Piano Chaos – concerti di massa:

da Woodstock ai rave party – tecno…

L’operazione CHAOS era il nome in codice di un piano della CIA elaborato alla fine degli anni ’60 dal generale americano William Westmoreland sotto l’amministrazione Johnson. E’ stata una tipica operazione False flag. Base di quest’operazione era, come dice il nome, creare il caos, in modo che l’opinione pubblica richiedesse al governo più controlli e repressione (stato di polizia). L’operazione raggiunse il suo momento culminante al festival di Woodstock, che si svolse a Bethel, una piccola città rurale nello stato di New York, dal 15 agosto al 18 agosto del 1969, all’apice della diffusione della cultura hippie, per usare come cavie mezzo milione di persone, di giovani che erano venuti a questo mega raduno, ignari dell’operazione militare, vittime inconsce di quello che c’era dietro, vennero isolate, immerse nel sudiciume, ingozzate di droghe psichedeliche e tenute sveglie per tre giorni interi. La sicurezza per il concerto era stata affidata ad un hippie addestrato nella distribuzione in massa di LSD. Ancora una volta, l’iniziativa sarebbe partita dalle reti dei Servizi segreti britannici. Woodstock fu una trovata di Artie Kornfeld, il direttore della Contemporary Projects Division, una sezione della Capitol Record. Il finanziamento originale proveniva da uno degli eredi di una grande compagnia farmaceutica con sede in Pennsylvania, un certo John Roberts, e da altri due partners. La droga psichedelica LSD era stata sintetizzata per la prima volta da un’altra prestigiosa casa farmaceutica situata in Svizzera: i Laboratori Sandoz.

Così iniziano anche le infiltrazioni nei movimenti rivoluzionari con lo scopo di egemonizzarli e strumentalizzarli, per provocare atti estremi di violenza e quindi diminuire il consenso popolare verso le organizzazioni anarchiche e comuniste.

Il Manuale da Campo 30-31 dell’esercito Usa redatto il 18/3/1970 dal gen. Westmoreland, sviluppa i concetti dell’op. CHAOS, così come le appendici FM 30-31 A e FM 30-31 B, dove si trovano descritte le operazioni False flag: “Possono esserci momenti in cui governi ospiti mostrano passività o indecisione di fronte alla sovversione comunista, e, secondo l’interpretazione dei servizi segreti americani, non reagiscono con sufficiente efficacia (…). I servizi segreti dell’esercito degli Stati Uniti devono avere i mezzi per lanciare operazioni speciali che convincano i governi ospiti e l’opinione pubblica della realtà del pericolo insurrezionale. Allo scopo di raggiungere questo obiettivo, i servizi americani devono formare gruppi d’azione speciale tra gli elementi più radicali (…). Nel caso in cui non sia possibile infiltrare i ribelli, può essere utile strumentalizzarli per i propri fini organizzativi. Per raggiungere gli scopi descritti sopra, è utile diffondere droghe pesanti, allo scopo di annientare e manipolare le menti della massa. Queste operazioni speciali devono rimanere rigorosamente segrete. Solamente le persone che agiscono contro l’insurrezione rivoluzionaria conosceranno il coinvolgimento dell’esercito americano negli affari di un paese alleato”.

Il 1967 segnò una significante intensificazione nell’aperta guerra culturale contro la gioventù americana. Quell’anno vide l’inizio dei concerti di massa dal vivo. Nei due anni successivi, oltre quattro milioni di giovani si recarono a quasi una dozzina di questi festival, divenendo le vittime del progetto Caos – Mk ultra, su larga scala per la sperimentazione di sostanze stupefacenti. Droghe allucinogene che distruggono la mente come il PCP, l’STP e l’LSD (già pubblicizzata dai Beatles), vennero liberamente distribuite durante questi concerti. Questi milioni di partecipanti sarebbero poi tornati alle loro case per divenire i messaggeri e i promotori della nuova cultura della droga, o, se si preferisce, di quella che venne poi chiamata la «Nuova Era».

Una canzone intitolata San Francisco, che aveva venduto qualcosa come 5 milioni di dischi, invitava la gioventù americana a recarsi a San Francisco, «with flowers in their hair» («con i fiori tra i capelli»). Esso divenne il grido di guerra di decine di migliaia di giovani che invasero San Francisco nell’estate del 1968 per unirsi al neonato movimento «hippie». Alcuni di questi giovani divennero facili prede per lo psicopatico Charles Manson.

Dai concerti all’aperto, nella seconda metà degli anni ’70, ci imposero le discoteche, che si diffusero velocemente anche in Italia, dove la mafia si conquistò il nuovo business del divertimento di massa, che gestirà fino ai giorni d’oggi: nel gennaio 2014 ci sono stati 10 arresti, eseguiti nei confronti di appartenenti alla cosca Barbaro-Papalia operante nell’hinterland milanese.

Il gruppo criminale, originario della Locride, forniva protezione ad alcuni locali della movida milanese attraverso una “sorta di estorsione-tangente” dal cui pagamento gli imprenditori hanno tratto anche “un cospicuo vantaggio”. Tra i “servizi” forniti quello del recupero crediti e dello spaccio.

“Sono gli imprenditori a cercare i clan, non più viceversa”

I rave party invece, nascono come alternativa alla discoteca (cultura di massa), ma il contesto sociale rimane sempre uguale: mediocre e facilmente omologabile…. Sono sempre raduni di massa, organizzati spesso dai soliti borghesi ambiziosi in contesti lugubri, dove si ingrassa perfino lo sbirro infiltrato e la mafia… La musica, creata con dei computer, privata dei testi, serve a egemonizzare le menti da manipolare dall’alto. In questo contesto non riesci a contraddistinguerti dalla massa mediocre, e quindi diventi un burattino in mano a menti ciniche e spietate ……

 

Rsp (individualità Anarchiche)