
Per capire meglio il problema geopolitico generale della massomafia in Italia, è necessario fare un saltino indietro nel tempo, tornando alle elezioni parlamentari del 4 marzo 2018, quando sono stati messi al potere parlamentare la Lega e il Movimento 5 stelle. In pratica è stato alimentato un sentimento nazionalista definito ‘sovranismo’, molto caro agli incappucciati. Puntualizziamo che nel 2019 dal 30 maggio al 2 giugno all’hotel Montreux Palace (foto sopra), nel cantone svizzero di Vaud, sul lago di Ginevra, si è svolto l’annuale incontro segreto del Gruppo Bilderberg dove, per l’Italia c’era Lilli Gruber, il figliol prodigo Matteo Renzi e Vittorio Feltri. A febbraio 2019 invece, al G7 a Davos, Giuseppe Conte, uomo vicino al vaticano, viene pizzicato dalle telecamere a chiedere aiuto alla Merkel. Quindi praticamente abbiamo il presidente del consiglio di uno stato “cattofascista” Giorgia Meloni, che chiede aiuto alla massoneria tedesca, proprio quella che sta affossando l’Italia! I capetti del M5S sapevano benissimo di andare contro gli interessi degli italiani e dello stato, ma stavano eseguendo gli ordini arrivati dall’alto. I porci politici borghesi, senza averne bisogno, si sono venduti al potere fascista della Meloni, per ricevere soldi e assicurarsi la poltroncina. Salvini aveva ricevuto ordini precisi da Trump: usare i grillini e toglierli di mezzo al momento opportuno. Naturalmente i grillini avevano ricevuto, a loro volta, ordini dalla cricca europea, dalla massoneria che gestisce la finanza internazionale.
Finora negli USA, non erano mai venuti fuori così tanti scandali di pedofilia come in questo periodo, e non può essere una banale coincidenza. Teniamo presente che il governo Trump è sempre stato consigliato da personaggi occulti e molto astuti che non vogliono certo perdere il potere politico mondiale. Ecco perchè è stato indagato tutto ad un tratto Epstein (foto sotto) e la sua cricca depravata massomafiosa.

Ma Noi, gente comune, ci domandiamo come fare per fermare il governo cattofascista anticostituzionale della Meloni, pienamente sostenuto dai poteri forti: Nato, Troika, Vaticano, corporazioni massoniche e banche. Con un simile governo, anche le cooperative sociali cattoliche di centro destra e centro sinistra, ci hanno sguazzato, facendo da tramite tra lo stato e i poteri forti, dichiarandosi ipocritamente ‘no profit’. Esse si sono formate e organizzate attraverso le raccomandazioni dei massoni (amici degli amici…). Queste cooperative sociali sono quelle che guadagnano ancora oggi e si ingrassano sul business dei fondi pubblici, dei sussidi devoluti per ogni persona – utente che finisce sotto le loro grinfie, come: lavoratori precari, disoccupati, bambini, ragazze madri, anziani, ecc., sfruttando le loro disgrazie sociali e la loro povertà, un vizio secolare, ancora oggi attuale. Queste cooperative sociali (lobby), speculano senza scrupoli anche sui migranti, sfruttandoli senza dargli mai i loro diritti, facendoli lavorare in nero, senza contributi, sottopagati e guadagnando soprattutto sugli affidi dei bambini portati via dalle loro famiglie (un vecchio vizio del clero per incentivare le case famiglia – istituti lager).

