Per non dimenticare l’anarchico individualista Gino Lucetti

Gino Lucetti (1900-1943)

Oggi 11 settembre vogliamo ricordare il compagno anarchico individualista Gino Lucetti che nasce a Carrara il 31 agosto 1900. E’ stato un anarchico antifascista italiano, celebre per aver compiuto un attentato nei confronti di Benito Mussolini. Militante anarchico individualista è stato coinvolto in scontri armati coi fascisti nel 1920-1922. Per alcuni anni è in Francia. Ricercato per aver sparato a 3 fascisti nel settembre 1925, si rende latitante. Tornerà in Italia solo il 2/9/1926: alto un metro e settanta, un vestito marrone appeso a un corpo gracile, una cravatta rossa, i capelli ricci e arruffati e in tasca una settantina di lire. In mano ha un fagotto con le due bombe a mano, in testa un’ idea precisa e nella cintura dei pantaloni una pistola che non riuscirà mai a usare. Se ne lamenterà in commissariato: «Non sono venuto con un mazzo di fiori per Mussolini. Ero intenzionato di servirmi anche della rivoltella qualora non avessi ottenuto il mio scopo con la bomba».

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L’11 settembre 1926, Gino Lucetti rientrato clandestinamente in Italia, dopo esser fuggito in Francia per aver sparato ad un fascista, si appostò, dietro un chiosco di giornali,  armato di una bomba a mano e di una rivoltella, a Porta Pia, a Roma in attesa del passaggio dell’auto blu di Mussolini, diretto come ogni giorno da casa a Palazzo Chigi. All’arrivo del duce, uscì dal suo nascondiglio, lanciando contro la vettura, una nera Lancia Lambda, la bomba a mano SIPE che sfortunatamente mancò il finestrino di pochi centimetri e per sfortuna  rimbalzò sulla carrozzeria esplodendo per terra ferendo alcuni passanti. L’anarchico individualista Gino Lucetti, fu immobilizzato e arrestato. Mancò per un soffio il suo obbiettivo: sua eccellenza, quel criminale sanguinario di Benito Mussolini, primo ministro e duce del fascismo, proprio nel momento in cui stava per consolidare il regime autoritario, cancellando ogni opposizione politica e sindacale ai suoi progetti e al blocco di potere capitalistico che lo aveva sostenuto. Dopo l’attentato, Mussolini arrivò a palazzo Chigi illeso e furibondo: disse ai giornali che non si era scomposto e che «se la bomba fosse entrata nella vettura l’avrebbe tirata indietro». In realtà però prese moltissima paura e, terrorizzato dall’idea che chiunque potesse mettere in pericolo la sua vita, licenziò il capo della polizia e il questore di Roma.

Gino Lucetti

Condannato all’ergastolo, dopo il 25 luglio 1943 fu inviato al confino all’isola d’Ischia, dove morì sotto un bombardamento aereo americano. Gino Lucetti (foto sopra), veniva da una famiglia contadina benestante, da ragazzo lavorava nelle terre di Avenza, di proprietà della madre Adele Crudeli. Protagonista di vari scontri e risse di natura politica durante il Biennio rosso, continuò la sua opposizione ai fascisti locali anche negli anni successivi e, il 26/9/1925, al culmine di un diverbio estrasse la pistola e ferì il militante fascista Alessandro Perfetti. Nel corso delle indagini la polizia cercò invano le prove di un complotto per l’attentato del duce e arrestò la madre, il fratello, la sorella di Lucetti e alcuni suoi vecchi amici carraresi. Lucetti fu processato nel giugno 1927 davanti al Tribunale speciale e condannato a 30 anni di carcere. Con lui furono condannati come complici, a pene di circa vent’anni, anche Leandro Sorio e Stefano Vatteroni, due anarchici, a carico dei quali si poteva provare soltanto che erano solo amici dell’individualista Lucetti, ma vengono ugualmente condannati a gravi pene.

A Gino Lucetti fu intitolata una brigata partigiana anarchica, il Battaglione Lucetti, che combatté nel Carrarese. Se  quell’atto compiuto in tempo di guerra, fosse riuscito, la Storia avrebbe cambiato il suo corso. Lasciateci immaginare la notizia della morte di Mussolini cosa avrebbe scatenato tra l’opinione pubblica , tra gli oppositori del regime e  nelle file dello stesso partito fascista e dei suoi sostenitori, compresa la monarchia. Avrebbe indotto gli antifascisti a seguire l’esempio dell’individualista Lucetti, ad organizzarsi clandestinamente in azioni dirette. Le forze istituzionali di opposizione tedesche, socialisti e comunisti, con un Italia non mussoliniana, avrebbero avuto più determinazione ad opporsi al nazismo e ad Hitler!

