel 1985 fu ritenuto membro dei NAR e venne anch’egli condannato per i medesimi reati. Nel 1986 grazie all’amicizia con Nick Griffin, Fiore e Morsello riescono a fondare l’agenzia Meeting Point, collegata con l’italiana Easy London (presente con 15 filiali in Italia) che conta circa 1300 appartamenti in Inghilterra, tra cui una catena di ristoranti, negozi con merce rigorosamente made in Italy, una casa discografica, un’agenzia che organizza concerti e alcune scuole di lingua (organizzate militarmente, proprio come la scuola Hyperion fondata da Duccio Berio)…. Tra il Novembre 2012 e il Novembre 2013 i frequentatori del circolo di Forza Nuova in via Lidia a Roma si sono resi responsabili di 50 o più aggressioni razziste, a danno di cittadini bengalesi, scelti come vittime, perché ritenuti dagli aggressori immigrati inermi e restii a denunce. Forza Nuova nasce come Club di ultras croati. Successivamente, un ex giardiniere del Pentagono e imbianchino della Casa Bianca, Roberto Fiore fonda il gruppo di estrema destra anche in Italia nel 1992.

Roberto Fiore e Massimo Morsello sono stati condannati per appartenenza ai Nuclei Armati Rivoluzionari (Nar) ma per 20 anni si sono nascosti a Londra per sfuggire alla giustizia italiana, secondo il Guardian, sono agenti del servizio segreto Mi6, l’equivalente britannico della Cia. I due sono stati condannati nel 1985 per associazione sovversiva alla fine del processo per l’attentato alla stazione di Bologna (1980) in cui persero la vita 85 persone. Secondo il Guardian, Fiore e Morsello arrivarono in Gran Bretagna dal Libano, dove erano stati reclutati nei primi anni ’80 dal Mi6. I britannici in quei momenti di guerra civile avevano disperato bisogno di informatori nelle file dei gruppi terroristici (per manovrarli) mediorientali dove agivano estremisti europei di varie tendenze. Le richieste di estradizione da parte italiana per Fiore e Morsello non furono mai esaudite né da Margaret Thacher, che pure aveva promesso una lotta senza quartiere al terrorismo, né dal suo successore John Major. I teorici del nazifascismo Fiore e Morsello, dopo i primi periodi a Londra si sono legati con un gruppo di giovani intellettuali del Fronte nazionale (Nf) britannico, e hanno dato vita a Terza posizione Internazionale nella quale Fiore è ancora coinvolto. Recentemente Fiore ha rivelato di aver riavuto il suo passaporto dal ministero degli Esteri britannico. I due neofascisti rappresentano uno dei tanti punti oscuri che hanno circondato le indagini per il processo della strage di Bologna. Il processo, ricordiamo, è terminato con la condanna all’ergastolo dei galoppini: Valerio Fioravanti e Francesca Mambro.

Ma andiamo più sullo specifico: Il 26/8/1980 la Procura della Repubblica di Bologna arresta 28 militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari. Si tratta di: Roberto Fiore e Massimo Morsello (futuri fondatori di Forza Nuova), Gabriele Adinolfi, Francesca Mambro, Elio Giallombardo, Amedeo De Francisci, Massimiliano Fachini, Roberto Rinani, Giuseppe Valerio Fioravanti, Claudio Mutti, Mario Corsi, Paolo Pizzonia, Ulderico Sica, Francesco Bianco, Alessandro Pucci, Marcello Iannilli, Paolo Signorelli, PierLuigi Scarano, Francesco Furlotti, Aldo Semerari, Guido Zappavigna, GianLuigi Napoli, Fabio De Felice, Maurizio Neri. Interrogati nelle città di Ferrara, Roma, Padova e Parma, tutti saranno scarcerati nel 1981. La sentenza definitiva della Corte di Cassazione arrivò il 23/11/1995 e vennero condannati all’ergastolo, quali esecutori dell’attentato, i neofascisti dei NAR Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. L’ex capo della P2 Licio Gelli, l’ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte vennero condannati per il depistaggio delle indagini. Il 9 giugno 2000 la Corte d’Assise di Bologna emise nuove condanne per depistaggio: 9 anni di reclusione per Massimo Carminati, estremista di destra, e 4 anni e mezzo per Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del SISMI di Firenze, e Ivano Bongiovanni, delinquente comune legato alla destra extraparlamentare. In un’altra sentenza, pronunciata nel 2004, vennero descritti fatti e documenti che provavano come nell’ambiente del terrorismo di destra si conoscesse già prima del 2 agosto il progetto dell’attentato. Ultimo imputato per la strage è Luigi Ciavardini, con condanna a 30 anni confermata nel 2007. Ma non è finita qua: il 27/6/1980, 35 giorni prima della strage della stazione, sempre dal capoluogo emiliano era partito l’aereo DC9 Itavia per Palermo, misteriosamente abbattuto al largo di Ustica provocando la morte di 81 persone. Nonostante le versioni ufficiali abbiano mantenuto separati i due episodi, esiste tuttavia, secondo alcuni, la possibilità che servizi segreti come CIA e Mossad abbiano meccanizzato l’episodio di Bologna al fine di mettere sotto pressione il governo italiano e il suo filoarabismo ben espresso dal “lodo Moro”, in quanto considerato controproducente agli interessi atlantici. Da qui la protezione del colonnello Gheddafi nell’attacco subìto nei cieli di Ustica il 27 giugno di quella stessa estate….

