Indagati 5 dottori a Genova per la morte di una ragazza 18enne dopo un vaccino anti Covid

Morte di Camilla Canepa dopo vaccino, cinque indagati

L’8 marzo scorso, i mass media scrivono che sono stati indagati 5 dottori a Genova per la morte di una ragazza di 18 anni. La procura di Genova ha chiuso finalmente le indagini sulla morte di Camilla Canepa (foto sopra), la studentessa di Sestri Levante deceduta nel giugno 2021, alcuni giorni dopo aver ricevuto una dose di vaccino anti Covid AstraZeneca, durante un open day. A ricevere l’avviso di fine indagini sono stati 5 dottori, all’epoca in servizio al pronto soccorso di Lavagna, dove la giovane si era recata, accusando malori. A 4 medici viene contestato il reato di omicidio colposo, in particolare per non aver sottoposto la ragazza, la sera del 3/6/2021, a tutti gli accertamenti previsti dal protocollo della Regione Liguria per il trattamento della sindrome Vitt, una forma di trombosi che aveva colpito la ragazza dopo la somministrazione del vaccino. Quegli esami, secondo l’accusa, avrebbero permesso di evidenziare la patologia e attivare le cure che avrebbero potuto salvare la vita della studentessa. Tutti e cinque i medici sono stati indagati anche per il reato di falso ideologico per non aver attestato nella documentazione sanitaria che la giovane era stata sottoposta a vaccinazione anti Covid (il potere dei medici è come il potere dello Stato: quello di occultare la verità per un proprio tornaconto).

Nel frattempo è scoppiata la guerra dei vaccini. A scatenarla è stato un esposto, arrivato ai primi di febbraio sul tavolo di una quarantina di magistrati in tutta Italia, da Trieste a Messina. Il primo a muoversi è stato Raffaele Guariniello, procuratore aggiunto torinese. Il magistrato dichiara ai mass media:  “Ho sentito gli autori della denuncia, ora dovrò interrogare esponenti del ministero e delle case farmaceutiche”.

Notizie di comilva - Il Vostro Giornale

Secondo l’associazione Vaccinetwork, organizzazione che riunisce circa 700 tra medici e genitori e che dal 1996 si batte «in nome della libertà di cura» contro la pratica delle vaccinazioni indiscriminate. Il mercurio contenuto nei vaccini pediatrici obbligatori (l’antitetanica, l’antipertosse, l’antidifterite, l’antiepatite) è potenzialmente molto nocivo per la salute dei bambini. Provocherebbe danni permanenti al loro sistema nervoso, al fegato e ai reni. E potrebbe essere anche cancerogeno. Quindi Vaccinetwork ha chiesto il sequestro dei farmaci su tutto il territorio nazionale. L’esposto-denuncia motiva l’urgenza del provvedimento richiesto col fatto che il mercurio presente nei vaccini sotto forma di tiomersale, un componente antibatterico, supererebbe di molte decine di volte le dosi stabilite come «limite di sicurezza» negli Usa, che peraltro hanno proibito del tutto l’impiego del tiomersale già dal settembre 1999. Un esposto contro i vaccini che contengono mercurio è stato presentato dall’associazione Vaccinetwork in almeno 39 procure italiane. L’esposto chiedeva che venissero ritirati dal commercio i preparati contenenti mercurio sotto forma di tiomersale. Allora i vaccini in commercio erano 3, tutti destinati alla prima infanzia.

Vaccini, la battaglia si combatte strada per strada - La Stampa

Dal secondo trimestre del 2000, secondo l’Emea (l’agenzia farmacologica europea), erano disponibili vaccini alternativi, privi di mercurio. Ma il ministero della Sanità italiano ne prorogò la commercializzazione per altri 6 anni, fino al 2007. Ma ne ammise perfino le deroghe: ben venuti in Italia, tra pagliacciate e pagliacci vari si riesce sempre a imporre alla società ciò che non è giusto!