Gli orfanotrofi (foto sopra) nascono, come gli ospizi, i brefotrofi o “ruote degli esposti”, per accogliere bambini abbandonati a causa delle ingiustizie sociali provocate dalla povertà. Gli orfanatrofi nascono nel Medioevo, col primo esempio europeo documentato a Napoli nel 1343. Strutture speculative cattoliche che si diffusero ampiamente nel XVII-XVIII secolo in Europa, spesso legandosi al lavoro forzato dei minori, prima di diventare istituzioni statali nell’Ottocento o meglio, istituzioni cattoliche che prendevano per il loro business soldi pubblici. Stiamo parlando di un indotto plurimiliardario occulto, di cui ancora oggi il clero si vergogna di parlarne per la loro incoerenza e ipocrisia, ecco come si è ingrassata lo IOR, la banca mondiale del vaticano (foto sotto), soprattutto sulle disgrazie dei poveri! La Storia ci insegna che non c’è da fidarsi ne’ del clero, ma neanche dei politici, che oggi, dopo tutte le loro incoerenze fatte nei secoli, ha finito col creare un governo anticostituzionale, completamente sganciato dai cittadini, che viene eletto direttamente dai ‘poteri forti’ (massoneria cattosinistroide).

Puntualizziamo che nel 2016, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris fu il primo sindaco che ha avuto il coraggio di portare avanti le inchieste di Falcone, un magistrato italiano vittima di Cosa nostra (manovrati e pagati per la loro ignoranza dalla massoneria come braccio armato). Nella strage di Capaci morì Falcone e sua moglie il 23 maggio 1992, perché stava indagando al di sopra della mafia e dei loro accordi occulti (patto stato – mafia avvenuto tra il 1992 e ‘94). Ucciso dalla masso-mafia durante la negoziazione svolta a più riprese tra esponenti politici delle istituzioni italiane e i capi dell’associazione mafiosa e dei loro intrecci e interessi politici economici di stampo massonico e mafioso per il controllo di un territorio. Anche Antonio Ingroia (foto sotto), noto per le indagini sulla trattativa stato-mafia, nel 2013 lancia un appello per liberare l’Italia da cricche, malapolitica, caste e massomafie. La massomafia ha un ruolo centrale nella massoneria come collante della serie di rapporti di dipendenza personali all’interno della società e nelle istituzioni, soprattutto nella magistratura, delle organizzazioni mafiose, in particolare di Cosa Nostra, che nasce in Sicilia come guardie del latifondismo tra il XVIII e il XIX secolo .

Nel 2022 a Reggio Calabria ci fu il processo al Gotha (insieme degli appartenenti all’aristocrazia coi più importanti esponenti di determinati ambienti borghesi), affrontando i rapporti tra ‘ndrangheta, logge e colletti bianchi. Al centro un nuovo corso della criminalità, che agisce nell’ombra oltre i confini locali. “‘Ndrangheta, politica, massoneria, servizi segreti ‘deviati’, ormai sono un tutt’uno, bisognerebbe trovare un nuovo nome per associarle”. L’inchiesta al Gotha è stata avviata con l’unione di 4 indagini, tra cui ‘mammasantissima’, che riguarda l’esistenza di un’ampia struttura criminale “che supera l’infiltrazione, va oltre il singolo affare e diventa sistema, trasformando la ‘ndrangheta da interlocutore dell’istituzione in istituzione vera e propria”. Per il procuratore capo di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, “la ‘ndrangheta non è soltanto un’organizzazione criminale di tipo mafioso con caratteristiche e proiezioni internazionali, addirittura intercontinentali, ma è un ramificato sistema di potere”.

Sulle panche del processo alla cupola, tra le prime file, siede anche l’avvocato, ex militante neofascista ed ex parlamentare del Partito socialista democratico italiano, Paolo Romeo (foto sopra), principale imputato nel troncone massomafioso, già condannato per concorso esterno nel maxi-processo Olimpia (uno dei più importanti procedimenti giudiziari contro la ‘ndrangheta reggina) celebratosi negli anni ’90, aveva confermato l’esistenza di una struttura verticistica e di infiltrazioni mafiose nel tessuto politico-economico.

