Notav giudicati al pari di chi specula su opere inutili…

No Tav nell’aula bunker

11 dicembre 2015

Scontro tra difesa e presidente della Corte

L’aula bunker nel carcere delle Vallette

E’ stata respinta l’istanza per chiedere di spostare il processo d’appello al Palagiustizia: lo aveva chiesto la difesa dei quattro No Tav accusati di terrorismo e processati nell’aula bunker del carcere delle Valette, all’apertura questa mattina dell’udienza. “Questa aula è particolare, qui vengono svolti processi per fatti di criminalità organizzata: essere qui attribuisce una sorta di stigma e pregiudizio nei confronti degli imputati” aveva spiegato l’avvocato Giuseppe Pelazza. La corte però ha rigettato la domanda.

La mafia è nello stato e nella polizia…

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Presenza della ‘ndrangheta in Piemonte…

11 dicembre 2015

Undici condanne per un totale di quasi 40 anni di carcere e 5 assoluzioni hanno chiuso a Torino un processo scaturito dall’inchiesta “San Michele” sulla presenza della ‘ndrangheta in Piemonte. Si è trattato del troncone celebrato col rito abbreviato dal gup Maria Francesca Abenavoli. La pena più elevata (sette anni e 4 mesi) è stata inflitta ad Angelo Greco, considerato personaggio di spicco della propaggine subalpina della cosca Greco di San Mauro Marchesato (Crotone).

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L’inchiesta “San Michele”, nelle sue varie articolazioni, ha preso in esame, fra l’altro, tentativi di inserimento della criminalità organizzata nei lavori per il Tav e una estorsione alla Setup Live, una delle più importanti società organizzatrici di spettacoli musicali in Italia. Ai Comuni di Rivoli, Sant’Ambrogio e Chiusa San Michele è stato riconosciuto il diritto a chiedere risarcimenti in sede civile

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Tangenti per appalti in basi aeronautica, 8 arresti

Tangenti per appalti in basi Aeronautica, 8 arresti

11 dicembre 2015

ROMA – Mazzette per l’aggiudicazione di appalti all’interno di diverse basi dell’aeronautica militare: otto le persone arrestate. Avevano organizzato un’associazione per delinquere composta da militari, dipendenti civili della Difesa e imprenditori. L’accusa ha chiesto e ottenuto dal gip Emiliano Picca provvedimenti restrittivi per i reati di turbativa d’asta, falso materiale, introduzione clandestina in luoghi militari e corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio.

Le indagini hanno consentito di ricostruire “l’alterazione di almeno 9 gare d’appalto, tutte riguardanti opere di manutenzione ordinaria o straordinaria di edifici adibiti a vari usi ed ubicati presso diverse installazioni dell’aeronautica militare” sottolinea la procura di Velletri, secondo cui le basi interessate sono quelle di Capodichino, Centocelle, Pratica di Mare, Vigna di Valle e Guidonia.

L’inchiesta, ha portato a 4 arresti in carcere e 4 ai domiciliari. Nelle carceri di Roma e di Velletri sono finiti l’imprenditore Giovanni Sabetti, 45 anni, di Avezzano; Fabrizio Ciferri, 48enne di Grottaferrata, dipendente civile del Ministero della Difesa in servizio presso la base dell’Aeronautica militare di Pratica di Mare; Gianpiero Malzone, 48 anni, tenente colonnello in servizio presso l’Ufficio Infrastrutture ed impianti del 2/o reparto genio aeronautica militare e l’imprenditore di Anzio Massimiliano Ciceroni, di 42 anni. Arresti domiciliari, invece, per Stefano Pasqualini, 53 anni, di Monte Compatri (Roma), dipendente civile del Ministero della Difesa in servizio presso la base dell’Aeronautica Militare di Pratica di Mare; Angelica Mariana Ruscior, 35enne rumena, compagna di Ciferri; l’imprenditore Roberto Bacaloni, 59 anni, di Velletri e Antonio Chiaro, romano 45enne, pure lui imprenditore. Si tratta di appalti per un valore complessivo di quasi 9 milioni di euro, assegnati a varie società collegate all’intermediario Giovanni Sabetti, nelle province di Roma e Latina.

