16/8/1894: “Forza, compagni! Viva l’Anarchia!”. E’ ancora forte il grido di SANTE CASERIO

Sante Caserio faceva il fornaio ed era figlio di una numerosa famiglia contadina.

A 10 anni Caserio scappò di casa, anche se per i genitori era normale in quel contesto sociale arcaico: dovevi arrangiarti.

Sante Caserio è stato un anarchico italiano, diventato famoso per aver assassinato con un pugnale, nel 1894, il presidente della Repubblica francese Marie François Sadi Carnot, per vendicare l’esecuzione dell’anarchico Auguste Vaillant.

Ma andiamo analizzare il contesto economico, che già allora, non ti lasciava futuro.

In quel periodo delle signorie c’erano re, conti e marchesi, la povertà era molto diffusa, in tutta Europa. Il governo per la scintilla di Caserio reagì duramente alle proteste, varando leggi contro quelli che venivano chiamati reati d’opinione: molti anarchici vennero arrestati solo per aver applaudito o sostenuto Vaillant; alcuni furono inviati nei bagni penali con processi sommari per aver partecipato a pubbliche letture di scritti anarchici.

Secondo Caserio il presidente Sadi Carnot, era il principale responsabile della repressione contro gli anarchici e gli immigrati, nonché della miseria del popolo che non vuole più essere relegato a servo, quindi il capo dell’odiato Stato borghese, propose una stretta repressiva avviata con l’approvazione delle tre nuove leggi poliziesche, le cosiddette “leggi scellerate“. Una Dittatura militare che durò fino agli anni ’70.

Caserio vedeva Carnot come simbolo da colpire, per l’ingiustizia dell’assoluzione di alcuni popolani francesi, responsabili del massacro delle saline di Aigues-Mortes, in cui morirono molti immigrati italiani.

Caserio, dopo aver rivendicato il gesto in mezzo alla folla gridò “Viva l’anarchia!”, tentò la fuga, ma fu trattenuto dai passanti e quindi immobilizzato dalle forze dell’ordine.

Sadi Carnot, ferito gravemente, per la perdita di sangue perse conoscenza quasi subito, e morì poche ore dopo, il 25 giugno; venne sepolto al Pantheon di Parigi.

Sante Caserio ardea della PUPILLA

Fu ghigliottinato a Lione in Francia il 16 agosto 1894. Sul patibolo, infine, un attimo prima di morire, gridò rivolto alla folla: “Forza, compagni! Viva l’Anarchia!”

Sante Caserio

Les Anarchistes

Lavoratori a voi diretto è il canto

Di questa mia canzon che sa di pianto

E che ricorda un baldo giovin forte

Che per amor di voi sfidò la morte.

A te Caserio ardea nella pupilla

De le vendette umane la scintilla

Ed alla plebe che lavora e geme

Donasti ogni tuo affetto e ogni tua speme.

Eri nello splendore della vita

E non vedesti che notte infinita

La notte dei dolori e della fame

Che incombe sull’immenso uman carname.

E ti levasti in atto di dolore

Di ignoti strazi altiero vendicatore

E t’avventasti tu ‘si buono e mite

A scuoter l’alme schiave ed avvilite.

Tremarono i potenti all’atto fiero

E nuove insidie tesero al pensiero

Ma il popolo a cui l’anima donasti

Non ti comprese eppur tu non piegasti.

E i tuoi vent’anni una feral mattina

Donasti al mondo da la ghigliottina

Al mondo vil la tua grand’alma pia

Alto gridando viva l’Anarchia.

Ma il dì s’appressa o bel ghigliottinato

Che il nome tuo verrà purificato

Quando sacre saran le vite umane

E diritto d’ognun la scienza e il pane.

Dormi Caserio entro la fredda terra

Donde ruggire udrai la final guerra

La gran battaglia contro gli oppressori

La pugna tra sfruttati e sfruttatori.

Voi che la vita e l’avvenir fatale

Offriste su l’altar dell’ideale

O falangi di morti sul lavoro

Vittime dell’altrui ozio e dell’oro.

Martiri ignoti o schiera benedetta

Già spunta il giorno della gran vendetta

De la giustizia già si leva il sole

Il popolo tiranni più non vuole.

 

 

Interrogatorio di Caserio

https://www.youtube.com/watch?v=okylnAHRm_A

A las barricadas

IL GALEONE

FIGLI DI ORIGINE OSCURA

 

Il popolo muore di fame e non ha neppure il diritto

di dire che muore di fame. Ebbene, io ho preso

la bandiera rossonera e sono andata a dire che il popolo

era senza lavoro e senza pane. Ecco il mio delitto.

Voi dite che noi vogliamo la rivoluzione:

ma sono le cose che fanno le rivoluzioni.

Louise Michel 1883

 

Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)