I mass media hanno annunciato che Roberto Fiore, dal 1° settembre è alla ricerca ufficiale di tre precise tipologie di cittadini disposte a partecipare a “passeggiate (ronde) della sicurezza da svolgersi in tutte le città italiane. Tassisti, tifosi di calcio e pugili cercasi per ronde in tutte le città italiane. Insomma cercano picchiatori senza cervello (bassa manovalanza della politica) per fare i lavori sporchi …..

Ma andiamo ad analizzare quando nascono i gruppi extraparlamentari di estrema destra e i loro intrighi per detenere il potere politico economico, militare

Il partito da cui hanno origine tutti i gruppi extraparlamentari di destra attivi negli anni ‘70 è il Movimento Sociale Italiano (MSI), da cui si distaccano Fronte Universitario d’Azione, Centro Studi Ordine Nuovo e Fronte Nazionale. Fondato a Roma nel 1950 da giovani universitari aderenti alle sezioni giovanili del MSI, il Fronte Universitario d’Azione Nazionale (FUAN) è un movimento politico studentesco; spesso in contrasto con la linea ufficiale di partito, agli inizi degli anni ‘70 se ne allontana, assumendo posizioni più radicali ed extraparlamentari. È questo il caso della sezione romana (detta FUAN Caravella), il cui presidente, Giulio Caradonna, nella “battaglia di Valle Giulia” del 1968, guida l’assalto alla facoltà di lettere occupata. Nel 1956, l’elezione a segretario del MSI di Arturo Michelini, sostenitore di una politica orientata verso alleanze col Partito Nazionale Monarchico e la Democrazia Cristiana, è la causa scatenante del distacco dal partito della frazione più radicale, guidata da Pino Rauti. Nasce così il Centro Studi Ordine Nuovo, movimento culturale di estrema destra. Col cambio di vertice del MSI, che nel 1969 elegge segretario Giorgio Almirante, Rauti scioglie il Centro studi per rientrare nel partito, creando così un’ulteriore scissione.

Rauti sotto la guida di Clemente Graziani fonda il Movimento Politico Ordine Nuovo, che sarà spesso collegato alle organizzazioni armate di destra e verrà sospettato di aver avuto un ruolo negli avvenimenti della “strategia della tensione”. Nel 1973, infatti, 30 dei suoi dirigenti vengono condannati per ricostituzione del Partito Nazionale Fascista e viene decretato lo scioglimento dell’organizzazione….

Molti dei suoi membri, inoltre, anni più tardi verranno indagati per terrorismo, primo fra tutti Pierluigi Concutelli, condannato nel 1976 per l’omicidio del giudice Vittorio Occorsio. Sempre dal Centro Studi Ordine Nuovo si distacca, nel 1960, anche Avanguardia Nazionale, organizzazione politica nazional-rivoluzionaria di estrema destra fondata da Stefano delle Chiaie, che riunisce gli aderenti insoddisfatti della politica di Rauti. Il movimento sarà sciolto nel 1965, ma nel ‘70, in concomitanza col rientro parziale di Ordine Nuovo nel MSI, verrà ricostituito, soprattutto a seguito della partecipazione in blocco degli ex membri alle rivolte studentesche sessantottine. Avanguardia Nazionale teorizzava ipotesi golpistiche e negli anni ‘90 viene infatti indagato per la Strage di Gioia Tauro, per la quale tutti gli accusati sono stati scagionati (impuniti). Ultimo a distaccarsi dal MSI, nel 1968, è l’ex comandante della X Flottiglia Mas, militante della Repubblica di Salò, Junio Valerio Borghese, che fonda il movimento Fronte Nazionale. È sotto questa sigla che il “principe nero” organizza, la notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970, un colpo di stato (noto appunto come Golpe Borghese). Il (tentato) golpe prevedeva l’occupazione del Ministero dell’Interno, del Ministero della Difesa, delle sedi RAI e dei mezzi di telecomunicazione (radio e telefoni), la deportazione degli oppositori presenti nel Parlamento, il rapimento del capo dello stato Giuseppe Saragat

Ma chi era Aldo Semerari?

