
IN QUESTI GIORNI i mass media scrivono che sono comparse (mistero! miracolo sant’Antonio!!) alcune immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza della prigione di New York che rilanciano il sospetto che Jeffrey Epstein (foto sopra), possa essere stato ucciso, e non si è suicidato. I fotogrammi delle immagini della telecamera mostrano qualcuno vestito di arancione, aggirarsi nella zona vicina alla cella dove era detenuto Epstein, il finanziere accusato di aver creato una rete di pedofili formata da personaggi potenti. L’immagine registrata risale alle 22:39 del 9 agosto del 2019, poche ore prima che venisse trovato il corpo di Epstein, la cui morte era stata archiviata come suicidio su commissione, per non permettere a Epstein di rivelare i nomi dei potenti che avevano frequentato per anni il suo ‘harem’ di abusi su ragazze e minorenni. La direzione del penitenziario e il dipartimento di Giustizia non hanno mai cercato di risalire all’identità del presunto detenuto o agente che avrebbe portato la biancheria in cella a Epstein. Tre settimane prima di morire, i legali di Epstein avevano dichiarato alla magistratura che il loro cliente era pronto a testimoniare e a fare nomi di personaggi potenti che hanno collaborato al giro di sfruttamento della prostituzione minorile organizzato da quel pedofilo di Epstein. Epstein è stato dichiarato morto alle 6:30 di mattina del 10 agosto, circa 8 ore dopo quella strana presenza vista dalla telecamera.

Ma andiamo ad analizzare chi era quel depravato di Epstein: lavorava per il Mossad (servizi segreti israeliani), aveva fondato col primo ministro israeliano Ehud Barak (foto sopra), la startup Reporty Homeland Security, un’azienda tecnologica israeliana che sviluppa tecnologie avanzate per le comunicazioni di informatica (sicurezza – controllo sociale), poi rinominata Carbyne, collegata all’industria della difesa israeliana e finanziata da Ehud Barak, già primo ministro israeliano, ministro della difesa e capo di stato maggiore delle forze di difesa israeliane. L’Unità informatica israeliana IDF 8200 è considerata una delle agenzie di spionaggio più avanzate al mondo, paragonabile alla NSA (agenzia di intelligence statunitense). In quanto vicini di casa, Epstein ospitava spesso il Barak (politico e generale israeliano e ministro di Israele dal 17/5/1999 al 7/3/2001) nel suo appartamento di Manhattan. Epstein aveva già avuto esperienze con la ricerca e il settore militare di Israele: nell’aprile del 2008 si era recato in Israele, dove avrebbe incontrato numerosi ricercatori e visitato diverse basi militari israeliane. Durante questo viaggio, ebbe meditato di rimanere in Israele al fine di evitare il processo e l’eventuale detenzione per le accuse di crimini sessuali, scegliendo poi di ritornare negli Stati Uniti.

Epstein ha iniziato la sua carriera nel settore finanziario presso la banca d’investimenti Bear Stearns (foto sopra), prima di costituire la sua società (business) la J. Epstein & Company. Epstein alla fine si era dichiarato colpevole e nel 2008 è stato condannato da un tribunale statale della Florida per adescamento e per aver procurato dozzine di minorenni per la prostituzione ai più ricchi e potenti del mondo. Con tutti i soldi che aveva, ha comprato tutti (politici, magistrati, servizi segreti, industriali ecc.) con costosi regali; ha scontato solo 13 mesi di custodia senza mai abbandonare il traffico di prostituzione illecito. I funzionari federali avevano identificato 36 bambini di appena 14 anni, predati e ingannati con la promessa di ricevere denaro in cambio di massaggi. Una volta giunti nella residenza ogni bambino per ricevere la suddetta ricompensa era costretto ad atti sessuali. Epstein procurò ragazze a persone potenti per ingraziarsele ed anche per poterle poi ricattare. Secondo il Dipartimento di Giustizia, ha tenuto tutti i filmati su compact disc nella cassaforte della sua dimora di New York, con le etichette scritte a mano che descrivevano il rapporto di violenza sessuale subite dai bambini. Nell’aprile 2016 una donna ha presentato una causa federale in California contro Epstein e Donald Trump nella quale sosteneva che i due uomini l’avessero aggredita sessualmente in una serie di feste nella residenza di Epstein a Manhattan nel 1994, quando aveva 12 anni.