Ma Vaccinetwork sottolinea anche i risultati cui negli Stati Uniti sono giunte la Food & drug administration e l’Agenzia per le sostanze tossiche (Atsdr): una persona sui 70 chilogrammi di peso può assorbire al massimo 0,5 mg al giorno di mercurio. Una fiala dei vaccini obbligatori in Italia conteneva in media 0,028 mg di mercurio. Visto che un neonato pesa 20 volte meno di un adulto e viene sottoposto a 4 vaccinazioni contemporaneamente per due volte solo nel primo anno di età, la dose introdotta nel suo corpo risultava di 40 volte superiore al limite statunitense, ovvero 1,4 mg. Capire chi aveva ragione è decisamente difficile, anche perché ogni parte schiera in campo i suoi esperti e la simmetria dei pareri è perfetta. Un esempio? Giorgio Bartolozzi, primario di pediatria di Firenze, sosteneva che il mercurio contenuto nei vaccini «rappresenta un rischio effettivo solamente per i bambini sotto i 2 chilogrammi di peso». Massimo Montinari, pediatra barese e docente di omotossicologia, critica il ministero: «Le sue statistiche vengono fornite dalle commissioni medico ospedaliere, inattendibili. E si considerano solo i danni neurologici, da vaccino, dimenticando tutte le altre patologie».

Vaccini al mercurio - Report

L’Emea dall’8 luglio 1999, inviò a tutti i ministeri della Sanità europei una calda raccomandazione a «promuovere l’uso generalizzato di vaccini privi di tiomersale e di altri conservanti contenenti mercurio». Nel giugno 2000 i suoi esperti hanno segnalato che tre vaccini in commercio in Europa (il Tritanrix, il Triacelluvax e il Primavax, tutti usati contro la pertosse e l’epatite B) contenevano ancora tiomersale. E qui la storia dei vaccini si tinge di un color giallo-mistero, che incuriosisce molto Guariniello e attirerà l’attenzione anche di qualche suo collega nelle altre 39 procure destinatarie dell’esposto di Vaccinetwork. Perché proprio il 15 giugno, più o meno quando l’Emea lanciava il suo secondo avvertimento sul tiomersale, il ministro della Sanità, Umberto Veronesi, ha emanato un decreto per «eliminare il mercurio e i suoi derivati» dai vaccini. Non subito, però, e non domani. Ma ben lontano nel tempo: addirittura dal gennaio 2007. La domanda è inevitabile: perché stabilire una moratoria di 6 anni, se è vero che preparati alternativi, privi di tiomersale e quindi più sicuri per la salute, sono già disponibili a livello europeo? Intervistato dai mass media  il ministero della Sanità non diede spiegazioni. Si aggrava così il dubbio sul perché di quel ritardo, che indubbiamente va a vantaggio delle sole aziende produttrici. Vaccinetwork sottolinea, tra l’altro, che il decreto Veronesi contiene un’ambigua deroga: «Tutte le ditte farmaceutiche che al 2007 dimostreranno di non potere fare a meno del tiomersale per i loro prodotti potranno mantenerlo». È anche per quella deroga che è scoppiata la guerra dei vaccini: «Proprio dopo il decreto abbiamo deciso che non potevamo più restare a guardare» dichiara Claudia Benatti, presidente di Vaccinetwork.