Nasce in Puglia nel 1923. Negli anni ‘70, parallelamente alla sua attività medico-forense, ricoprì un ruolo di cerniera tra formazioni dell’eversione di destra, degli ambienti della criminalità organizzata e di frange estremiste degli apparati di sicurezza, con l’obiettivo di far compiere atti di violenza, strumentali all’eversione e alla destabilizzazione dell’ordine democratico (strategia della tensione). Professore ordinario di medicina criminologica all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Semerari era solito dormire su un letto in metallo nero, sormontato da una bandiera con la svastica e protetto dai suoi dobermann, cui impartiva solo ordini in tedesco. Fin dai primi anni ‘50 fu un convintissimo militante della corrente stalinista del Partito Comunista Italiano prima di convertirsi d’improvviso, a partire dai primi anni ‘60, alla destra post-fascista, suggestionato dall’universo dei movimenti politici extraparlamentari come il Movimento Rivoluzionario Popolare, Ordine nuovo e Costruiamo l’azione, l’organizzazione d’ispirazione neofascista nata da un’idea dell’ideologo Paolo Signorelli e di cui Semerari diviene uno dei principali artefici. Semerari era un collaboratore del Sismi, il servizio segreto d’informazione militare, infatti Semerari (sopranominato il Professore nero), grazie alle raccomandazioni del Gran maestro Gamberini, si iscrisse poi alla Loggia P2 (loggia massonica segreta formata da alti gradi militari delle forze armate). Nel 1978, organizzò anche una serie di riunioni politiche nella villa del professor Fabio De Felice a Poggio Catino, con alcuni componenti della banda della Magliana a cui Semerari illustrò la sua strategia eversiva basata sulla collaborazione fattiva tra estremismo di destra e malavita comune: bombe e attentati ad obbiettivi precisi in cambio di perizie e consulenze tecniche al fine di ammorbidire le sentenze in caso di arresti e detenzioni. Semerari, grazie alle sue conoscenze altolocate, custodiva molte informazioni legate agli anni di piombo e della strategia della tensione, segreti che, se rivelati, avrebbero avuto effetti quantomeno devastanti per la repubblica democristiana cattosinistroide….

Il 1 aprile 1982, Aldo Semerari lo trovarono morto su una Fiat 128, parcheggiata proprio di fronte all’abitazione del camorrista Vincenzo Casillo, «braccio destro» del boss Raffaele Cutolo.

Ucciso dalla camorra per il suo doppio gioco e per le alleanze coi servizi segreti…

Dalla sua parte, per il suo ricettario, passarono un po’ tutti. Da Luciano Liggio alle agguerrite batterie della Banda della Magliana di Nicolino Selis, Franco Giuseppucci “il Fornaretto”, Marcello Colafigli. Da Alessandro D’Ortenzi “zanzarone”, al clan dei Marsigliesi fino al boia di Albenga, Luciano Luberti. Fior di mafiosi al suo cospetto diventavano agnelli. Lui studiava e poi sentenziava: matto. Per un insano di mente non c’è posto in galera. Bussarono al suo studio romano camorristi e mafiosi pagandolo profumatamente per i suoi servizi. C’erano anche i “neri” come Paolo Signorelli o Fabio De Felice teorici, come il professore, di una comune prospettiva rivoluzionaria per camicie nere e bolscevichi. Passò per le sue mani anche un giovane Pier Paolo Pasolini e Semerari fu utile a bollarlo (discriminarlo) come un omosessuale. Precedente necessario per la messinscena dell’Idroscalo. Aldo Semerari ha ricoperto lo stesso ruolo che ebbe Corrado Simioni e Giovanni Senzani coi gruppi extraparlamentari di estrema sinistra. Teniamo presente che Senzani era un Criminologo e docente e fu consulente del ministero di Grazia e Giustizia (ecco l’ambiguità) ed ebbe incarichi universitari a Firenze e Siena dove fece proselitismo…..

La vita di Aldo Semerari, le vicende legate alla sua scomparsa e il processo per il suo omicidio sono stati approfonditi da Corrado De Rosa nel libro “La mente nera“.

la mente nera recensione

Il 28/10/2015 Duccio Berio viene ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta. L’uomo fondatore della scuola Hyperion ha detto che il suo gruppo si dedicava alla vita comunitaria e si teneva ben lontano da quelli che avevano scelto la lotta armata. Non c’entra niente col caso Moro e tutto il resto, non aveva neanche sedi a Roma (Hyperion: scuole fondate a Roma nel 1978) via Nicotera e viale Angelico, lui personalmente non ha mai conosciuto Tony Negri, né Franco Piperno. Scalzone sì. “Mio padre del Mossad come dice Alberto Franceschini? Se lo è inventato, era piuttosto un massone: 33° grado” (P2). La scuola di lingue Hyperion è stata fondata a Parigi nel 1976 da Duccio Berio, Vanni Mulinaris e Corrado Simioni. Berio davanti alla commissione si è dimostrato molto disponibile a rispondere alle domande e ha voluto apparire come un uomo lontano dalla politica e dalla militanza, impegnato nella attività ricreative del suo gruppo, che si finanziava facendo pulizie nelle case e alla sua professione di rappresentante nell’industria della gomma. Eppure l’audizione è stata più importante di quanto lasciano apparire le spiegazioni minimaliste di Berio: ad esempio, è interessante un suo lontano ricordo, quando venne avvicinato da un agente del Sid (“un certo Ballini”) che gli propose, già nel 1972, di fare l’infiltrato (per manovrarle) all’interno delle Br che andavano organizzandosi….

