3° valico: un opera da 6,2 miliardi che fa gola alla politica imprenditoriale massomafiosa…

 

3° valico: un opera da 6,2 miliardi che fa gola alla politica imprenditoriale massomafiosa…

Il 19 luglio ci sono stati 42 arrestati per associazione a delinquere di stampo mafioso e concorso esterno con la ‘ndrangheta passando per la corruzione e l’intestazione fittizia di società. Gli arresti sono avvenuti in Calabria, Lazio, Liguria, Piemonte e in altre regioni del Nord Italia ed erano affiliati alle cosche reggine Raso-Gullace-Albanese di Cittanova e Parrello-Gagliostro di Palmi. La ‘ndrangheta ha sostenuto a spada tratta anche il movimento “Si Tav“.

In questo business di interessi miliardari, al centro ci sono anche gli interessi delle cosche della Piana di Gioia Tauro nel settore del movimento terra (per le ‘grandi opere’…)e delle sale giochi (per il tempo libero degli operai…).

Anche il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco D’Agostino (eletto nel Pd nel 2014 con la lista “Oliverio presidente”) è stato indagato (in stato di libertà) nell’inchiesta Alchemia. Francesco D’Agostino era l’uomo di fiducia del clan mafioso Raso-Albanese”. L’indagine della Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria è partita dal monitoraggio di alcune ditte che operano nel movimento terra nell’area del Savonese e si sono poi allargate. Nel business miliardario per la costruzione della Tav è stato beccato anche il senatore Antonio Caridi, di Gal. Il giudice per le indagini preliminari, ha ritenuto che i reati commessi dal senatore Antonio Caridi, fossero assorbite dall’ordinanza emessa nell’operazione Mammasantissima che ha svelato la cupola che governa la ‘ndrangheta. Oltre al senatore Caridi, è stato arrestato anche il deputato Giuseppe Galati di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, indagato anche lui per corruzione aggravata dalle modalità mafiose…

A marzo di quest’anno la procura di Firenze annunciava ai mass media che le Grandi opere, tra cui Tav e Terzo Valico, sarebbero oggetto di un giro di tangenti, o meglio di un “articolato sistema corruttivo”, emettendo un ordine di carcerazione per 4 persone, tra cui Ercole Incalza, dirigente al ministero delle Infrastrutture dei Trasporti…

L’inchiesta è partita dagli appalti per l’Alta velocità nel nodo fiorentino. Le indagini si sono poi allargate a tutte le più importanti tratte dell’Alta velocità del centro-nord Italia.

L’esecuzione dei provvedimenti ha interessato le province di Roma, Milano, Firenze, Bologna, Genova, Torino, Padova, Brescia, Perugia, Bari, Modena, Ravenna, Crotone e Olbia. Tra le figure chiave dell’inchiesta c’è anche l’oscuro ‘imprenditore massomafioso Stefano Perotti, responsabile della società Ingegneria Spm, a cui sono stati affidati incarichi di direzione lavori per la realizzazione di diverse “Grandi opere”, ferroviarie ed autostradali tra le quali figurano:

– la linea ferroviaria alta velocità Milano – Verona (tratta Brescia – Verona), conferiti dal Consorzio CEPAV DUE;

– il Nodo TAV di Firenze per il sotto attraversamento della città, conferiti dal Consorzio NODAVIA, aggiudicatario dei lavori;

– la tratta ferroviaria alta velocità Firenze Bologna, conferiti dal Consorzio CAVET, aggiudicatario dei lavori;

– la tratta ferroviaria ala velocità Genova – Milano Terzo Valico di Giovi, conferiti dal Consorzio COCIV, aggiudicatario dei lavori;

– l’autostrada Civitavecchia – Orte – Mestre, conferiti dal Consorzio “ILIA OR – ME, aggiudicatario dei lavori;

– l’autostrada Reggiolo Rolo – Ferrara, conferiti dalla Autostrada Regionale Cispadana spa;

– l’autostrada EAS EJDYER – EMSSAD in Libia, conferiti da Anas International Enterprise spa.

Secondo la magistratura, il sistema deviante di mammasantissima, avrebbe “sfruttato” la vigente normativa, contenuta nel Codice degli Appalti, che affida al general contractor l’esecuzione dei lavori e la loro direzione, affidando di fatto al committente tutto il percorso: dalla progettazione alla realizzazione.