Il 2020 sarà ricordato come l’”Anno della pandemia”, mentre il 2021 sarà l’“Anno dei vaccini”, sarà il grande business dell’industria farmaceutica. Si stima che il business dei vaccini anti-Covid produrrà globalmente per l’industria farmaceutica un fatturato di oltre 38 miliardi di dollari nel solo 2021. Nel 2025 si raggiungeranno i 75 miliardi. Perché si aggiungono da vaccinare altre persone (dopo quelle delle nazioni ricche), altri richiami da fare, e nuove varianti del Coronavirus da combattere. Poi non dobbiamo limitarci al giro d’affari che le fiale anti-Coronavirus stanno assicurando ai loro produttori, il peso del business dei vaccini. Bisogna anche considerare i valori di Borsa che li stanno premiando. Si calcola, infatti, che il valore di Pfizer e BioNTech, Moderna, AstraZeneca, Johnson & Johnson (i primi arrivati al vaccino), sia lievitato di oltre 100 miliardi di dollari. Tanto per fare un esempio, Moderna, che prima del vaccino era un’azienda con 200 dipendenti e 60 milioni di ricavi, a fine 2021 arriverà a 10 miliardi di dollari, con azioni aumentate del 700%. Anche la capitalizzazione di BioNTech è raddoppiata, arrivando a 117 miliardi di dollari, mentre il valore di Novavax, altro farmaco prossimo al varo, avrebbe ottenuto incrementi del 6.000%.

Carta di Laura Canali - 2022

Interessante anche annotare come (seppur il primo arrivato sia un vaccino della Pfizer, la n. 1 tra le multinazionali del farmaco), sul podio si sono poi insediati vaccini di aziende poco conosciute, come Moderna e BioNTech. Si tratta, insomma, di una specie di rivincita di “Small Pharma” rispetto a “Big Pharma”, secondo la definizione diffusa sui mass media. Tra l’altro, risultano sconfitti i produttori francesi, che pur vantano, con l’Istituto Pasteur, una ricca tradizione in questo campo. I prodotti anti-Covid, infatti, sono targati Usa, Germania e Inghilterra e la pur grande Sanofi ha dovuto interrompere la corsa e limitarsi ad “affittare” i suoi impianti per produrre il vaccino di Pfizer.

E così il “grande business” dei vaccini del Coronavirus non è finito e ha suscitato non poche reazioni. Così, alcune associazioni della società civile, come Msf (Medici senza frontiere), e Paesi un tempo definiti del Terzo Mondo, hanno chiesto all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) di sospendere temporaneamente i brevetti, per aumentare la produzione dei vaccini e abbassarne il prezzo. Peraltro, l’articolo 9 del trattato istitutivo del Wto, prevede “eccezioni” alla proprietà intellettuale in casi di particolare gravità, e il Covid-19 senza dubbio lo è. Va poi considerato che molti dei vaccini realizzati hanno ottenuto ingenti finanziamenti pubblici (pari a oltre 90 miliardi di dollari), e quindi queste scoperte non sono soltanto ‘farina del sacco’ dell’industria farmaceutica. Un’ultima considerazione su questo grande business. Anche Russia e Cina li producono ma, più che puntare sui fatturati, questi “medicinali di Stato” sembra siano utilizzati con finalità geopolitiche. Mosca e Pechino infatti, starebbero attuando la “diplomazia dei vaccini”, mettendoli a disposizione dei Paesi del Terzo Mondo o, comunque, meno ricchi. La Cina, per esempio, sta regalando o vendendo a basso prezzo le sue fiale a Indonesia, Pakistan, Cambogia e Malesia, e anche Brasile, Egitto, Turchia e Balcani sarebbero suoi clienti. Idem dicasi per lo Sputnik V, il vaccino russo, che sta invadendo India, Nepal, Messico, Ungheria, Serbia e Albania. E in questi Paesi non è certo al fatturato che si punta, quanto piuttosto all’espansione geopolitica.

Per dire la genialità di questi buffoni: per giustificare la campagna contro il morbillo ci danno dati mondiali, senza mai fare riferimento al fatto che nei paesi ‘avanzati’, come l’Italia, il morbillo è malattia grave come il raffreddore, mentre nei Paesi dove diventa mortale, si potrebbe davvero eradicare attraverso una sana e completa alimentazione in condizioni igieniche ottimali, e non inquinando, sfruttando, e rubando (come facciamo da secoli) le materie prime.