Ma quando la commissione chiese a Duccio Berio se conosceva Giovanni Senzani lui rispose: “Giovanni Senzani? Mi pare fosse un estremista di destra”. Il senatore Gotor ha chiesto assicurazioni sulla verbalizzazione di quelle parole….

senzani

Durante gli anni ‘70 molti teorici borghesi dell’estrema sinistra italiana, trovarono rifugio in Francia, ricevendo il riconoscimento di rifugiati politici. Il riconoscimento di questo status da parte delle autorità francesi, di fatto, li sottraeva dalle indagini e bloccava ogni richiesta di estradizione. Secondo le dichiarazioni del brigatista Alberto Franceschini nella sua audizione in Commissione, i tre fondatori di Hyperion erano in contraddizione con l’impostazione dei leader storici delle Brigate Rosse, in quanto il gruppo della scuola parigina (soprannominato “Superclan”, ovvero “superclandestino”) è apparso subito molto ambiguo e si divisero (dopo l’attentato in Grecia del 2/9/1970 organizzato dal Superclan, dove morì la zia di Carlo Giuliani. Carlo Giuliani Ricordiamo è stato ucciso da uno sbirro che gli ha sparato una pallottola in testa, durante le cariche repressive del G8 di Genova nel 2001. I vertici di Hyperion avrebbero mantenuto un legame speciale, invece, con Moretti che faceva parte anche lui del Superclan. Questo legame si sarebbe rafforzato nel 1974, dopo la cattura dei capi brigatisti Curcio e Franceschini, a seguito della quale Moretti rimase l’unico tra i capi storici brigatisti in libertà.

Hyperion in realtà era un punto d’incontro tra i servizi segreti di Yalta (guerra fredda), necessario nella logica di conservazione degli equilibri derivanti dagli accordi di Yalta. All’interno dei servizi segreti di Yalta, facevano parte però anche gli Stati Uniti (Franklin Delano Roosevelt) e il Regno Unito (Winston Churchill) che facevano parte anche della Nato anticomunista (ecco l’enigma)…. Proprio la politica di apertura al PCI attuata da Moro, poteva considerarsi una minaccia per gli equilibri del patto Atlantico anticomunista…..

Il Superclan (super-clandestini) fu un’organizzazione terroristica clandestina costituitasi ad opera di Corrado Simioni e dai nuclei di Sinistra Proletaria (progenitrice delle Br) tra il 1970 e il ‘71. La rottura tra Simioni e Sinistra Proletaria avrebbe dato vita a due fazioni: alle Brigate Rosse (ad opera di Renato Curcio, Mara Cagol ed Alberto Franceschini) e dall’altra parte invece il Superclan da parte di Corrado Simioni, Vanni Mulinaris, Duccio Berio ed altri. Gli stessi componenti del Superclan sarebbero tra i nuclei direttivi ed operativi della scuola di lingue Hyperion di Parigi che in realtà era un centro di coordinamento e di influenza di gruppi rivoluzionari di sinistra europei e medio-orientali infiltrati (per essere manovrati) dai servizi segreti occidentali….

La storia è dura e cruda e non dà spazio alla filosofia, ma bisogna avere il coraggio di affrontarla, per evitare che i giovani di oggi che credono ancora nella lotta di classe e nell’eliminazione delle ingiustizie sociali, non cadano nel solito tranello geopolitico militare pianificato dai servizi segreti, attraverso le infiltrazioni nei gruppi extraparlamentari, per evitargli di affrontare le tante contraddizioni avvenute anche negli anni ‘70 durante la lotta di classe…

 

 

Tutti i governi, sedicenti lavoratori, promisero di smantellare le fortezze erette dalla tirannia per tenere in soggezione il popolo; ma, una volta insediati, lungi dallo smantellarle, le fortificarono, per continuare a servirsene contro il popolo.

C. Cafiero

 

Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)

 

I prezzi dei biglietti ferrotranviari, senza soffermarci sulla qualità del servizio, sono troppo alti, in un Paese col 10% di disoccupati e sempre più famiglie sotto la soglia della povertà. Eppure per cercare lavoro ci si deve spostare, a volte non basta la bici. Può capitare che non si abbia nemmeno i soldi del biglietto, e qui lesto, interviene il controllore, l’essere senza cuore e con poco cervello, il cui scopo è di scovare il furfante e, senza sentir ragioni, multarlo salatamente o interrompere prepotentemente il suo viaggio.

Non è certo così che saneranno i debiti accumulati in decenni di appalti truccati nel settore dei trasporti pubblici…

Il 24 luglio c’è stato uno sciopero di quattro ore (dalle 9 alle 13) dei dipendenti Trenord per chiedere più sicurezza sui treni e nelle stazioni. Tutto dopo il presunto accoltellamento alla mano di un controllore avvenuto il 19 luglio, che ha dato il via (logica militare) al business del terrorismo psicologico, quindi alla prassi che prevede più sicurezza: tornelli nelle stazioni, telecamere a bordo treno e presenza di militari, queste sono state le richieste proposte dai sindacati (corrotti e venduti), durante il tavolo organizzato anche dagli apparati militari (magna magna) in prefettura. I sindacati rappresentanti delle forze del disordine erano: Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Faisa Cisal, Fast e Orsa. Alla riunione erano presenti anche il presidente della Regione, Roberto Maroni, e la presidente di Trenord, Cinzia Farise’

 

A proposito di fascismo e ignoranza    

Il 27 di luglio invece, i mass media hanno pubblicato l’articolo dove il procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro dichiara che il capotreno che mercoledì 19 luglio aveva denunciato di essere stato accoltellato da un uomo di colore sul Regionale Trenord delle 7 da Piacenza a Milano Greco Pirelli, si era inventato tutto. L’uomo è stato accusato di calunnia e simulazione di reato. Il capotreno si sarebbe giustificato spiegando di aver indicato come suo aggressore un ghanese di 25 anni col quale aveva avuto un alterco il giorno prima. Per questo, ha simulato l’aggressione dando la colpa all’africano, ma la procura sta cercando riscontri a questo alterco che potrebbe non essere mai accaduto. Lo psicopatico fascista Davide Feltri, il 45enne controllore ha ammesso durante l’interrogatorio di essersi accoltellato da solo

