Francia: col terrorismo e la repressione, l’estrema destra vince anche le elezioni…

Francia: col terrorismo e la repressione, l’estrema destra vince anche le elezioni…

La Francia vira verso il fascismo dopo gli attentati terroristici di novembre

(nella foto la repressione sbirresca contro i manifestanti, durante la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Parigi)

 

Il 6 dicembre 2015 a PARIGI, si sono aperti i seggi per le elezioni regionali che vedono favorito il Front National di Marine Le Pen e della nipote Marion, (vedi: autoritarismo – stragi di stato – controllo sociale -terrorismo psicologico), sulla scia delle stragi di Parigi del 13 novembre. Sono 44 milioni e 600 mila gli elettori chiamati alle urne per quello che è anche l’ultimo test di rilievo prima delle presidenziali del 2017.

I sondaggi danno il Fn in vantaggio in sei regioni su 13 con Marine e Marion Le Pen che potrebbero diventare le prime presidenti di regioni dell’estrema destra, rispettivamente nel Nord-Pas de Calais e nella Provenza-Alpi-Costa azzurra.

Ma torniamo in dietro con la Storia:

Durante la II Guerra Mondiale, quando la Francia il 24/6/1940 si arrende alle truppe della Germania nazista che l’hanno invasa, le varie compagini della destra fascista francese, pur dichiarandosi patriottiche e nazionaliste, si schierano col nemico come attivi e solerti collaboratori…

I tedeschi si riprendono l’Alsazia e occupano 3/5 del territorio francese rimanente, lasciandone il resto, collocato a sud e a ovest, alla Francia di Vichy: questo ‘stato fantoccio’ collaborazionista con la Germania, fondato il 10 luglio 1940, viene affidato paradossalmente al generale Philippe Pétain, eroe francese della I Guerra Mondiale contro la Germania. In quello stesso lasso di tempo il generale Charles de Gaulle si dichiara, via radio da Londra, capo del governo in esilio, chiamando a raccolta l’esercito della Francia libera, trovando supporto in alcune colonie francesi e il riconoscimento dagli angloamericani.

È proprio durante questo periodo buio, quello del collaborazionismo tra la Francia e la Germania nazista, che l’estrema destra avanza per la prima volta. In un contesto di sconfitta e di occupazione tedesca l’estrema destra impone le sue idee xenofobe e bigottamente cattoliche. Vengono limitate le libertà individuali, si contrasta il divorzio, l’aborto è punito con la ghigliottina, gli ebrei vengono privati della loro nazionalità. I principi stessi della rivoluzione del 1789 vengono negati: “libertà, uguaglianza e fratellanza” diventano “lavoro, famiglia, patria”……

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Il regime di Vichy adotta politiche repressive, violente e antisemitiche di propria iniziativa, anche senza la direzione della Germania nazista. Durante l’occupazione tedesca, 76000 ebrei sono deportati nei campi di sterminio, spesso con l’aiuto delle autorità del regime di Vichy. In Francia, ben pochi si organizzano inizialmente contro l’occupazione tedesca. L’antisemitismo, il nazionalismo, l’odio razziale ed etnico e l’opportunismo spingono molti cittadini a collaborare col regime nazista della Francia occupata dai tedeschi e con quello di Vichy. La resistenza si diffonde e il numero di oppositori cresce solo quando la sconfitta della Germania nazista sta diventando realtà.

Il Governo di Vichy è ancora oggi la più importante conquista di potere da parte delle destre fasciste francesi e per comprendere il consenso di cui godeva tra i francesi basterà sapere che quando gli inglesi occuparono il Libano, solo 6.000 soldati su 31.000 accettarono di aderire alla “Francia libera” di De Gaulle, mentre gli altri rientrarono in Francia. Eppure tutti sapevano del collaborazionismo coi nazisti e delle tante corresponsabilità in crimini commessi in tutta la Francia al fianco degli occupanti, compresa la retata del velodromo invernale a Parigi eseguita dalla polizia parigina, in cui furono arrestati 12.884 ebrei, tra cui 4.051 bambini e 5.802 donne. Tutti furono poi trasferiti in campi di detenzione, tra cui quello di Drancy, dove la sorveglianza era eseguita dalla gendarmeria francese. La grande maggioranza della stampa francese sotto l’occupazione sostiene la politica collaborazionista e antisemita di Pétain. Una parte di questa stampa è nelle mani dei tedeschi, che finanziano alcune pubblicazioni, in special modo attraverso le Éditions du Pont.

Le destre fasciste francesi del regime di Vichy sono rappresentate da due “grandi” partiti: il Partito Popolare Francese (PPF) e il Raggruppamento Nazionale Popolare (RNP).

 

L’ambiguità del Partito Popolare Francese

Simbolo del PPF

Il Partito Popolare Francese (Parti Populaire Français) è stato un partito politico fascista guidato da Jacques Doriot, prima e durante la II guerra mondiale.