Nel 2019, Epstein venne arrestato all’aeroporto di Teterboro, New Jersey con l’accusa di traffico di minorenni. Durante una perquisizione a casa sua è stata trovata la cassaforte coi compact disc con etichette scritte a mano, insieme a 70 000 dollari in contanti, una pistola, 48 diamanti e il suo passaporto austriaco falso. Sul passaporto comparivano numerosi timbri di entrata e di uscita, compresi quelli che mostravano il suo uso per entrare, nel corso degli anni ’80, in Francia, Spagna, Regno Unito e Arabia Saudita, Paese che figurava anche come suo luogo di residenza. Gli avvocati di Epstein proposero una cauzione di 600 milioni di dollari (inclusi 100 milioni da suo fratello Mark, foto sopra), per lasciare la prigione e sottoporsi agli arresti domiciliari nella sua residenza di New York City, ma stranamente il giudice distrettuale americano Richard M. Berman non si fece comprare e respinse la richiesta il 18/7/2019. Il 23/8/2019 anche la procura di Parigi ha avviato un’indagine su Epstein. Le accuse erano per i reati di stupro e aggressione sessuale nei confronti di minori (di età pari o inferiore a 15 anni). Epstein era noto anche in Francia per il suo traffico di minori e per gli stretti legami con molte élite mondiali. Nel gennaio 2020 è stata intentata una causa presso la Corte Superiore delle Isole Vergini americane, sostenendo che Epstein aveva gestito per oltre 20 anni una associazione a delinquere che aveva come obiettivo un traffico di minorenni, durato fino al 2018, con bambini e bambine la cui età partiva da appena 11 anni, avvenuto nelle isole caraibiche di proprietà di Epstein. Secondo il procuratore generale Denise George, le sue presunte attività criminali sulle isole vennero nascoste grazie ad una complessa rete di compagnie occulte. Il presidente depravato Trump, lo scarica subito e afferma ai mass media: “Lo conoscevo come lo conoscevano tutti a Palm Beach”. Nella cassaforte di Epstein c’era anche il nomi di “Weinstein e Black Cube”, coinvolti in uno scandalo emerso nel 2017 dove Harvey Weinstein, produttore cinematografico statunitense, per fermare le accuse di molestie sessuali, ha assoldato agenzie di intelligence private, tra cui la Black Cube composta da ex agenti del Mossad. La pubblicazione e classificazione di oltre 3 milioni di file relativi a Jeffrey Epstein, sono state raccolte negli anni e archiviate, per non coinvolgere personaggi potenti in uno scandalo sessuale a dir poco imbarazzante.