Risultati immagini per Davide Feltri il 45enne controllore

Ad aumentare le disuguaglianze e a creare la guerra tra poveri contro altri poveri, a Bolzano il 1 agosto, si è messa anche la Caritas, sostituendo tutti i cassonetti per gli indumenti usati, con nuovi contenitori. I nuovi cassonetti, sono dotati di un dispositivo che rende impossibile rubare i vestiti. In questo modo la Caritas, che specula anche sui vestiti usati dati per i poveri (i quali, per il potere cattolico, da secoli sono sempre stati utenti, su cui speculare, nascondendo tutto dietro la pietà cattolica, fino ad ingrassarsi talmente tanto da dover costituire la banca mondiale del Vaticano, lo Ior (vedi: Crac Ambrosiano)…. Invece di vergognarsi, esibiscono la loro arroganza investendo sui cassonetti, prendendosela con la povera gente che non può più comprarsi nemmeno i vestiti, infatti non è la prima volta che qualche zingarella muore ghigliottinata da questi cassonetti killer ….

Il paradosso e l’ipocrisia borghese cattofascista non vorrebbe che la povera gente si organizzi e riesca sempre a “strolicare” qualcosa per sopravvivere senza fermarsi mai, viaggiando su treni obsoleti, dove i dirigenti massoni non investono più, i fondi pubblici sono stati dirottati verso i treni superlussuosi e supercostosi della Tav, devastando inutilmente intere valli e pianure. Si viaggia senza soldi, scontrandoci spesso con la repressione violenta e fascista dei controllori (ancora prima del 19 luglio scorso, c’erano sui vagoni, i guardiani bastardi della regione Lombardia con tanto di pistola e cartellino), pagati per rompere i coglioni a chi se la passa (economicamente) peggio di loro, in condizioni dove la filosofia non è contemplata, non è accessibile….

 

Maroni, Maroni, hai rotto i coglioni!! diceva uno slogan, già 20 anni fa!

Roberto Maroni da giovane, ha militato in un gruppo marxista-leninista di Varese e nel movimento extraparlamentare d’estrema sinistra Democrazia Proletaria…

Prima di fare carriera politica, lavorava nell’ufficio legale del Banco Ambrosiano guidato da Roberto Calvi, poi è diventato manager legale della multinazionale statunitense Avon cosmetici e consulente per la Mythos. Nel 1994/’95 diventa ministro dell’Interno nel I governo del P2 Berlusconi.

Proprio in quel periodo fu accusato di aver firmato il decreto Biondi per l’abolizione della custodia cautelare, che ha suscitato numerose polemiche perché è servita a far uscire di prigione i corrotti di Tangentopoli e a proteggere certe categorie economiche privilegiate (massomafia)….

Il decreto fu firmato da Maroni stesso, oltre che dal Ministro di grazia e giustizia Alfredo Biondi.

Il 12/8/1996 sempre Maroni il pulitino, è stato imputato a Verona come capo delle camicie verdi, insieme ad altri 44 leghisti, con le accuse di attentato contro la Costituzione e l’integrità dello stato e creazione di strutture paramilitari occulte. Ma i primi due reati sono stati ampiamente ridimensionati dalla Legge 24 febbraio 2006, n. 85 varata dal centrodestra allo scadere della legislatura. Restava in piedi solo il terzo, ma anche da questo Maroni ottiene il non luogo a procedere nel dicembre 2009, e comunque il divieto di associazioni di carattere militare previsto dal Decreto Legislativo 14 febbraio 1948, n. 43 è stato poi abrogato dal Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (art. 2268, c. 1, punto 297).

Il 7 maggio 2008 il P2 Silvio Berlusconi gli riaffida l’incarico di Ministro dell’interno. La sua proposta di prendere le impronte digitali a chi non fosse in grado di documentare la propria identità, con particolare attenzione ai bambini rom, viene definita come un atto xenofobo e razzista, che costringe i bambini a pagare la condizione di miseria sociale e culturale imposte dall’alto ….

Maroni ha avuto anche delle onorificenze massoniche (umma umma): il 3 ottobre 2008 è diventato Cavaliere dell’Ordine Piano e il 16 ottobre 2015 è diventato Cavaliere dell’Ordine di San Giorgio (Casa Imperiale d’Austria)…

Ricordiamoci che i fasci sono stati usati come paramilitari, pagati dai servizi segreti per eseguire le stragi di stato avvenute negli anni ‘60/’70 (12/12/1969 strage di PIAZZA FONTANA, 22/7/1970 strage di GIOIA TAURO, PIAZZA DELLA LOGGIA, 28/5/1974, L’ITALICUS 4/8/1974, LA STRAGE ALLA STAZIONE di Bologna 2/8/1980, ecc…), stragi gestite e organizzate dalle forze militari (Gladio: Nuclei clandestini dello stato) i quali pianificarono e attuarono in Italia il piano militare atlantico della strategia della tensione…..