Variolizzazione: la lotta contro il vaiolo prima del vaccino – VitAntica

In Italia le vaccinazioni obbligatorie non sono certo una novità. Nel 1934, la vaccinazione contro il vaiolo (foto sopra), fu la prima ad essere resa obbligatoria. Col passare del tempo, le vaccinazioni obbligatorie sono via via diventate più numerose fino a raggiungere, nel 2017, le dieci attuali: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite ed anti-varicella. Nei bambini, per difterite, tetano, polio, pertosse, epatite B e Haemophilus influenzae tipo B sono previsti due richiami, dopo la prima dose, entro l’anno di età.  Per morbillo, parotite, rosolia e varicella, dopo la prima dose è previsto un richiamo intorno ai 5-6 anni di età. Le vaccinazioni sono obbligatorie per iscriversi a scuola. Una legge presentata nel 2017 dalla ex ministra della salute Beatrice Lorenzin, prevedeva anche l’istituzione di un’anagrafe dei vaccini a livello nazionale. Ovvero un database che contenesse i dati relativi alle vaccinazioni di ogni bambino italiano contro malattie come il morbillo, la parotite, la rosolia, la poliomielite. Negli adulti inoltre, si consiglia ogni dieci anni un richiamo di anti-tetano.

Il vaccino antivaiolo, il primo vaccino efficace mai sviluppato, è stato introdotto da Edward Jenner nel 1796. Jenner aveva notato che le mungitrici che si erano infettate col vaiolo bovino, in seguito non sviluppavano più il vaiolo, il che mostrava come l’inoculazione di vaiolo bovino proteggesse contro il vaiolo.

Il termine vaccino deriva dalla parola variolae vaccinae (cioè «vaiolo della vacca»), il termine ideato da Jenner per indicare il vaiolo bovino. Il termine vaccinazione sostituì presto la dizione “inoculazione da vaiolo della mucca”, e fu usato per la prima volta in un documento che fu dato alle stampe da un amico di Jenner, Richard Dunning nel 1800. Inizialmente, il termine vaccino/vaccinazione fu riservato al solo vaiolo, ma nel 1881 Louis Pasteur propose di onorare la scoperta di Jenner utilizzando il termine anche per le nuove e future procedure.

Edward Jenner: il padre dei vaccini | ADC

Documenti storici provano che un metodo per indurre l’immunità al vaiolo, era già noto agli antichi. Un processo, chiamato inoculazione o variolazione oppure vaiolizzazione sembra sia stato praticato in India fin dal 1000 a.C. Non tutti i ricercatori però concordano con questa interpretazione: alcuni sostengono che gli antichi testi medici sanscriti dell’India in realtà non descrivano queste tecniche. Il primo chiaro riferimento alla inoculazione del vaiolo risale all’autore cinese Wan Quan (1499-1582) nel suo Xinfa Douzhen (痘疹 心法), pubblicato nel 1549. L’inoculazione di vaiolo sembra sia stata diffusa in Cina fin dall’era del regno dell’imperatore Longqing (1567-1572) durante la dinastia Ming.

Gli ultimi due casi di vaiolo al mondo si sono verificati a Birmingham, Inghilterra, nel 1978, quando due dipendenti della Facoltà di Medicina, contrassero il virus e uno dei due morì. Dopo questo fatto Henry Bedson, responsabile scientifico dell’Università per la ricerca contro il vaiolo, si suicidò. Alla luce di questo incidente, tutte le riserve conosciute di vaiolo furono distrutte o trasferite in uno dei due laboratori di riferimento dell’OMS dotati di un livello di sicurezza adeguato: il CDC di Atlanta e il Centro nazionale di ricerca in virologia e biotecnologie VEKTOR di Kol’covo, in Russia.