Il finanziere Leon Black (foto sopra), è un altro dei nomi emersi nei file. Il finanziere ha respinto ogni accusa e non è mai stato incriminato. Maria Farmer, artista che lavorava per Epstein negli anni ’90, ha dichiarato alla corte che sua sorella Annie venne abusata da Epstein e Maxwell (un’imprenditrice britannica). Secondo Arick Fudali, che rappresenta altre 11 vittime, il rilascio dei 3 milioni di file è stato una “tempesta perfetta” di “incompetenza e copertura attiva” da parte dell’amministrazione Trump. “È davvero sconcertante, perché stanno trattenendo documenti che non dovrebbero trattenere”.Anche la giornalista investigativa Vicky Ward, che ha seguito il caso Epstein per molti anni, ha detto che, nonostante il rilascio dei file sia imperfetto (molti trattenuti come Top secret), i documenti continuano a fare luce su un mondo di impunità ed eccessi d’élite.“Vediamo anche da questi documenti, che esiste solo un grande club di miliardari che trattava le donne come oggetti”, ha commentato. Nel 2024 invece la sentenza del tribunale federale aveva desegretato un’altra parte dei documenti, ma anche in quel caso venne occultata la lista degli uomini ricchi, famosi e potenti coinvolti nel sistema criminale di Epstein (tranne quelli già noti, tra cui il principe Andrea del Regno Unito). Nel corso dell’acceso scambio di insulti tra Elon Musk (imprenditore e politico sudafricano con cittadinanza canadese) e Donald Trump nel 2025, Musk ha accusato il presidente USA di essere coinvolto nelle attività del finanziere Jeffrey Epstein. Musk ha sostenuto che il nome di Trump comparirebbe nei cosiddetti “Epstein files”, cioè nei documenti riservati dei processi, e che questa sarebbe la ragione per cui molti di questi documenti non sono ancora stati resi pubblici. Musk ha parlato della sua rivelazione come «una bomba», sostenendo che Trump stia coprendo qualcosa per proteggere se stesso. La procuratrice generale USA Pam (Pamela Jo) Bondi, il 27/2/2025, annunciò il rilascio della “prima fase” di documenti desegretati, denunciando di aver diffuso solo un centinaio di pagine dei documenti, presentati come la «fase 1» della loro graduale diffusione. Nonostante le molte aspettative, la quasi totalità del materiale era già noto o non particolarmente utile perché pieno di passaggi cancellati. Da allora non sono stati diffusi altri documenti, nonostante i pedofili Sandro Bondi (foto sotto, ex politico italiano, ministro dei beni e delle attività culturali dal 2008 al 2011 nel governo Berlusconi IV) e il direttore dell’FBI Kash Patel, spudoratamente raccontano ancora oggi falsità, dichiarando ai magistrati di aver assegnato il lavoro sui documenti Epstein a decine di agenti e procuratori. Il 31/1/2026 invece, il dipartimento di Giustizia ha rilasciato venerdì più di 3 milioni di pagine di documenti, 2 mila video e 180 mila immagini relativi al caso Epstein.

Nonostante la grande portata della pubblicazione, continuiamo a essere molto lontani dalla trasparenza: il dipartimento di Giustizia ha identificato più di 6 milioni di pagine pertinenti al caso, e finora ne ha pubblicate solo poco più di metà, ma tantissime pagine (più di 200 mila!) sono state oscurate o trattenute per “privilegi vari”. Una terza accusa descrive vere e proprie “aste di minori” organizzate a Mar–a–Lago: “Epstein portava le bambine e Trump le metteva all’asta”. Gli ospiti erano uomini anziani, tra cui anche Elon Musk. C’erano anche Don Jr Trump, Ivanka Trump, eEric Trump”. In passato Elon Musk (foto sotto con Trump), ha sempre negato di essere coinvolto nel caso Epstein ma poi l’uomo più ricco del mondo in un secondo tempo aveva scritto per giustificarsi: “Epstein ha cercato di convincermi ad andare sulla sua isola e io mi sono rifiutato.” In realtà sembra che la verità sia l’esatto opposto, e fosse Musk a insistere per poter andare a trovare Epstein sulla sua isola, possibilmente per la festa “più pazza”. Epstein gli rispondeva subito che gli avrebbe mandato un elicottero. Con la pubblicazione di queste carte molti speravano di vedere allargata la lista del circolo di amici potenti di Epstein, che lo vedrebbero al centro di una congrega di ricchi di potenti mossi da istinti pedofili, istinti che nasconderebbero per continuale impunemente a mantenere le loro viscide mani sul controllo della finanza, dello show business e del governo.

All’interno di un insospettabile circolo di potenti, le agghiaccianti tendenze pederaste sostituirebbero il cannibalismo, rituale medievale. Nella storia di Epstein ci sono i simboli massonici del tempietto nell’isola caraibica di sua proprietà. Ci sono i rapporti con Bill Gates (imprenditore, programmatore, informatico). Insomma una lista di celebrità e politici che hanno avuto a che fare con lui, che definisce che i potenti sono depravati senza scrupoli, che i ricconi (servi del potere) sono tutti amici e si coprono le spalle per le raccapriccianti porcherie (ingiustizie) perpetrate.

Epstein era solito incontrare scienziati di fama mondiale a casa di John Brockman, l’agente letterario di rinomati autori scientifici come Stephen Hawking e l’antropologo Jared Diamond. Il paleontologo e biologo evoluzionista Stephen Jay Gould, il neurologo Oliver Sacks e i premi Nobel Frank Wilczek, Gerard ‘t Hooft e David Gross. Alan Dershowitz, giurista ed ex avvocato di Epstein, ha dichiarato al New York Times che Epstein il depravato, parlava di come migliorare geneticamente la razza umana, un’idea che ha spaventato Dershowitz a causa del passato nazista di queste teorie. Epstein finanziò anche il Repository for Germinal Choice di Escondido, in California, una sorta di banca dello sperma in cui tutti i donatori erano vincitori del Premio Nobel.