Non è che vogliono ricreare lo stesso clima di terrorismo psicologico di allora, per imporci un governo conservatore, liberale, democristiano, cattofascista, centro destra, dittatura militare? Esattamente come hanno fatto negli anni ‘70 coi vari colpi di stato (Piano Solo 1964, Golpe Borghese 1970, Colpo di stato Rosa dei Venti 1973, Golpe bianco 1974) ….

Piani militari Atlantici portati avanti anche con la complicità di Yalta!! Servizi segreti italiani ed internazionali che con la complicità di strutture armate occulte e della destra estrema e golpista, formata da lobby segrete e da gruppi di dominio corrotti e centrali economiche preoccupate del cambiamento sociale (le contestazioni per i propri diritti degli operai e degli studenti, figli di operai) ….

Ricordiamoci innanzitutto che cosa era la Strategia della tensione (terrorismo psicologico)!!

La strategia della tensione fu programmata al convegno organizzato dal 3 al 5 maggio 1965 all’Istituto di studi militari Alberto Pollio a Roma all’hotel Parco dei Principi. Al convegno si riunirono personaggi ambigui come Ivan Matteo lombardo, ex-ministro socialdemocratico del governo nato dalle elezioni del 1948 e Ciano Accame, redattore del settimanale neofascista ‘Il borghese’ e responsabile del movimento pacciardiano (partigiani bianchi) ‘Nuova Repubblica’, assieme agli altri che famosi diverranno di lì a pochi anni. Tra questi Guido Giannettini, Stefano delle Chiaie e Mario Merlino fascista infiltrato e fondatore del circolo 22 marzo di Roma. II tema di dibattito dell’istituto ‘Pollio’ finanziato dai servizi segreti tramite il generale Viaggiani, capo del Sifar, non era per nulla rassicurante: la guerra controrivoluzionaria (nascita di Gladio e dei suoi Nuclei clandestini dello stato)….

Chi controlla il controllore? Diceva Shakespeare !!!!

 

 

La libertà che noi vogliamo,

per noi e per gli altri, non è la libertà assoluta,

astratta, metafisica, che in pratica si traduce

fatalmente in oppressione del debole;

ma è la libertà reale, la libertà possibile,

che è la comunanza cosciente degli interessi,

la solidarietà volontaria.

E. Malatesta

 

Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)

Lionetti, da Venezia a Torino: ecco chi è il nuovo capo della digos

Il 4 agosto la digos di Torino ha eseguito 7 misure di custodia cautelare: 5 arresti e 2 divieti di dimora contro gli squatter anarchici, con l’accusa che lo scorso 6 aprile dopo una accesa discussione verbale, avrebbero aggredito alcuni agenti. Quel giorno invece, a usare la violenza e le umiliazioni furono alcuni agenti del commissariato Dora Vanchiglia, i quali con la sopraffazione della violenza e le umiliazioni, cercano di sottomettere gli abitanti del quartiere. Una repressione cinica che risale ancora al periodo di Sole e Baleno (uccisi dalla repressione fascista dello stato), la stessa violenza repressiva portata avanti già allora da quel mafioso, esoso del Pm Rinaudo. Ma per capire meglio chi è Rinaudo vi consigliamo di andare a vedere l’inchiesta pubblicata sul sito del movimento No Tav che mette in luce il fitto intreccio (da sempre denunciato dagli stessi No Tav) che lega Rinaudo alle mafie imprenditoriali assetate dei profitti per la costruzione dell’alta velocità in Val Susa e, più in generale, a tutto il “sistema grandi-opere” che in Italia conta una serie di tanto famosi quanto infelici esempi. http://www.notav.info/senza-categoria/strane-amicizie-del-pm-rinaudo/…..

Il giorno prima degli arresti degli squatter anarchici di Torino, c’è stato l’arresto a Firenze di altri 8 squatter (Gli squatter sono giovani molto spesso laureati che subiscono il risultato della nuova riforma del lavoro ‘no future’ e che occupano case vecchie e abbandonate per abitarle, si ribella al sistema che li vuole ignoranti e mansueti), incolpati di aver lanciato una bomba carta contro la caserma fascista dei carabinieri di Rovezzano (Firenze) a capodanno dove si ferì lievemente anche uno sbirro. Cinque sono i fermati per l’episodio dell’1 gennaio in cui una bomba carta scoppiò anche alla libreria di casapound ‘Il Bargello’……

Ma qui in Italia siamo mediocri e bigotti, nella Storia anche traditori (i partigiani bianchi alla fine della resistenza sono andati a difendere il patto Atlantico), non ci ricordiamo mai della storia passata e recente, così rimaniamo ad osservare passivi, perché non abbiamo le capacità di analizzare gli eventi sociali e non ci preoccupiamo troppo per la ricostruzione di queste associazioni fasciste istituzionalizzate e anticostituzionali, finalizzate all’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi economici, razziali, etnici o religiosi.…

Ieri ad esempio (4 agosto) sui giornali è apparsa la notizia che il pm Piero Basilone, in accordo col responsabile del pool antiterrorismo e antieversione Alberto Nobili, ha chiesto l’archiviazione della posizione di 10 militanti di Lealtà e Azione e di CasaPound, tra cui il leader Gianluca Iannone, indagati per manifestazione fascista e manifestazione non autorizzata, avvenuta il 29 aprile al Campo X nel cimitero di Musocco (Milano) in cui sono stati fatti saluti romani da circa un migliaio di esponenti di estrema destra schierati accanto alle tombe dei caduti della Repubblica di Salò non è affiorato l’intento “di raccogliere adesioni ad un progetto di ricostruzione del disciolto partito fascista” bensì una “finalità meramente commemorativa”. Del ventennio fascista però ….

