
Il G8 di Genova del luglio 2001, rappresenta per Amnesty International “la più grave sospensione dei diritti umani in un Paese occidentale dal dopoguerra”. Il vertice del G8 si trasformò, in quei 3 giorni, in una operazione di feroce repressione, in un clima di militarizzazione della città (colpo di stato). Ma ora cominciamo ad analizzare cosa successe in quei 3 giorni di sospensione totale dei diritti: Il 20/7/2021, in piazza Alimonda, perse la vita il 23enne Carlo Giuliani, ucciso dagli sbirri mentre si stava difendendo dagli attacchi immotivati degli sbirri bastardi. Ma non è finita qua: la notte del 21 luglio, gli sbirri fecero irruzione nella scuola Diaz, sede del Genoa Social Forum, dove massacrarono giovani studenti e anziani militanti. Quei 3 giorni di repressione e mancanza di diritti, hanno portato a condanne definitive per i vertici di polizia per lesioni gravi e falso ideologico. I manifestanti arrestati ingiustamente dal 20 al 23 luglio durante il G8, furono trattenuti nella caserma di Bolzaneto, dove si consumarono abusi di potere, torture e umiliazioni sui manifestanti. L’Italia ha affrontato per quei tre giorni di abuso di potere militare una serie di processi che hanno portato ad alcune condanne, ma anche numerose prescrizioni (bastardi sempre impuniti!). Gli è andata bene a quegli sbirri di merda, anche perché nel 2001 non c’era ancora il reato di tortura nel codice penale italiano, introdotto solo nel 2017.

Il ministro dell’Interno al G8 di Genova era Claudio Scajola (foto sopra), in carica durante il Governo P2ista ‘Berlusconi II’. Ricordiamoci che la loggia massonica P2 (Propaganda 2), è formata dalle alte gerarchie delle forze del disordine. A sparare a Carlo Giuliani il 20 luglio 2001 in piazza Alimonda, fu (ufficialmente) il carabiniere ausiliario Mario Placanica.

Il capo della polizia durante il G8 di Genova nel 2001 era Gianni De Gennaro (foto sopra), che aveva ricoperto l’incarico di capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza dal 2000 fino al 2007. Specifichiamo che il forum politico del G8 di Genova, era formato dagli 8 maggiori paesi industrializzati del mondo:

Italia: Silvio Berlusconi (Paese ospitante)
Stati Uniti: George W. Bush
Regno Unito: Tony Blair
Francia: Jacques Chirac
Germania: Gerhard Schröder
Giappone: Jun’ichiro Koizumi
Canada: Jean Chrétien
Russia: Vladimir Putin
e Unione Europea (Romano Prodi era il presidente della Commissione Europea).
Per i fatti del G8 2001, dicevamo, vi sono state condanne definitive per diversi funzionari e dirigenti di polizia legati ai depistaggi e alle violenze nella scuola Diaz e per gli abusi di potere nella caserma di Bolzaneto. Sono stati condannati in via definitiva nel 2012 per falso aggravato i dirigenti che orchestrarono il blitz, tra cui Francesco Gratteri, che fu condannato a soli 4 anni, insieme ai suoi compari Gilberto Caldarozzi e Giovanni Luperi a soli 3 anni e 8 mesi. Per il reparto mobile (Diaz) fu condannati per falso anche Vincenzo Canterini (comandante del reparto mobile di Roma, condannato a soli a 3 anni e 8 mesi). Per le torture alla caserma di Bolzaneto nel 2013 la Cassazione confermò le minime condanne per numerosi agenti, poliziotti, medici e funzionari penitenziari per i reati di abuso d’ufficio, lesioni e violenze fisiche e psicologiche ai danni dei manifestanti, anche se molti dei reati più gravi si fossero estinti per prescrizione.

I manifestanti che protestavano in quei giorni al G8 di Genova, protestavano contro le politiche neoliberiste, la globalizzazione economica, le stragi di stato, le guerre, il business delle armi, e l’idea stessa che 8 capi di stato potessero decidere le sorti del globo. Sono passati 25 anni, 1/4 di secolo dal G8 di Genova, da quando il movimento mondialista scendeva in piazza per opporsi alle politiche bastarde dei “poteri forti”. Ma cosa ci resta oggi del sangue sull’asfalto di Piazza Alimonda e di quello versato sui pavimenti della scuola Diaz? La repressione in Italia continua, assumendo forme sempre nuove, che legittimano l’operato cattofascista di quella pagliaccia insensibile della Meloni che, insieme alle destre europee, isolano e condannano sempre di più le persone che protestano per i propri diritti, impedendo loro di creare aggregazioni sociali.