È del 1986 la prima raccomandazione dell’OMS riguardo alla distruzione del virus entro il ‘93 e poi posposta al 1999. A causa della resistenza da parte degli Stati Uniti e Russia, nel 2002 l’Assemblea mondiale della sanità dell’OMS ha deciso di consentire il mantenimento temporaneo degli stock di virus a scopo di ricerca. La distruzione delle scorte esistenti potrebbe ridurre il rischio che comporta la ricerca in corso sul vaiolo e le scorte non sono necessarie per rispondere a un’eventuale epidemia di vaiolo, tuttavia alcuni scienziati sostengono che le scorte possano essere utili nello sviluppo di nuovi vaccini, farmaci antivirali e test diagnostici. Una pubblicazione del 2010 di una squadra di esperti di salute pubblica, nominati dall’OMS, ha concluso che non vi sia alcuna essenziale questione di sanità pubblica che giustifichi Stati Uniti e Russia a mantenere riserve di virus e questa opinione è generalmente condivisa dalla comunità scientifica, in particolare tra gli ex responsabili del programma dell’OMS per l’eradicazione del vaiolo.

Gli inglesi considerarono di utilizzare il vaiolo come arma biologica nell’assedio di Fort Pill durante la guerra franco-indiana (1754-1763) contro i francesi e i loro alleati nativi americani, mentre è stato ipotizzato che lo stesso agente patogeno sia stato utilizzato come arma durante la guerra d’indipendenza americana (1775-1783). Durante la II guerra mondiale gli scienziati del Regno Unito, degli Usa e del Giappone sono stati coinvolti nella ricerca per produrre un’arma biologica dal vaiolo.  Nel 1947 l’Unione Sovietica costruì una fabbrica per la creazione di armi biologiche basate sul vaiolo nella città di Zagorsk, 75 km a nord di Mosca e si suppone si sia verificata un’epidemia causata da alcuni test negli anni ’70.

La poliomielite è una patologia letale nel 2-10% dei casi, dovuta al poliovirus, un virus che colpisce le cellule del sistema nervoso centrale, in particolare i neuroni motori del midollo spinale, causando una paralisi che, nei casi più gravi, può essere totale. Esistono due tipi di vaccini: quello “inattivato” di Salk (IPV), da somministrare con iniezione intramuscolo, e quello “vivo attenuato” di Sabin (OPV), da somministrare per via orale. Dopo l’eradicazione completa della poliomielite in Europa (regione certificata polio-free dall’OMS da giugno 2002), la forma di vaccino ancora somministrato è quello inattivato.

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Gli  Anarchicihttps://www.youtube.com/watch?v=BYvGXCvjIas&list=RDGMEMQ1dJ7wXfLlqCjwV0xfSNbAVMBYvGXCvjIas&start_radio=1

La ballata di Alfredo Cospitohttps://www.youtube.com/watch?v=LQsTdr2vGNs

Montelupo dal vivo a Roma 09/09/2023 (concerto integrale)https://www.youtube.com/watch?v=yvQV0VPnNHI

Assalti Frontali – Faremo scuola (Video Lyrics)https://www.youtube.com/watch?v=PAaFCLIGn4U

emsi Caserio – la carta brucerà (solidaritè avec le sans papier)https://www.youtube.com/watch?v=Ww2IDLLemaY

Emsi Caserio: Rap Anarchico Popolare (VIDEOCLIP 2014)https://www.youtube.com/watch?v=qg4N2z7g_5k

Mai schiavo (feat. Assalti Frontali)https://www.youtube.com/watch?v=sSTJdDUpioM

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Solidarietà ai compagni e alle compagne Anarchici rinchiusi ingiustamente nelle galere dello Stato.

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Tu e io, noi tutti, vogliamo vivere.

Possiamo vivere una volta sola e, giustamente,

vogliamo farlo bene. Finché viviamo

tutto il nostro essere brama la gioia e il riso,

il sole e la felicità. E’ giusto che dobbiamo esserne

privati e che dobbiamo per sempre rimanere

schiavi di un pugno di uomini

che la fanno da padroni?

A.Berkman

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Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)