Ricordiamo agli Italiani mediocri, che l’apologia del fascismo è un reato previsto dall’art. 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale [comma primo] della Costituzione”), anche detta Legge Scelba. La legge n. 645/1952 sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

Un’altra notizia sempre del 3 agosto è quella che alla Gallerie degli Uffizi di Firenze si è celebrata anche quest’anno la ‘notte della memoria’ per ricordare la notte tra il 3 e 4 agosto del 1944 quando i ponti sull’Arno e edifici del centro medievale (torri, case, botteghe) vennero minati e rasi al suolo dalle truppe tedesche in ritirata. …..

Insomma: brutti tempi!! E gli sbirri stanno cercando un capro espiatorio da incolpare per nascondere i loro piani geopolitici perversi, come successe anche negli anni ‘70 (Piano militare della strategia della tensione, fatto di colpi di stato militari e stragi di civili) che attuarono contro le proteste di operai e studenti che manifestavano per la giustizia sociale e per far cessare le guerre coloniali. Pinelli prima di essere ucciso disse che la Strage di piazza Fontana era stata fatta dallo stato e dai suoi servizi segreti per incolpare gli anarchici ecco perché fu ucciso e buttato dalla finestra, perché allora il piano militare della strategia della tensione era Top secret…. Pinelli puntualizzò anche che un anarchico non poteva aver fatto una strage di civili, perché un anarchico non uccide gli innocenti, non spara nel mucchio come propone la cultura e la logica militare, quelle sono tattiche militari. “Anarchia non vuol dire bombe, ma eguaglianza nella libertà”. Ma torniamo indietro nel tempo: Pinelli dopo la strage di piazza Fontana, viene arrestato insieme ad altri. Pinelli rimase sequestrato dalle forze del disordine per tre giorni, più di 48 ore, un fermo illegale in quanto non convalidato dal magistrato…..

In questura il compagno Pinelli viene umiliato e torturato per tre giorni dagli sbirri (la stessa violenza che ancora oggi usano); per 3 giorni il P2 Antonino Allegra capo dell’ufficio politico della Questura di Milano (digos) interroga Pinelli insieme al suo leccaculo commissario Luigi Calabresi e i suoi scagnozzi (soldatini con il cervello atrofizzato perché abituati solo ad obbedire), quattro sottufficiali della polizia in forza all’Ufficio Politico, gli agenti Vito Panessa, Giuseppe Caracuta, Carlo Mainardi, Pietro Mucilli, ed un ufficiale dei carabinieri (in realtà era un agente del Sisdi), tenente Savino Lograno. Giuseppe Pinelli dopo 3 giorni di torture precipitò dal quarto piano della questura di Milano pochi minuti dopo la mezzanotte del 15 dicembre 1969. Il questore Marcello Guida dichiarò ai mass media che la morte di Pinelli fu un suicidio. La pietra tombale sulla morte di Pinelli fu posta nell’ottobre 1975 da quel venduto e ipocrita del giudice istruttore Gerardo D’Ambrosio, con la sua famosa sentenza di proscioglimento, unica nella giurisprudenza italiana, dichiarò che non si trattò né di omicidio né di suicidio. Il 15 dicembre Pinelli sarebbe morto ucciso, fu gettato dalla finestra dagli sbirri e dai servizi segreti del Sismi, perché non doveva trapelare che la strage sarebbe stato l’inizio della strategia della tensione atlantica, organizzata dai servizi segreti e dai fasci, i loro soldatini i loro cani da guardia senza cervello. La strage di Piazza Fontana era l’inizio della strategia della tensione, un piano militare perverso (tanti miliardi di euro che ogni anno sprecano, ancora oggi, per fare guerre di potere economico geopolitico), con una strategia terroristica di cui i servizi segreti erano gli artefici, e i fasci gli esecutori. Ma allora i terroristi erano loro!!!! gli sbirri e i loro soldatini leccaculo, ma nel 1969 era ancora top secret (strategia della tensione, documenti desecretati negli anni ‘90 dalla commissione stragi). I giudizi e le accuse (trappole) che coinvolsero Pinelli, sono da subito ritenute in contrasto con le sentenze giudiziarie, che hanno invece affermato l’innocenza di Pinelli già alla fine degli anni ’70, attribuendo la strage al gruppo neofascista Ordine Nuovo, dove alcuni di essi soprattutto i capi soldati e collaboratori dei servizi segreti, i pentiti di ON Carlo Digilio e Maurizio Siciliano, indicarono nell’ordinovista Delfo Zorzi, con alcuni complici, il vero esecutore materiale della strage; tuttavia non furono creduti e Zorzi verrà assolto….