Il primo nucleo fu costituito il 28/6/1936, da Doriot ed un certo numero di compagni ex membri del Partito Comunista Francese (tra cui Henri Barbé e Paul Marion) che si erano portati verso il fascismo in opposizione alla politica del Fronte Popolare. Il PPF è inizialmente incentrato intorno alla città di Saint-Denis sur Seine, di cui è stato sindaco Doriot (come comunista) dal 1930 al ‘34, ed ha raccolto il suo sostegno da parte della popolazione operaia nella zona. Anche se non dichiaratamente fascista a questo punto, il PPF ne aveva già adottato molti aspetti ideoligici ed iconografici, attirando i consensi dei nazionalisti: raggruppava, infatti, tra le sue fila ex membri di gruppi come Action Française, Jeunesses Patriotes, Croix de Feu e Solidarité Française. Il partito ha tenuto una serie di grandi manifestazioni dopo la sua formazione ed ha adottato come contrassegno una croce celtica rosso bianco e blu.

Nonostante le origini comuniste della sua leadership (che ha mantenuto il nome Politburo), il partito è stato virulentemente antimarxista. Atti di violenza fisica da parte dei membri del PPF (in particolare il PPF ala paramilitare, il servizio d’ordine) contro il Partito Comunista e di altri sostenitori percepiti come nemici non sono stati rari. Il PPF, nella sua fase iniziale, è stato economicamente populista e anti-capitalista. Si è avvicinato al capitalismo nel 1937 quando Doirot fu abbandonato dal suo tradizionale elettorato, perse la maggioranza alle elezioni a Saint-Denis, ed iniziò a ricevere un sostegno finanziario da diversi leader del mondo dell’economia e finanza, come ad esempio il General Manager del Banco Worms, Gabriel-Leroy Ladurie. Doriot propose al colonnello François de La Rocque di unire il suo Partito Sociale Francese col PPF in modo da formare un’alleanza anti-comunista chiamata il Fronte della Libertà, ma La Rocque, che era un conservatore e non un fascista, respinse la proposta.

Nel tempo, quando il regime nazista iniziò a contribuire con una quota maggiore di fondi al PPF, questo iniziò a difendere il corporativismo, e strinse più stretti legami con la Germania nazista e l’Italia fascista in una grande alleanza contro l’Unione Sovietica.

 

La guerra della chiesa contro il comunismo

http://www.fisicamente.net/SCI_FED/index-1412.htm

 

Hyperion

http://www.luogocomune.net/site/modules/mydownloads/library/acrobat/Hyperion.pdf

 

Il Fronte Nazionale di Le Pen nasce nel 1972, ma le sue radici si fanno risalire generalmente alle accuse antisemite del Caso Dreyfus del 1895 e al regime di Vichy , durante il quale l’estrema destra può finalmente imporre le sue idee xenofobe e negare i principi della Rivoluzione del 1789, sostituendo “libertà, uguaglianza e fratellanza” con “lavoro, famiglia, patria”. Il suo fondatore, Jean-Marie Le Pen (nato in Bretagna nel 1928), è un poujadista eletto al parlamento nel 1956 nell’ “Unione e fraternità francese”. È il più giovane deputato di quella legislatura. Non ha ancora compiuto 28 anni e usa comportamento e linguaggi volgari, come ad esempio quando dichiara che “La Francia è governata da pederasti: Sartre, Camus, Mauriac”.

Nel corso degli anni che seguono la dissoluzione del pujadismo, Jean-Marie Le Pen si fa conoscere sempre più come l’uomo forte dell’estrema destra e nel 1972 egli fonda il Front national (Fn). Il partito ottiene però i primi successi solo circa dieci anni dopo, nel 1981, quando il presidente François Mitterand, che per indebolire la forte opposizione rappresentata dalla destra moderata francese fa in modo che l’estrema destra abbia la possibilità di partecipare ai dibattiti televisivi.

Il Fronte nazionale ottiene le sue prime vittorie a partire dall’anno dopo, il 1982. Il successo giunge nel 2002, quando al secondo turno delle elezioni presidenziali il Fronte Nazionale è in ballottaggio col presidente uscente Jacques Chirac, della destra moderata.

La Francia teme un’ipotetica vittoria dell’estrema destra e vota in massa Jacques Chirac. Nei 5 anni che seguono il Fronte Nazionale vive fasi di debolezza e alle elezioni presidenziali del 22/4/2007 non riesce ad entrare in ballottaggio con Nicolas Sarkozy, che ottenendo anche i consensi dell’elettorato di estrema destra, è eletto presidente il 16 maggio di quell’anno.