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Ma non dimentichiamoci della ‘gloriosa’ Marina militare…

28 ottobre 2015

Tangenti, presi due ufficiali della Marina: mazzette anche dopo gli arresti dei loro colleghi a Taranto

Bustarelle imposte agli imprenditori anche dopo lo scandalo e i primi arresti. Nuova bufera sui vertici della Marina militare alla base navale del Chiapparo di Taranto. Altri due ufficiali sono finiti agli arresti domiciliari (con obbligo del braccialetto elettronico) per concussione: si tratta del capitano di corvetta Alessandro Dore e del capitano di fregata Giovanni Caso, all’epoca dei fatti comandanti del IV Reparto di Maricommi. Sotto sigIllo beni mobili e immobili del valore di mezzo milione di euro intestati ai dieci indagati coinvolti nell’inchiesta del sostituto procuratore Maurizio Carbone decollata il 13 marzo del 2014 con l’arresto in flagranza di reato del capitano di fregata Roberto La Gioia, 45 anni, comandante del 5° reparto di Maricommi, fermato nel suo ufficio subito dopo aver intascato una tangente di 2mila euro da un imprenditore.

L’imprenditore stesso aveva già denunciato tutto ai carabinieri sostenendo di aver subìto per anni il “sistema del 10 per cento” e versato tangenti per circa 150mila euro per mantenere l’appalto dello smaltimento delle acque di sentina delle navi militari. Fra casa e ufficio del militare gli investigatori trovarono circa 44mila euro, ma soprattutto alcune pen drive su cui era annotata la contabilità occulta e la lista delle imprese che pagavano tangenti. Nel giro di pochi mesi le indagini dei carabinieri hanno svelato un giro più ampio di tangenti che coinvolgeva anche altri comandanti del reparto e ufficiali.


Dalle dichiarazioni dello stesso La Gioia e degli imprenditori vessati venne fuori un giro di pizzo di notevoli dimensioni, chiesto con brutale minaccia: “Come fa la malavita organizzata”, scrisse il gip. Il 13 gennaio scorso fu eseguita una ordinanza di custodia cautelare a carico del capitano di vascello Attilio Vecchi (in servizio al comando logistico di Napoli), del capitano di fregata Riccardo Di Donna (Stato maggiore della Difesa-Roma), del capitano di fregata Marco Boccadamo (Stato Maggiore Difesa-Roma), del capitano di fregata Giovanni Cusmano (Maricentadd Taranto), del capitano di fregata Giuseppe Coroneo (vicedirettore Maricommi Taranto), del luogotenente Antonio Summa (V reparto Maricommi Taranto) e di Leandro De Benedectis (dipendente civile di Maricommi Taranto).Il 5° reparto di Maricommi si occupa dell’approvvigionamento, stoccaggio e rifornimento di combustibili e lubrificanti delle unità navali della Marina militare. Dal nuovo filone d’indagine, culminato con l’arresto di Dore e Caso, emerge che il sistema di tangenti a percentuale fissa riguardava anche il quarto reparto della base militare. Secondo l’accusa, gli ufficiali chiedevano il dieci per cento fisso sull’importo di ogni appalto o fornitura, minacciando di rallentare i pagamenti o interrompere le forniture.

Almeno una decina le aziende costrette a pagare la tangente fissa. I titolari ascoltati dai carabinieri negli ultimi mesi hanno ammesso di essere stati costretti a pagare bustarelle a Caso e Dore anche dopo l’arresto del capitano La Gioia nel 2014. Secondo gli investigatori il vorticoso giro di tangenti andava avanti da anni e ha causato gravi danni sia alle singole imprese sia all’intera economia locale.

 

Rsp (individualità Anarchiche)