Romeo sarebbe uno degli Invisibili: vertice gerarchico che dal “sopramondo” orienta scelte e attività della ‘ndrangheta militare (braccio armato), la base visibile, il “sottomondo”. L’accusa aveva chiamato in causa Giorgio De Stefano (foto sotto), anche lui avvocato e anche lui con una condanna come concorrente esterno passata in giudicato perché era cugino di Paolo De Stefano, capo della ‘ndrangheta. I due noti penalisti rappresenterebbero l’anello di giunzione tra mafia e politica, persone che “appartengono contemporaneamente alla ‘ndrangheta e alla massoneria”. Accuse valse, il 30/7/2021 con una condanna (di cui si attende il deposito delle motivazioni) a 25 anni in primo grado per Romeo. Per De Stefano la condanna è invece arrivata nei primi due gradi del rito abbreviato, prima dell’annullamento pronunciato dalla Cassazione a marzo 2022. La procura aveva ipotizzato la nascita di una super associazione “composta dai vertici delle consorterie più potenti della città”. I fratelli De Stefano sarebbero diventati, nella definizione avanzata dai magistrati reggini, “leader di una vera e propria multinazionale del crimine”, entrando in affari anche con Stefano Bontade (foto sotto) a Palermo (come ribadito dalle dichiarazioni di Giovanni Brusca, Santapaola e Ferrara a Catania e la camorra di Raffaele Cutolo a Napoli).

La sentenza individuava nella Santa un “anello di giunzione tra ‘ndrangheta e massoneria“. Un aspetto passato al vaglio anche della Commissione antimafia della XIII legislatura, che definisce la “struttura nuova, elitaria, estranea alle tradizionali gerarchie dei locali, in grado di muoversi in maniera spregiudicata”, oltre i divieti fissati dal codice della ‘ndrangheta (che, ad esempio, sei un infame se parli o lavori con gli sbirri). Gaetano Costa, capo della locale di Messina, nel 1994 intesta a don Mommo Piromalli la nascita di questo nuovo grado disconosciuto dai vecchi boss, che “poteva essere conferito solo a 33 persone”. “Poiché Piromalli era notoriamente massone, introdusse e fece conoscere la regola secondo cui, ogni componente la società di Santa poteva entrare a far parte della massoneria”.

I collaboratori più famosi dell’antimafia sono stati Tommaso Buscetta, il “boss dei due mondi” che svelò le gerarchie di Cosa nostra, e Giovanni Brusca (mandante dei poteri forti – massoneria), responsabile della strage di Capaci, oltre a numerosi altri legati a Cosa nostra come Salvatore Contorno, Antonino Calderone, Leonardo Vitale, alla camorra ci sono stati come pentiti i Casalesi e i Giuliano, nell’ ‘ndrangheta, Filippo Barreca, Emanuele Mancuso, che hanno fornito informazioni importanti per capire il mondo corrotto della politica massomafiosa.

Il 4 dicembre 1992 venne ascoltato dalla commissione stragi Leonardo Messina (foto sopra), che affermava: “Dove c’è la ‘ndrangheta ci siamo noi, dove ci siamo noi c’è la ‘ndrangheta. Siamo una cosa unica”. Il richiamo riporterebbe alla Cosa nuova, un “organismo direttivo posto al di sopra delle cosche”, che mette in comunicazione le diverse componenti territoriali intese come un tutto unico. Non esisterebbero commissioni locali, ma solo “quella mondiale” e “quella europea”. La Cosa unica avrebbe avuto l’obiettivo di diventare “padrona di un’ala dell’Italia” aiutata “dalla massoneria” e da “formazioni politiche nuove”, tendenti all’estrema destra, perché, dice Messina, “è nella massoneria che si possono avere i contatti totali con gli imprenditori, con le istituzioni, con gli uomini che amministrano il potere”.

Gli fanno eco le deposizioni, sempre dei primi anni ‘90, di Filippo Barreca (foto sopra), che parla di un “collegamento necessario” coi palermitani per realizzare il “progetto massonico” che doveva passare, “conformemente alle regole della massoneria”, dall’accorpamento di tutti i centri di potere. Le componenti mafiose, cercarono un dialogo con la massoneria perché avevano capito (nonostante fossero ignoranti), che il potere politico ed economico gli dava la possibilità di interagire coi settori ad alta redditività e rimanere impuniti. Puntualizziamo che la massoneria ha sempre pagato e approfittato, usando la loro ignoranza per il controllo illecito del territorio (estorsioni, narcotraffico, appalti) della ‘ndrangheta (Calabria), cosa nostra (Sicilia), camorra (Campania) e sacra corona unita (Puglia). Nel 2023, la cassazione corrotta ha assolto i politici e i carabinieri accusati di reati massomafiosi, sostenendo che il fatto non costituisce reato e la cosa più atroce è che queste merde hanno pagato chi era al potere e sono rimasti impuniti!