In quei 3 giorni di mancanza dei più elementari diritti, per le strade di Genova, gli sbirri consumano le violenze più efferate, attaccando i manifestanti con manganellate e gas lacrimogeni (cancerogeni), mentre, nel Palazzo ducale, pochi uomini incravattati stavano decidendo le sorti del mondo intero. Ma cosa ci resta, dopo 25 anni, di quella ‘macelleria messicana’, di quella sospensione dei diritti umani che ha segnato la storia? Non solo depistaggi, promozioni di grado per i responsabili dei crimini e lunghe e ingiuste incarcerazioni per gli attivisti, ma anche un intero sistema politico conservatore e fascista che in quel momento ha gettato le basi per la propria legittimazione delle loro violenze negli anni a venire. La scuola Diaz è la madre della repressione degli anni Duemila, il laboratorio che ha permesso, dopo decenni di lotte sindacali, Guerra Fredda e presenza del Partito Comunista, di studiare i nuovi assetti dei movimenti e capire come reprimerli più efficacemente.

Oggi in Italia e in molti altri paesi del mondo, i migranti sono in grave pericolo. E’ da 28 anni che assistiamo giornalmente a gravissime violazioni dei diritti umani: carcerazioni forzate di migranti incensurati, CPR e prigioni che somigliano a lager, infiltrazioni in organizzazioni politiche di sinistra, manganellate a cortei pacifici e procedimenti penali sproporzionati a carico degli attivisti. Ciò che desta maggior preoccupazione è però la ‘normalizzazione’ di queste pratiche. Il modello globalista, ha alimentato le disuguaglianze economiche e sociali, non mantenendo fede alle promesse che aveva fatto. Il recente Decreto Sicurezza, voluto dal governo Meloni e ormai legge, non ha suscitato particolari perplessità. In assenza di protesta e dissenso politico, si assiste inevitabilmente a un peggioramento dei diritti e delle condizioni sociali: come la privazione dello statuto dei lavoratori (conquista degli anni ‘70) e quindi dell’articolo 18, con la conseguenza di ripiombare di nuovo ai tempi della schiavitù, con l’allungamento degli orari lavorativi, la stagnazione o riduzione dei salari per umiliarci e creare la guerra tra poveri, la miseria e il degrado dei servizi pubblici quali: sanità e istruzione.

Genova fu un banco di prova. Le torture della Diaz (foto sopra) e di Bolzaneto non furono deviazioni, ma parte di un piano ben preciso, attuato da un sistema militare repressivo – statale. Oggi quella logica si rinnova con schedature, daspo preventivi, galera per chi turba il decoro pubblico o l’ordine del capitale. Un ‘ordine’ che tutela i privilegiati, opprime i lavoratori, mercifica i beni comuni e trasforma il disagio in oggetto di controllo. Per questo ricordare Genova e i suoi abusi di potere inflitti ai manifestanti, non è una celebrazione ma un atto di resistenza agli abusi di potere militare e allo stato ipocrita e meschino. Quindi un altro mondo non è solo possibile: è indispensabile. Nessuna legge potrà mai estinguere il fuoco della dignità, della rivolta sociale, della solidarietà organizzata.
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Assalti Frontali – Rotta Indipendentehttps://www.youtube.com/watch?v=jDiIX09c2rg&list=RDjDiIX09c2rg&start_radio=1
99 Posse – Mai Più Io Sarò Saggiohttps://www.youtube.com/watch?v=8i8ZAITLmvE
Simone Cristicchi – Genova bruciahttps://www.youtube.com/watch?v=rJ-W4pWZt-Y&list=RDrJ-W4pWZt-Y&start_radio=1
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Fuori dal 41 bis il compagno Anarchico Alfredo Cospito che, come tutti gli anarchici incompresi, paga il fatto di aver evidenziato attraverso l’azione diretta, senza aver mai ucciso nessuno, le tante ingiustizie e problematiche sociali prodotte dal capitalismo, dagli sbirri corrotti e dalla politica corrotta (es. Patto stato mafia). Basta sbirri! basta mafia!
Anarchia: l’unica coerente nella storia, l’unica via, perché non abbiamo mai accettato il compromesso di entrare nello stato, nella politica corrotta.
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La democrazia è menzogna, è oppressione,
è in realtà oligarchia, cioè governo di pochi
a benefizio di un classe privilegiata,
ma possiamo combatterla noi in nome
della libertà e dell’uguaglianza, e non già
coloro che vi han sostituito o vogliono
sostituirvi qualcosa di peggio.
E. Malatesta
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Cultura dal basso contro i poteri forti
Rsp (individualità Anarchiche)