Politici e funzionari dell’agenzia delle Entrate (mammasantissima) fanno affari d’oro con la ‘ndrangheta del Nord Italia….

Ma la presa per il culo più grossa avviene quando il 19/5/2014 Marco Rettighieri, dirigente di Italferr, sostituisce Angelo Paris, responsabile dell’Expo di Milano e arrestato per la devastante tangentopoli attorno al grande evento mondiale…..

Ma chi è l’avvoltoio massomafioso Marco Rettighieri?

Marco Rettighieri è stato direttore di Ltf, la società della Torino-Lione, (tunnel geognostico di Chiomonte) per fare business ha ingaggiato la Cmc di Ravenna perché aveva come garante il massone Primo Greganti, pagato con consulenze fittizie per giustificare le elargizioni di denaro in cambio del suo impegno “diplomatico” a favore della potente (raccomandata dai vertici della massomafia) cooperativa rossa di Ravenna…..

La Cmc si è buttata nel business del maxi-appalto più contestato d’Italia, per il tunnel esplorativo per la Torino-Lione che parte da Chiomonte.

Insomma un’ intreccio di potere tra i soliti noti imprenditori e i partiti (massomafia – mammasantissima), che come avvoltoi decidono le grandi opere e i grandi eventi per spolpare più denaro pubblico possibile.

L’assurdo è che l’Europa (in tempi di crisi sociale) elargirà all’Italia meno di mezzo miliardo di euro per una infrastruttura da 20 miliardi, la cui “tratta internazionale” – estesa soprattutto in territorio francese – sarà in realtà addebitata all’Italia per quasi il 60% della spesa. Nonostante tutto questo marciume, questi massoni politici spregiudicati senza morale ne etica, hanno avuto la sfrontatezza di chiedere al tribunale di Torino di imporre il pagamento di 1,4 milioni di euro al movimento No Tav, a titolo di risarcimento per i disordini causati dalla violenza degli sbirri e dai fumogeni, (considerati armi chimiche) usati dagli sbirri per annientare il movimento. 53 militanti No-Tav sono finiti sotto processo, per aver difeso la Valle da speculazioni economiche e disastri ambientali a danno dei cittadini locali in gran parte povera gente che ha vissuto lavorando la terra e rispettando l’ecosistema, che gli dava da mangiare.

In Italia, ovviamente, al danno si aggiunge la beffa…..

L’ex magistrato inquirente Ferdinando Imposimato che fino a ieri se ne fregava dei problemi della gente che abita nella val di Susa, oggi invece davanti all’evidenza dei fatti, fa delle dichiarazioni (in ritardo) ai mass media: “la nostra alta velocità si è finora rivelata una gigantesca truffa, una ‘fabbrica di tangenti’ anche in odore di mafia, con i maxi-appalti affidati a irraggiungibili ‘general contractor’ che poi non controllano i lavori, relegandoli alla opaca filiera dei subappalti, dove i costi lievitano giorno per giorno. E’ il regno delle imprese delle cosche, che poi il lavoro lo affidano (a prezzi stracciati) senza garanzie di sicurezza, ai ‘padroncini’ sfruttati”.

La Corte dei Conti dopo le dichiarazioni fatte dall’ex magistrato inquirente Ferdinando Imposimato, fa sapere che in media, l’alta velocità italiana è costata 3-4 volte più di quella francese, e i costi finali sono saliti anche di 8 volte rispetto alle previsioni iniziali.

Il vero motivo reale per cui si vuole realizzare a tutti i costi la maxi-infrastruttura più inutile d’Europa sarebbe l’incremento sproporzionato del debito pubblico (ricatto economico geopolitico)….

I “mandanti” dell’operazione? Le banche innanzitutto, di fronte a cui passerebbero in secondo piano la potente “casta” politica Pro-Tav (massomafia –mammasantissima), poi ci sono gli interessi e le speculazioni di Confindustria e persino le infiltrazioni dell’ultimo gradino della massoneria cioè la mafia, considerata in pole position nell’aggiudicazione “a cascata” degli appalti faraonici.

Chi eredita l’affare del secolo è prima di tutto la finanza, a cui lo stato ricorre per la costruzione dell’opera e per il mantenimento. Per la sicurezza nel 2012, (senza che sia ancora stato impiantato il cantiere, a Chiomonte) la “militarizzazione” del sito è costata 27 milioni di euro!!!