Se questo fosse accaduto, forse, la tragedia della II guerra mondiale, la grande madre dei massacri globali  che dal ‘900 continuano sino ai giorni d’oggi, si sarebbe potuta evitare!

La stessa costruzione della bomba atomica e del suo uso per fini bellici si sarebbe potuto impedire!

Lo strapotere dei diversi complessi massonici militar-industriali mondiali che oggi influenzano pesantemente il destino del mondo, sarebbe stato ridimensionato in un mondo in cui fascismo e nazismo fossero stati in breve tempo eliminati e cancellati dal potere statale, politico, economico e militare.

gaetano bresci

Gino Lucetti non era destinato a una vita fortunata. Era nato un mese dopo l’attentato di Gaetano Bresci. Condusse i primi anni della sua vita tra i campi della famiglia vicino Carrara. Quando l’incubo della prima guerra mondiale sembrava finito, nel marzo del 1918, anche Gino fu richiamato alle armi. Nel 1921 Gino prese a ceffoni il fondatore del fascio di Avenza.

Gino Lucetti era un anarchico utopista che sognava una società di liberi e uguali senza gerarchie politiche e sociali. Dopo l’attentato a Mussolini, nell’immaginario collettivo, dell’Anarchia restava solo l’aspetto più romantico, quella forma di individualismo esasperato e di distacco dalla realtà di democrazia rappresentativa che invece rappresentava un potere politico istituzionalizzato, gerarchico, che voleva prevalere, inquadrare, comandare e imporci la dittatura.

Ma cerchiamo ora di spiegare il significato di “Anarchia” che viene dal greco ἀναρχία (che significa assenza di “governo”). Meglio precisare però, che a differenza di quello che si pensa e si dice nel linguaggio comune, Anarchia non è sinonimo di caos, disordine e sregolata vita senza princìpi. La filosofia anarchica prevede la promulgazione di una società composta da persone libere e uguali senza gerarchie politiche, economiche e sociali, costituite in una nuova forma di socialità senza autorità. Ma trascurando l’origine antica di questa filosofia, che nel mondo occidentale ebbe proprio con gli storici greci, nella civiltà moderna fiorì con l’illuminismo e le rivoluzioni che ne seguirono. Tutte cose che influenzarono anche la Rivoluzione Francese dove, infatti, alcuni degli agitatori utilizzarono già il termine “anarchico”. Fu invece dopo la sconfitta di Napoleone III a Sedan e la conseguente nascita della Terza Repubblica a guida conservatrice che nacque la prima esperienza concreta di anarchia della storia moderna.

La Comune di Parigi. Una rivoluzione che compie 150 anni - Maredolce.com  Web Magazine

Sulla scia delle feroci proteste parigine contro l’oscurantismo di quella repubblica, nacque la Comune di Parigi che, pur nella sua breve vita della sola primavera del 1871, si organizzò intorno a un vero programma autogestito di socialismo e anarchismo libertario. L’effimera Comune tentò di concretizzare le teorie dell’economista sociologo francese Pierre-Joseph Proudhon, a cui si deve il simbolo della A cerchiata e quelle del collega russo Michail Bakunin, entrambi contestatori del “principio di autorità” che caratterizzava (e caratterizza) ogni struttura relazionale gerarchica (famiglia, esercito, chiesa, fabbrica, stato, ecc.) che, invece, Marx prevedeva e che aveva già causato scissioni nella Prima Internazionale Socialista del 1864. In Italia, Errico Malatesta è stato l’anarchico storicamente più importante, con ruolo di particolare rilievo durante le proteste del biennio rosso alla fine della I Guerra Mondiale. Tutto il ‘900 è stato attraversato dalla storia dei movimenti anarchici, anche se le cose che restano impresse nella memoria dei più sono solo azioni individuali come quella di Gaetano Bresci, che la sera del 29 luglio del 1900 uccise a Monza con tre colpi di pistola il re d’Italia Umberto I; oppure la storia di Sacco e Vanzetti, martiri sacrificati sull’altare degli anni ruggenti americani o, appunto, la storia di Gino Lucetti, che nel 1926 attentò alla vita di Benito Mussolini.

Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti

Più tardi, la vocazione istituzionale operaia e ugualitaria di un Partito Comunista Italiano, tolse molto terreno sotto i piedi agli anarchici, i quali tornarono in prima pagina durante il turbolento ‘68. Avvenne soprattutto attraverso le accuse costruite ad arte contro Pietro Valpreda, per la strage di piazza Fontana a Milano nel 1969, e per la morte del ferroviere Anarchico Giuseppe Pinelli ucciso e torturato dagli sbirri, quando fu arrestato negli uffici della questura di Milano e buttato giù dalla finestra pur di avere un colpevole che deviasse il problema, pur di non ricollegare le stragi di stato istituzionalizzate , al Patto Atlantico anticomunista della Nato (1949).

Ricordiamo anche la vicenda di Alfredo Cospito (foto sotto), il compagno Anarchico individualista condannato prima a 10 anni per aver gambizzato, nel 2012, l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, e poi mentre era in carcere, ad altri 20 anni per l’attentato del 2006 contro la scuola carabinieri di Fossano. Le azioni dirette del compagno individualista Anarchico Cospito, che non hanno fatto morti, sono state create per puntualizzare le tante problematiche che comporta l’utilizzo dell’energia atomica e nucleare (Adinolfi) e in risposta ai continui abusi di potere in divisa (Fossano), ma invece di capire il problema, lo hanno subito isolato dal mondo con condanne ingiuste, esasperate, mettendolo addirittura in regime di 41 Bis, lui, spirito libero, sepolto vivo in una cella, insieme ai mafiosi (!), proprio lui, Anarchico individualista, coerente con le sue idee di giustizia sociale e i suoi sogni di libertà, al di là delle classi sociali. Perciò non ha mai accettato accordi né compromessi con lo stato stragista.  

Attentati e bombe, in carcere a Terni il boss degli anarchici italiani

Aldo Giannuli, che si è molto dedicato, negli ultimi decenni, ad alcune delle questioni più controverse della nostra storia (vicenda Moro, Gladio, servizi segreti deviati – doppio Sid) ha, di recente (dicembre 2021) ripreso il tema della pista anarchica per la strage di piazza Fontana, sostenendo, grazie alla documentazione da lui consultata negli archivi, come non si fosse trattato di una tesi logica, ma bensì costruita ad arte dalla polizia ben prima del 12 dicembre. Valpreda, solo per fare un esempio, era entrato nei controlli della polizia dal settembre precedente; agli anarchici erano stati attribuiti alcuni attentati compiuti in Svizzera nel gennaio del 1969, gli attentati di aprile, dello stesso anno, al Tribunale e alla Fiera di Milano, e, allo stesso Pinelli, quelli ad alcuni treni nell’estate. In più, mentre la polizia perseguiva questa pista, i carabinieri si dicevano certi che il mandante della strage fosse Giangiacomo Feltrinelli, diventato irreperibile una settimana prima di Piazza Fontana. E, per giustificare il legame dell’editore comunista e marxista, col mondo anarchico, non trovarono di meglio che enfatizzare il rapporto coi coniugi Corradini, anarchici (ma ormai lontani dal movimento), e suoi coinquilini. Feltrinelli, tra l’altro, dopo un arresto in Bolivia nel 1967 per fiancheggiamento ai ribelli di Che Guevara, nel 1968 aveva (per questioni di “opportunità”) dovuto vendere a Sindona, faccendiere, banchiere e criminale italiano l’eredità del padre. Sindona dal 1961 è stato anche il banchiere della Banca Privata Finanziaria dello IOR, la banca di proprietà del Vaticano che, invece di donare i soldi ai poveri, ce magnava, ce speculava sui poveri, accumulando soldi e proprietà private. Meditate mediocri Meditate…

Assalti Frontali – Banditi nella sala feat. Inoki Ness & Esa El Prezhttps://www.youtube.com/watch?v=tUDf6ugnbqM

DAI MONTI DI SARZANA (canto partigiano del battaglione anarchico Lucetti)https://www.youtube.com/watch?v=jpzxPLKcDv8

W l’anarchia: l’unica coerente, l’unica via!!

Solidarietà a tutti/e i compagni Anarchici reclusi, in particolare al compagno Anarchico Alfredo Cospito, sepolto ingiustamente dentro a una cella, senza libertà, senza diritti, lui che ha sempre difeso e lottato per i diritti degli ultimi (proletariato e sottoproletariato), dell’ecologia, contro la borghesia e la massoneria e per l’uguaglianza economica e sociale per tutti, per l’eliminazione delle classi sociali. Ma soprattutto,  ha sempre lottato per l’eliminazione delle forze del disordine e contro il loro strapotere, abuso di potere militare.

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I delitti di lesa-maestà commessi dai popoli

sono rari in confronto ai delitti di leso popolo

commessi dalle maestà.

P. V. Berthier

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Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)