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Nel 2011 Jean-Marie Le Pen, che è nel suo 83° anno, capendo che per risollevare le sorti del partito da lui fondato deve mettersi da parte, cede lo scettro a sua figlia Marine, europarlamentare dal 2004.

Appena è a capo del Fronte Nazionale, Marine Le Pen comprende che il nemico da sconfiggere è il Presidente Sarkozy e che la strategia da seguire per ottenere tale scopo è il rinnovo del partito e la conquista dell’elettorato deluso con una denuncia incalzante dell’incapacità della destra moderata di risollevare la Francia dalla crisi economica e sociale.

L’anno dopo, il 2012, viene eletta al parlamento francese Marion Maréchal Le Pen, di 23 anni, figlia di sua sorella Yann, che diviene la più giovane parlamentare della storia di Francia. Nello stesso 2012 il Fronte Nazionale giudica la sconfitta di Sarkozy alle presidenziali come una mezza vittoria di Marine Le Pen, grazie alla svolta data alla politica del Fronte Nazionale, che è arrivata terza alle elezioni, con un recupero di voti dell’estrema destra a scapito della destra moderata. Più di 6 milioni di francesi hanno votato il Fronte Nazionale al primo turno delle elezioni presidenziali del 2012 e la maggior parte di questi elettori non ha votato Sarkozy al secondo turno.

Secondo alcuni politologi, la vera svolta alla politica del Fronte Nazionale s’è avuta già nel 2007, con l’ingresso nel partito del comunista Alain Sora, che con la sua corrente Egalité & Réconciliation parla esplicitamente di “sinistra del lavoro, destra dei valori” da opporre alla “destra finanziaria” e alla “sinistra libertaria”.

Il vincitore delle elezioni presidenziali del 2012 è il socialista François Hollande, che però solo 8 mesi dopo è calato moltissimo nei sondaggi, per le promesse economiche non mantenute e per l’assenza di linea direttrice e di autorità. Nel novembre 2013 batte il record di impopolarità col 20% di opinioni favorevoli, che cala ancora nel marzo del 2014 per non aver rispettato ancora una volta le promesse economiche e quella di invertire la curva della disoccupazione entro la fine del 2013. Ma nel gennaio del 2015, a seguito degli attentati di terroristi jihadisti a Parigi che hanno fatto 17 morti, il presidente François Hollande ha accresciuto la propria popolarità di 21 punti percentuali, arrivando al 40%, un record storico senza precedenti…

(nella foto del 24/5/2014, ragazzi francesi a Parigi, protestano contro il Fronte nazionale di Marine Le Pen)

Tuttavia il Fronte Nazionale diretto da Marine Le Pen, ritenuto da molti francesi sempre meno un pericolo per la democrazia e sempre più un partito d’opposizione, sembra aver conquistato il consenso di almeno 1/3 dell’elettorato, ottenendo consensi tra i moderati di centro e conservando quelli degli estremisti di destra, convinti che i cambiamenti voluti ed ottenuti da Marine Le Pen, sono solo formali e non hanno minimamente modificato l’essenza dell’ideologia del partito. Il nazionalismo rimane la sua espressione più significativa e basilare, da cui deriva una serie di avversità irrinunciabili, come quelle verso lo straniero, l’immigrazione, la globalizzazione, una sovranità superiore che riduca quella francese, e pertanto il Fronte Nazionale è contro l’Europa Unita, l’euro e la NATO…..

Il consenso accresciuto del Fronte Nazionale viene spiegato col fatto che la piccola borghesia francese nel suo realismo e cinismo ha sposato per intero l’estrema destra di oggi, chiedendo nei fatti dogmatismo e autorità, ma coprendo la sua richiesta con la cosmesi linguistica dell’ipocrisia chiamando tutto ciò “rivoluzione liberale” e non “fascismo”.

Per noi Anarchici del Mondo intero, la prima cosa da fare per non cascare nella mostruosa trappola delle elezioni politiche, è naturalmente: NON VOTARE!!! Non sottostare al concetto di delega.

Ai francesi (e non solo) non serve un leader che li guidi come marionette, ma è necessario conquistare una coscienza sociale (consapevolezza che l’individuo ha di sé stesso e del mondo esterno con cui è in rapporto, della propria identità e del complesso delle proprie attività politiche e sociali), che permetta di esprimere concretamente solidarietà, rivolta contro le ingiustizie, e collaborazione, dai lavoratori portuali di Marsiglia, fino ai sottoproletari delle banlieue, studiando insieme la storia francese, antica e moderna, per capire l’origine della rabbia e del desiderio di vendetta che alimenta gli atti di violenza. Conoscere la Storia anche per non rifare ancora gli stessi errori del passato, ‘incorruttibilmente’ contro la guerra e gli eserciti, verso un mondo di ribelli, di lotte sociali, di gioia e di libertà.

Vive l’Anarchie!!!

Rsp (individualità Anarchiche)