Insomma Politici e funzionari dell’agenzia delle Entrate e alti gradi delle forze dell’ordine (massomafia – mammasantissima) ci sguazzavano a fare affari con la ‘ndrangheta del Nord Italia….

Il risultato finale di tutte queste porcherie le pagano gli abitanti della Valle che si ritrovano militarizzati

(repressione) e costretti a respirare sostanze cancerogene come: amianto, uranio e polveri sottili….

Insomma, un mega business miliardario che danneggia l’equilibrio e l ’ecosistema della val di Susa.

Ma il rischio maggiore, secondo un tecnico della Regione Piemonte è il “passante” attorno alla città di Torino che taglierebbe la falda idropotabile che serve un milione di abitanti.

La militarizzazione e la repressione hanno creato in Valle una dittatura militare per sopprimere il movimento No tav, con la violenza e la sopraffazione, ma gli abitanti stessi si sono organizzati sul territorio e non solo, formando un unico movimento contro i poteri forti e quindi contro tutte le nocività, dalla Sicilia al Friuli, passando per Atene…

Mamammasantissima cos’è?

Coltello e Pistola = Squadra e Compasso. [raffigurazione di Enzo Patti tratta da p.56 di "Osso, Mastrosso e Carcagnosso", di Vincenzo Macrì, edito da Rubettino]

E’ un legame occulto tra ‘ndrangheta e settori dello stato, all’interno di logge massoniche. Perché è lì che capi della ‘ndrangheta e giudici si incontrano.

Il collaboratore di giustizia Giacomo Lauro racconta: «Capimmo che, se fossimo entrati a far parte della famiglia massonica, avremmo potuto interloquire direttamente ed essere rappresentati anche nelle istituzioni». Un ingresso che inizia a far data dalla fine degli Anni ‘70: mentre in precedenza da un lato c’era la ‘ndrangheta e dall’altro la massoneria, dopo la fine della I guerra di mafia in Calabria, le due cose iniziano a compenetrare una nell’altra.

Lo stesso Lauro spiega la figura di questi invisibili massoni: «All’orecchio è quello che viene tramandato verbalmente da capo-loggia a capo-loggia. Ed infatti, per alcune professioni (e una di queste è sicuramente la magistratura), questo tipo di appartenenza è quello usuale per non consentire che il “fratello” sia esposto alla pubblicità esterna».

Crescono lì i nuovi boss dai nomi che ancora oggi comandano: De Stefano, Piromalli, Iamonte, Mammoliti, Libri e Araniti…..

«Se, prima, ‘ndrangheta e massoneria erano prossime», prosegue Lauro, «in quel frangente la ‘ndrangheta entrava nella massoneria e fondamentale è il dato che […] le famiglie ‘ndranghetistiche ebbero una rappresentanza diretta in seno alle istituzioni».

Una rappresentanza diretta incarnata da due personaggi col compito di raccordo: Paolo Romeo e Giorgio De Stefano. Mammasantissima poteva contare anche sull’appoggio di magistrati vicini all’organizzazione.

Il primo a parlarne fu lo stesso Lauro, che tirò in ballo nomi pesanti dei tribunali reggini, tra cui l’allora procuratore generale di Catanzaro Francesco Madera e Michele Neri, cancelliere e fratello dell’allora pg di Reggio, Guido, deceduto 11 anni fa.

Recentemente è emerso il caso di Vincenzo Giglio, ex giudice al tribunale di Reggio Calabria che, da presidente della sezione prevenzione, dirottava anche i beni confiscati ai vari amministratori giudiziari.

La procura di Milano gli aveva contestato il favoreggiamento nei confronti del clan Valle-Lampada: è stato poi condannato a 4 anni e 5 mesi.

Con lui fu arrestato un altro giudice, Giancarlo Giusti, che si suicidò in carcere dopo la condanna a 4 anni di reclusione.

Anche tra la magistratura, dunque, sarebbe presente una quota di quei “riservati” che fa la fortuna della ‘ndrangheta….

La massoneria quindi intesa come luogo di incontro (per giochi sporchi) di colletti bianchi, politici, magistrati, forze dell’ordine. Ma soprattutto esponenti della mafia e della ‘ndrangheta….

 

Ne’ dio ne’ stato ne’ servi ne’ padroni,  fuori la massomafia e mammasantissima dai coglioni !!!

W l’Anarchia (l’unica via), il sogno e l’utopia …..

 

Rsp (individualità Anarchiche)