Flash mob a Termini

Oggi i tempi sono duri, qua si sta tornando alla sopravvivenza, il 70% delle persone è o sta andando in miseria, compresa la piccola e media borghesia, così ce li troviamo in mezzo ai coglioni, questi altezzosi spregiudicati. Sembra di essere ritornati ai tempi di mussolini, dove i poveri si facevano la guerra tra di loro, perché alla fame. Quei poveri che allora erano ancora analfabeti, non avevano nessun accesso alla cultura. Gli stessi poveri che poi votarono mussolini perché costruì le case popolari, un business che ricorda le più recenti ‘casette di berlusconi’, fatte con materiale scadente e con soldi pubblici, ma questo alla povera gente non glielo avevano detto. Stiamo tornando al periodo fascista quando comandava quello psicopatico di Mussolini che per nascondere la crisi economica incentiva le guerre di religione (come successe nel 1100), con l’eccidio degli ebrei e degli zingari. Teniamo presente che la maggior parte delle persone uccise nelle camere a gas era povera gente, l’alta borghesia avendo i soldi era scappata all’estero.

Sono brutti tempi se si pensa che ci stanno ancora rifilando la destra conservatrice al parlamento, alle elezioni comunali di giugno di quest’anno (dove si dividono il potere la destra e la sinistra), ha vinto la destra che passa da 6 a 17 capoluoghi: Frosinone, Alessandria, Asti, Como, Lodi, Monza, Verona, Genova, La Spezia, Piacenza, Pistoia, Rieti, L’Aquila, Catanzaro, Oristano, Gorizia, Mantova. Alle Elezioni amministrative italiane del 2017 Casapound ottiene una media nazionale del 2%, e in particolare entra nei consigli comunali, con un seggio, a Lucca con il 4,92% (in una lista che complessivamente ha raggiunto il 7,84%) e a Todi con il 4,81% dei consensi. Casapound, una associazione anticostituzionale, entra in politica, non è di buon auspicio, visto che è un movimento fascista extraparlamentare che come i nuclei clandestini dello stato nati nel 1966, sono stati pagati ed addestrati per destabilizzare la politica di sinistra, e a infiltrarsi nei movimenti sia anarchici che di sinistra extraparlamentare…

Ma facciamo un po di storia: Casapound si costituì nel giugno 2008 come associazione di promozione sociale (no profit). La crescita di CasaPound si instaura soprattutto in quel periodo di forte crisi economica attraversato dall’Italia. CasaPound si pubblicizza rappresentandosi come un movimento con una diversa interpretazione del fascismo volta a superare la dicotomia destra-sinistra (omologazione – infiltrazioni)… Il 26/12/2003 nel rione Esquilino di Roma i fasci di CasaPound occupano il primo centro sociale di ispirazione fascista. Un gruppo di giovani facente riferimento all’area ONC/OSA (acronimo di “Occupazioni Non Conformi e Occupazioni a Scopo Abitativo”) e provenienti dall’esperienza precedente di CasaMontag alle porte di Roma. L’edificio, un ex-palazzo governativo al nº 8 di via Napoleone III, è diventato in seguito la sede nazionale del movimento e dell’associazione CasaPound Italia. Nel 2006 CasaPound si dotò di una sua organizzazione studentesca, denominata Blocco Studentesco e inoltre decise di entrare nel partito Movimento Sociale – Fiamma Tricolore. Nel 2011 fonda anche una associazione (prendono i soldi dai comuni) di Protezione Civile nota come ‘La Salamandra’. Alle Elezioni amministrative italiane del 2015, CasaPound riesce a far eleggere per la prima volta un consigliere con una propria lista in un comune capoluogo di provincia (Bolzano). Alle successive Elezioni amministrative italiane del 2016 CasaPound aumenta i consensi a Roma, Bolzano (6,70% e tre consiglieri eletti) e Latina, avendo inoltre propri esponenti eletti come consiglieri di maggioranza in comuni capoluogo (Grosseto e Isernia). Annualmente CasaPound Italia (l’associazione anticostituzionale) organizza una festa nazionale chiamata Direzione Rivoluzione che prevede una serie di dibattiti politico-culturali con la partecipazione di politici, giornalisti e scrittori con concerti. Inizialmente si teneva a Roma, presso lo spazio occupato dal movimento chiamato Area19, successivamente è diventata itinerante svolgendosi ogni anno in una regione diversa. Una caratteristica di questo movimento, sarebbe quello di voler proporre una diversa interpretazione del fascismo volta a superare la dicotomia destra-sinistra le stesse cose che dicono quelli come il FUAN-Caravella del 1968 e il successivo movimento Terza Posizione, tra i cui fondatori vi era Gabriele Adinolfi, in seguito vicino a CasaPound. Non è che casa Pound prende il posto (feci) dei Nar? ma per approfondire l’analisi vi consigliamo di andare a rivedere una nostra analisi recente:

12/12/1969: terrorista è lo stato

Sono le false sembianze di amministratore

della cosa pubblica, di difensore della legge,

di protettore dell’ordine, lo stato non è invece

che il gendarme proposto alla sorveglianza

di istituzioni stabilite per mezzo della violenza,

sistematicamente organizzata.

S. Faure

 

Solidarietà agli squatter anarchici di Torino e di Firenze colpiti dalla repressione fascista – sbirresca ….

 

Pinelli vive e lotta insieme a noi.

Le nostre idee non cambieranno mai!

 

Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)

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