Ricordiamoci anche di Albino Luciani, Giovanni Paolo I (foto sopra), il 263º papa della chiesa cattolica, eletto il 26/8/1978 e rimasto vivo per soli 33 giorni fino alla sua morte il 28 settembre 1978. Durante il suo mandato da papa, Albino Luciani, con grande coraggio, dichiarò ai mass media che i tanti gesuiti affascinati da massoneria, politica, sociologia e business sociale, più che a Cristo stesso, interessava il potere ottenuto dalla Banca Vaticana, un’istituzione finanziaria fondata nel 1942, che gestisce i fondi e fornisce servizi bancari esclusivamente alla chiesa cattolica, enti religiosi, clero e dipendenti vaticani. Soldi sporchi accumulati sulle speculazioni delle disgrazie della povera gente. Nei 33 giorni di pontificato Giovanni Paolo I si trovò di fronte a grandi difficoltà. Aveva intenzione di rinnovare la curia, di riformare lo Ior e di affrontare il dossier spinoso dei prelati iscritti alla massoneria.

La lista dei 121 massoni stilata dal giornalista Mino Pecorelli nel 1978 conteneva, non soltanto il nome di Paul Marcinkus (foto sopra a destra di Emanuela Orlandi), ma anche quello di Donato De Bonis, braccio destro di Marcinkus, e i gesuiti Roberto Tucci (foto sotto), direttore di radio vaticana, Virgilio Levi, vicedirettore de L’Osservatorio Romano e Giovanni Caprile, firma insigne della Civiltà cattolica. Pietro Ingrao, politico, giornalista e partigiano rosso ricorda appunto i sospetti su padre Tucci e padre Caprile, finiti anche nelle lista di prelati massoni pubblicata da Panorama nel 1978, scrivendo: “Ciò che è invece storicamente accertato, è l’impegno profuso dal gesuita Caprile e dal religioso Paolino Esposito nel promuovere incontri bilaterali coi massoni subito dopo il concilio. Dal 1960 al ’79, si svolgono ben 9 ‘conversazioni bilaterali’. Per 2 volte i massimi vertici della massoneria italiana varcano il portone della sede della Civiltà cattolica per incontrarsi con i gesuiti…”.

Ricordiamoci che ancora oggi il clero si vergogna di discutere di tutto questo, ma soprattutto, occulta il problema secolare e ancora drammaticamente attuale della pedofilia all’interno delle chiese e dei bambini violentati, abusati, traumatizzati e in molti casi fatti sparire, dai preti depravati, mai condannati perché coperti dalle alte gerarchie clericali!!
Meditate mediocri, meditate…
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27.01.2023: Mafia e politica, ‘ndrangheta e massoneria deviata: il parere di Nicola Gratteri
https://tg.la7.it/politica/mafia-e-politica-ndrangheta-e-massoneria-deviatail-parere-di-nicola-gratteri-27-01-2023-179669
Un video importante per capire il problema della droga che ancora oggi devasta i giovani e le loro famiglie:
Operazione Bluemoon: Eroina di Stato (Rai Storia)https://www.youtube.com/watch?v=lPs3XOvOvj8
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Non sono i delitti punibili dalla legge quelli a cui
bisogna imputare i peggiori mali del mondo.
Sono i torti legalizzati, i crimini che godono
di impunità, giustificati e protetti
dalle leggi e dal governo.
A. Berkman
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Solidarietà alle compagne e ai compagni anarchici ingiustamente arrestati
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Cultura dal basso contro i poteri forti
Rsp (individualità Anarchiche)