Il primo ministro canadese Mark Carney (foto sopra), al Forum di Davos (città svizzera nelle Alpi Grigionesi), dichiara ai mass media che: “il Forum di Davos, famoso come sede annuale del World Economic Forum (WEF), che riunisce leader mondiali per discutere di economia e di potere, è avvenuto anche quest’anno dal 19 al 23 gennaio 2026”. Al Forum di quest’anno parteciparono 3.000 leader mondiali:capi di stato e di governo, ministri, accademici, leader religiosi, rappresentanti di ONG, organizzazioni internazionali (ONU, FMI, WTO, Banca Mondiale) e circa 400 giornalisti, e il CEO – Amministratore Delegato che definisce la strategia globale economica e risponde a CdA/soci, essendo il vertice assoluto, mentre il Direttore Generale (DG) è il capo operativo, implementa la strategia definita dal CEO e risponde direttamente a quest’ultimo, gestendo manager e attività quotidiane di grandi aziende. In quei giorni discutevano di temi economici e sociali globali. Sempre il primo ministro canadese Mark Carney dichiara: “la mia idea generale è che in questo momento noi stiamo assistendo a un crack, cioè sta cambiando la storia mondiale. Fino a oggi le regole erano quelle delle regole internazionali, con la diplomazia, o almeno facevamo finta di andare avanti. Oggi non è più così. Oggi è spiattellata sul tavolo la politica della forza. E allora altro che smuovere il mondo, noi lo stiamo cambiando”. Proponendo anche la possibilità di candidare, anche da parte di Italia e Germania quel pedofilo colonialista, arrogante e guerrafondaio di Donald Trump per il premio Nobel per la pace. Quel pedofilo capitalista di Trump, il 30/3/2025 aveva dichiarato ai mass media che poteva utilizzare la forza per annettersi (occupare) la Groenlandia e insieme a Rutte (politico olandese, Ministro-presidente dei Paesi Bassi, dal 2024 segretario generale della NATO), tramano come imporsi e riiniziare le guerre coloniali (III guerra mondiale). Le risposte alla domanda se Donald Trump avrebbe meritato il Premio Nobel per la Pace nel 2025, vede il 65% degli intervistati che si dichiara per il no, quelli che, invece, si dichiarano a favore sono il 17%. Il 18% non sa rispondere. Ma durante il vertice di Davos del 2026, Trump annuncia anche di non voler più imporre i dazi ai Paesi europei impegnati nelle esercitazioni militari in Groenlandia, che sarebbero entrati in vigore il primo febbraio.

A proposito di massoneria: nel 2020 il governo fascista cattolico governato da quella pagliaccia della Meloni (foto sotto), è stato votato grazie a questi leader pedofili internazionali che hanno una costante: gli piace sfottere i loro sudditi! Siamo di fronte all’ennesima messa in scena di un’opera teatrale dove gli spettatori passivi siamo sempre e solo noi cittadini. E’ stato tutto orchestrato ad arte, anche la desegretazione dei documenti, per darci l’illusione di essere in un paese libero e democratico. Ad aggravare tali sospetti è sapere che la sede romana della Fondazione Luigi Einaudi è al numero 44 di Piazzale delle Medaglie d’Oro, medesimo stabile (stesso numero civico) della Casa Nathan del Grande Oriente d’Italia, la confraternita massonica più famosa d’Italia.

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“Abolire l’autorità, significa abolire il monopolio della forza e dell’influenza; significa abolire quello stato di cose per cui la forza sociale, cioè la forza di tutti, è stata strumento del pensiero, della volontà, degli interessi di un piccolo numero d’individui, i quali, mediante la forza di tutti, sopprimono, a vantaggio proprio e delle proprie idee, la libertà di ciascuno”.
Errico Malatesta
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Solidarietà alle compagne e ai compagni ingiustamente arrestati
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Cultura dal basso contro i poteri forti
Rsp (individualità Anarchiche)